Via libera al prestito per Alitalia, ma l’Ue indaga

Il Centro Direzionale Alitalia a Roma

Via libera della Camera al prestito ponte per Alitalia: l’Aula ha approvato la conversione in legge del decreto che prevede uno stanziamento di 300 milioni per la compagnia di bandiera. Ma la Commissione europea, come atteso, ha dato il via all’indagine destinata ad accertare se l’intervento pubblico in favore del vettore nazionale sia un aiuto di Stato compatibile con le norme comunitarie sul mercato unico europeo. Bruxelles, però, precisa che non si tratta di una procedura d’infrazione: in altri termini, l’apertura di un’inchiesta approfondita non pregiudica in alcun modo la decisione finale della Commissione, ma consentirà a tutte le parti interessate al dossier di esprimere il proprio punto di vista.

Getta acqua sul fuoco il presidente della compagnia di bandiera, Aristide Police: “Ritengo che l’intervento su Alitalia non sia affatto un aiuto: è un prestito con scadenza e tassi di interesse peraltro salati”, assicurando che tutti gli interventi adottati sia dal passato governo che da quello attuale sono “conformi al diritto comunitario”. “Non a caso si chiama prestito-ponte” ha precisato Police “perché serve per il raggiungimento di una sponda che stiamo perseguendo con convinzione, grazie anche all’importante advisor che il governo ha scelto per completare il processo di privatizzazione”. Ricordando le ragioni che già il ministro dell’Economia Giulio Tremonti aveva addotto all’Unione Europea, nel giustificare il proprio operato, il presidente dell’aviolinea nazionale ha ribadito che il prestito, “non è un aiuto né tanto meno illegittimo, ma uno strumento per consentire la privatizzazione, per stare sul mercato e non fuori con il sussidio dello Stato”. E Police non esclude la possibilità di un prestito dalle banche, a condizioni migliori di quelle previste dal decreto.
Intanto il governo prepara una lettera con le risposte per Bruxelles. “Non sono molto preoccupato per il problema di infrazione sollevato dalla Commissione europea perché quella siamo in grado di risolverla. E spiegheremo i motivi del decreto passato oggi alla Camera” afferma il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli. E aggiunge: “Sono molto più preoccupato dalla situazione dell’Alitalia, anche se stanno lavorando molto bene e sono fiducioso che si troverà una soluzione. Entro trenta giorni risponderemo alla Commissione europea”.

Ora il provvedimento torna in Senato perché differente dal decreto originario e dal testo licenziato da Palazzo Madama, dove dovrà essere ratificato senza modifiche entro il 22 giugno. A Montecitorio la conversione è stata approvata stamane dopo molte sedute dedicate a esaminare le proposte di modifica esaminate avanzate dall’opposizione, ed in particolare dall’Italia dei Valori. Il nuovo testo incorpora una serie di norme introdotte con altri decreti in materia di scelta e ruolo dell’advisor per la privatizzazione della compagnia di bandiera, esenzione dagli obblighi di trasparenza in termini di comunicazioni al mercato, utilizzazione del prestito a copertura delle perdite.
In particolare, nel testo licenziato dalla Camera è stato inserito l’articolo 4 del decreto legge fiscale sull’Ici che consente di trasformare il prestito in patrimonio netto della Compagnia in caso di riduzione del capitale sotto il minimo previsto dal codice civile. Inoltre, il testo che sarà trasmesso al Senato ha poi fatto proprio l’articolo 1 del decreto legge sul monitoraggio della spesa che prevede alcune deroghe alla legge 474 del 1994 sulle privatizzazioni, con la nomina di un advisor ( già individuato dal Consiglio dei Ministri in Intesa SanPaolo). Advisor che potrà agire in conto terzi o anche in proprio. E questa ultima possibilità è stata molto criticata dall’opposizione visto che l’istituto di credito guidato da Corrado Passera è già sceso in campo a fianco dell’Air One nella gara di privatizzazione dell’Alitalia predisposta dal Governo Prodi. Un’ulteriore novità riguarda la sospensione degli obblighi informativi al mercato da parte della compagnia di bandiera. E tale decisione ha indotto la Consob a sospendere la quotazione in Borsa del titolo.

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rossi-spalla Viviana Da Busti
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