Una multa da 2,2 milioni di euro a Parmalat per non aver ceduto Newlat nei tempi prescritti: l’Antitrust punisce il gruppo di Collecchio, sottolineando che la vendita della società alla Tmt, realizzata con sei mesi di ritardo, è comunque “idonea a garantire un significativo livello di concorrenza nel mercato del latte fresco in Campania e Lazio”, come spiega in un comunicato il Garante, evidenziando che la sanzione comminata “rappresenta il minimo edittale”. “Abbiamo sbloccato finalmente la vendita di Newlat che Parmalat si ostinava a non fare e che riguarda in particolare il territorio campano” ha dichiarato il presidente dell’Antitrust Antonio Catricalà, ricordando che “abbiamo sanzionato Parmalat perché ci ha messo troppo tempo a vendere, non ottemperando alla precedente delibera dell’Autorità”. Anzi la chiusura del procedimento e la sanzione inflitta, aggiunge il Garante, rappresentano “la prima, immediata risposta alla segnalazione del ministro Scajola” sugli aumenti anomali del prezzo del latte rilevati nella provincia di Napoli.
È la fine di una lunga storia giudiziaria. “Con la sanzione a Parmalat si conclude il procedimento di inottemperanza avviato dall’Antitrust il 15 novembre 2007, dopo che la società, pur avendo ottenuto alcune proroghe, non aveva attuato le misure prescritte dall’Autorità”, spiega la nota dell’Autorità garante per la concorrenza, osservando che “per eliminare gli effetti distorsivi legati alla concentrazione Parmalat/Eurolat e ripristinare condizioni di concorrenza effettiva, l’Autorità, a giugno 2005, aveva imposto la cessione dei marchi Matese e Torre in Pietra e di due stabilimenti produttivi di Frosinone e di Paestum-Capaccio Scalo, appartenenti alla società Newlat”. A dicembre 2006 il gruppo di Collecchio aveva proposto, in alternativa, la cessione dell’intera società Newlat, da realizzarsi entro il 30 ottobre 2007. “Tale misura era stata giudicata dall’Autorità idonea a garantire un significativo livello di concorrenza nel mercato del latte fresco in Campania e nel Lazio”, conclude il comunicato dell’Antitrust.
Per Coldiretti si tratta di una conferma delle distorsioni presenti nel mercato del latte, dove il prezzo aumenta di quasi quattro volte dalla stalla alla tavola, passando dai 0,42 euro al litro riconosciuti agli allevatori ai 1,6 euro al litro pagati dai consumatori. Oggi la maggiore organizzazione agricola europea ha avviato presidi delle principali industrie di trasformazione che intendono ridurre i compensi riconosciuti agli allevatori, nonostante in Italia nel primo trimestre del 2008 si sia verificato un aumento dei consumi in quantità e in valore dei prodotti lattiero caseari, con record di incrementi in valore del 19,1% per il grana padano e del 9,6% per il latte fresco (con una forte crescita dei prezzi al dettaglio).
- Giovedì 5 Giugno 2008
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