di Gino Pagliuca
Marina, 38 anni, aveva un mutuo con la Popolare di Milano e la rata mensile era salita in 2 anni da 800 a 1.200 euro. Quando fece presente alla banca che il tasso, agganciato all’Euribor (tasso interbancario) più l’1,75 per cento, era molto superiore a quello di mercato e chiese di rinegoziarlo, le prospettarono una sostanziosa riduzione. Ma dopo 2 mesi di solleciti il direttore di filiale le spiegò che c’era un equivoco: il mutuo sarebbe rimasto invariato. Marina ha cambiato banca e abbassato la rata di 200 euro portandola a tasso fisso, anche se ha dovuto sopportare l’ultima beffa dalla banca abbandonata: una richiesta di penale dell’1,9 per cento anziché dello 0,5 previsto dalle norme. Alle rimostranze, legge alla mano, le è stato risposto che la richiesta era frutto di un altro equivoco.
Una storia fra tante di debitori spiazzati dall’aumento dei tassi partito nel 2005. Il toccasana doveva essere il decreto Bersani che nel febbraio 2007 introdusse la portabilità gratuita del mutuo. “Ma non è andata così” valuta Paolo Martinello, presidente di Altroconsumo. “Se le banche che rischiavano di perdere i clienti hanno cercato di prendere tempo, trincerandosi dietro motivazioni inconsistenti, i problemi maggiori sono venuti dagli istituti che chiedevano costi impropri a fronte del trasloco del mutuo”.
Risultato? Per Martinello “dieci banche sono sotto indagine Antitrust su nostra segnalazione. Un’inchiesta effettuata a gennaio ha dato risultati sconfortanti, fino all’assurdo di chi non consegnava preventivi scritti per evitare che i clienti li portassero alla concorrenza”.
Il quadro potrebbe mutare con l’intesa Abi-governo sulla rinegoziazione dei mutui. L’accordo prevede, per chi lo chieda, il blocco della rata al livello del 2006, mentre ogni mese la differenza tra la rata che si sarebbe dovuto pagare e quanto versato va in un conto di debito al tasso del 5,15 per cento: se il costo del denaro cresce, aumenta il debito; se diminuisce sotto il livello del 2006, si assottiglia. Alla fine si faranno i conti e con ogni probabilità la durata del mutuo, quindi il costo complessivo, aumenterà. In compenso l’onere odierno del mutuo è bloccato.
Perplesse le associazioni di consumatori. Dice Alessandro Pedone, responsabile Aduc per la tutela del risparmio: “L’accordo è costoso e ha l’unico vantaggio di dare sollievo immediato a chi non ce la fa a pagare (tabella sopra, ndr). Ma quel risparmio iniziale le banche lo riprendono dopo con gli interessi”.
E chi vuole trasferire il finanziamento? Il mercato immobiliare è fermo e si stipulano meno mutui: gli istituti specializzati hanno in teoria interesse a strappare i clienti alla concorrenza offrendo buone condizioni a chi il mutuo lo ha già. Oltre alla rinegoziazione targata Abi-governo vi sono altre tre vie per cambiare mutuo. Le presenta la Guida al mutuo informato redatta dal Consiglio nazionale del notariato con 11 associazioni di consumatori (scaricabile su www.notariato.it). Spiega Paolo Piccoli, presidente dei notai: “La prima è rinegoziare individualmente con la banca tasso o durata. è facoltà dell’istituto accettare, ma il vantaggio è che non costa nulla. La seconda strada, prevista dal decreto Bersani, è la surrogazione: non si chiude il mutuo ma si trasferisce l’ipoteca a una banca che offre condizioni migliori. Serve un atto notarile di importo modesto di cui la nuova banca può anche farsi carico”. Ultima la via tradizionale della sostituzione: “Si chiude il mutuo e se ne fa uno nuovo. Soluzione più costosa ma offre la possibilità di aumentare la somma finanziata”.
Un’opportunità ma anche un rischio: i tassi dei mutui sono minori di quelli dei prestiti personali e molte famiglie cominciano a ipotecare la casa per spese voluttuarie. Il meccanismo negli Stati Uniti ha messo in crisi il sistema. Migliaia di famiglie hanno iniziato a non pagare e il crollo dei prezzi ha reso il debito superiore al valore dell’immobile. In Italia le banche sono più prudenti, però prima di impegnare la casa per pagare la vacanza è meglio pensarci.
- Lunedì 2 Giugno 2008
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Commenti
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Il 2 Giugno 2008 alle 16:45 davidepa ha scritto:
La rinegoziazione, è solo un flop…attenzione!!!! La banca non da soldi gratis per natura. E’ vero che abbassa - apparentemente - la rata, ma il cliente la paga comunque allungandola in coda.
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