Derby scandinavo nell’editoria: la norvergese Schibsted alla conquista di Metro Sweden

La home page di Metro Sweden
Da Oslo arriva un’offerta per acquistare il 35% di Metro Sweden, il quotidiano che per primo ha dimostrato il successo della free press nel 1995. La società norvegese decisa allo shopping si chiama Schibsted. Il suo nome dice poco al pubblico italiano, ma rappresenta un caso di successo nel passaggio dalla carta stampata alle pubblicazioni sul web con il quotidiano online Vg.no: dalle attività online ottiene il 61% dei ricavi prima delle imposte e degli oneri finanziari (Ebit), e già controlla il giornale di Stoccolma Aftonbladet. Negli ultimi anni Schibsted ha trasformato un giornale tradizionale in un media network su internet a 360 gradi, sviluppando un suo YouTube (Snutter), un quotidiano online scritto dai lettori (Lesernes VG) e un social network (Nettby) con 500mila membri. Quest’anno prevede per le attività digitali dell’azienda una crescita del 60%.

Quali sono i segreti del successo all’epoca di un cambiamento ancora difficile per giganti come il New York Times? Dal 1999 Schibsted ha visto aumentare le transazioni nel suo portale per le compravendite su internet che è diventato l’eBay norvegese (Finn). L’esperienza nella raccolta pubblicitaria locale è stata il trampolino di lancio per una vera e propria “campagna d’Europa”. Da Oslo infatti è stato deciso l’acquisto di pubblicazioni specializzate nella diffusioni annunci pubblicitari in Spagna, Svizzera e Francia. Di recente il gruppo norvegese si è aggiudicato per 20 milioni di euro anche un mercatino per le inserzioni economiche online (classified ads) in Belgio, Kapaza. E ora, con l’offerta su Metro Sweden, vuole espandersi consolidando la sua posizione in Scandinavia.

Per il momento le previsioni globali nel settore dei mass media sono ancora incerte. Secondo il rapporto del Project for excellence in journalism (un’autorevole analisi dei media condotta ogni anno in collaborazione con la Columbia university) dai quotidiani online arriva dal 3% all’8% dei ricavi complessivi, ma la pubblicità continua a crescere con una velocità a due cifre. E gli editori sperimentano nuove strategie: il New York Times ha aperto i suoi archivi storici e pubblica online gli articoli dell’edizione di carta stampata, invece il Wall Street Journal ha scelto di conservare per molti articoli l’accesso a pagamento sul web. Ma, come rivela il caso di Schibsted, esperienze locali “made in Europe” possono essere esportate con successo.

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Il 4 Settembre 2008 alle 13:14 Kataweb.it - Blog - Giornalismo d’altri » Blog Archive » Ottimismo danese: entro tre anni l’online supera la carta ha scritto:

[...] Aggiornamento 4/9/08: Luca aveva già ampiamente parlato di Schibsted qui. nessun tag [...]

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richard-branson
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rossi-spalla Viviana Da Busti
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