Il caro-carburanti e le sue immediate ripercussioni sugli automobilisti e sulle categorie professionali interessate (trasportatori e pescatori) al centro delle decisioni del Governo. “Stiamo predisponendo un piano da proporre a Tremonti che preveda un blocco delle accise per tutto il 2008. E’ importante soprattutto per l’inflazione”.
Così il sottosegretario allo sviluppo economico Ugo Martinat, ha anticipato i contenuti della proposta, che sarà avanzata questo pomeriggio agli autotrasportatori durante il previsto con il Governo. “Il piano finanziario 2008 prevede di incassare un ‘tot’ di accise, le tasse sui carburanti, nel momento in cui il petrolio continua a salire anche le accise aumentano. Quindi si fa cassa per lo Stato ma si penalizza il cittadino. Dato che le accise sono i tre quarti del costo alla pompa, qualora continuasse a salire il petrolio, se si congelano le imposte si riduce fortemente l’impatto dell’aumento”. Martinat non ha escluso che gli altri ministeri presenti all’incontro tra cui quello alle Infrastrutture e Trasporti possano anche loro avanzare delle proposte di sconti sul prezzo dei carburanti per determinate categorie quali appunto gli autotrasportatori.
Da parte loro le categorie non staranno ad aspettare: senza provvedimenti immediati l’autotrasporto si ferma. Questa è la decisione del comitato esecutivo della Conftrasporto. Per i presidenti di Conftrasporto Fabrizio Palenzona e della Fai Paolo Uggè, di particolare rilevanza la messa a disposizione delle risorse promesse e a tutt’oggi non rese disponibili, la clausola per il recupero, attraverso l’introduzione di norme antidumping, delle continue variazioni alle quali la voce gasolio è sottoposta, il ripristino delle risorse per lo sviluppo delle autostrade del mare e l’avvio concreto e certo dei controlli per combattere l’abusivismo.
Anche i camionisti francesi, spagnoli e portoghesi si sono mobilitati conto il rialzo di prezzi del carburante.
I più “duri” sono gli autotrasportatori spagnoli, la cui protesta non ha una data di termine fissata in anticipo. L’obiettivo è stroncare le forniture di carburanti ma anche l’approvvigionamento dei beni destinati ai supermercati. Anche i francesi protestano dall’altro lato del confine: duecento camion si sono diretti con insostenibile lentezza verso Bordeaux, con la conseguenza di aver creato code lunghe 30 chilometri.
- Lunedì 9 Giugno 2008
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Commenti
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Il 10 Giugno 2008 alle 9:10 USA: in preghiera contro il caro petrolio « SPIRITUAL SEEDS ha scritto:
[...] Società e religioni, Te la do io l’America. Tags: Cristianesimo, petrolio, preghiere trackback Con il prezzo del petrolio che (già stratosferico) rischia di arrivare entro l’anno a 200dollari al barile; con scioperi contro l’aumento del prezzo dei carburanti che si estendono dall’India alla Spagna e tra poco arriveranno anche in Italia; con i poveri consumatori che, quando vanno a fare il pieno si sentono come se entrassero in una gioielleria, insomma, come porre rimedio a tutto ciò? Affidandosi in alto, ma molto in alto. Questo deve aver pensato Rocky Twyman, un fantasioso cinquantanovenne americano che si sta dando da fare per organizzare incontri di preghiera contro l’aumento del prezzo della benzina. Non in chiesa, però, bensì nei pressi delle pompe. Twyman è riuscito a raccogliere attorno a sé un piccolo gruppo di sostenitori che gira con lui per i distributori di mezza America. Queste alcune delle preghiere che vengono innalzate al cospetto delle esose pompe: “Signore onnipotente vieni a noi e dacci la forza perché riusciamo a far abbassare il prezzo della benzina, troppo caro” e ancora: “Dio mio, a questa pompa i prezzi sono cresciuti rispetto alla settimana scorsa. Sappiamo che tu sei capace, che tu hai tutti i poteri del mondo”. Avranno avuto effetto? La risposta al prossimo pieno. [...]
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