Il petrolio iracheno nelle mani delle “sette sorelle” di Big Oil

Petrolio

Via libera alle trivelle. L’Iraq aprirà i propri pozzi e riserve alle multinazionali occidentali del petrolio, quelle che una volta si chiamavano le “sette sorelle” e ora vengono accomunate sotto il nome di “Big Oil“. Il 30 giugno, rivela il New York Times, la compagnia statale irachena, non in grado di sfruttare le proprie risorse, aprirà le concessioni a Exxon Mobil, Shell, Total, Bp, Chevron. Tornano così a Baghdad, dove le prime quattro formavano l’originale “Iraq petroleum company“. Dal paese erano state cacciate 37 anni fa con la dittatura di Saddam Hussein, che aveva nazionalizzato il petrolio iracheno. La decisione è stata presa dal ministero del Petrolio, dove una buona parte dei consiglieri è di nazionalità americana. I contratti sono stati assegnati su chiamata nominativa, senza asta. Scartate le richieste di tutte le grandi compagnie statali russe e cinesi. Si tratta del primo accordo commerciale sul petrolio dall’inizio dell’ occupazione americana. Le compagnie di Big Oil avranno contratti di esclusiva sui servizi per uno o due anni, con accordi di spartizione inusuali per l’industria. Alla fine di questo periodo avranno la precedenza sulle altre quando i pozzi andranno all’asta.
La Casa Bianca cerca l’oro nero: il prezzo del greggio va verso i 150 dollari al barile, Bush chiede a gran voce di poter trivellare nell’Artico e in Alaska, gran parte dei giacimenti mondiali si trova in Stati che hanno nazionalizzato o quasi il settore (Arabia Saudita, Venezuela, Russia, Iran). Le più importanti compagnie petrolifere del mondo sono giganti statali o comunque controllati dai governi. E in Iraq le riserve ufficiali sono di 115 miliardi di barili, terzo patrimonio al mondo dopo Arabia e Iran. Senza contare i giacimenti ancora da trovare e sfruttare nel deserto iracheno. Se qualcuno credeva ancora che l’operazione militare americana in Iraq, ancora in corso, avesse come unico scopo la lotta al terrorismo e la caduta di un dittatore come Saddam, forse si ricrederà.

Commenti

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Il 20 Giugno 2008 alle 22:14 ether.zooth ha scritto:

Condivido in pieno.
Peccato che tutto si sapesse da tanto tempo……..

Tremonti e la Russa dovrebbero farsi rimborsare tutte le spese militari, almeno pagheremo il ” prezzo ” giusto per 1 misero litro di Benzina o di Diesel a seguito di questa truffa, e non solo:
Molto sangue per 3 litri di petrolio.

Il 21 Giugno 2008 alle 10:59 Corrado Buccieri ha scritto:

Mafia,droga e petrolio….quest’ultimo è il più
difficile da abbattere.
E l’operazione Irakena di Busch,ha dato i risultati
previsti…ora siamo in attesa dell’Iran,per completare il disegno finale.

Il 22 Giugno 2008 alle 10:38 pasqualeorlando ha scritto:

http://pasqualeorlando.blogspo.....html#links

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richard-branson
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