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	<title>Economia &#187; L&#8217;Antitrust: &#8220;Avanti con le liberalizzazioni e lotta ai cartelli&#8221;</title>
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	<description>Canale Economia di Panorama.it</description>
	<pubDate>Sat, 11 Feb 2012 12:44:11 +0000</pubDate>
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		<title>L’Antitrust: “Avanti con le liberalizzazioni e lotta ai cartelli”</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Jun 2008 10:34:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>emanuele rossi</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Nella relazione annuale al parlamento il presidente dell'Authority Catricalà denuncia che il 45% delle società quotate annovera tra i propri soci imprese concorrenti. Dito puntato contro gli accordi stipulati dalle aziende per definire i prezzi. Nel mirino banche, assicurazioni e carburanti. Nel 2007 esaminate 864 "concentrazioni" con multe per 86 milioni ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://gallery2.panorama.it/gallery/liberalizzazioni/116339_antonio_catricala.html" title=" Antonio CatricalÃ "> <!--m--> <img src="http://media.panorama.it/media/foto/2008/06/24/4860cd094e9fc_zoom.jpg" alt=" Antonio CatricalÃ " border="0" width="500" /> </a></p>
<p class="gallery_titolo"> Antonio CatricalÃ</p>
<p class="gallery_dida"> Il presidente dell&#8217;AutoritÃ  Antitrust, Antonio Catricala&#8217;</p>
<p>&#8220;L&#8217;Italia ha bisogno di liberalizzazione e apertura dei mercati, sarebbe un errore imperdonabile rinunciarvi&#8221;. L&#8217; <a href="http://www.agcm.it/">Autorità garante della concorrenza dei mercati</a>  si rivolge così al Parlamento per bocca del suo presidente <a href="http://www.agcm.it/e119.htm" target="_blank">Antonio Catricalà</a>.</p>
<p>Il garante ha presentato la relazione annuale (leggi gli atti <a href="http://www.agcm.it/index.htm" target="_blank">qui</a>) dell&#8217; Antitrust alla Camera: &#8221;I cartelli non sono peccati veniali; sono gravi misfatti contro la società perché corrompono la libera competizione delle forze economiche sul mercato: negli Stati Uniti sono considerati fatti criminosi, puniti con la prigione&#8221; così Catricalà ha ricordato l&#8217;importanza della vigilanza sui mercati. Vigilanza che, nella relazione del garante, ha come obiettivo in Italia soprattutto banche e assicurazioni: riferendosi ai dati di un&#8217;indagine conoscitiva, l&#8217;Antitrust ha rilevato che &#8220;l&#8217; 80% delle banche e assicurazioni quotate presenta problemi di conflitti di ruolo, legati alla presenza nei propri organi di amministrazione di persone che siedono contemporaneamente nei board dei concorrenti&#8221;. Le stesse persone, insomma, si spartiscono le poltrone dei Cda dei principali istituti bancari e assicurativi italiani. Non proprio un modello di concorrenza. Ma per gli istituti di credito ci sono altri appunti da parte di Catricalà: &#8220;la commissione di massimo scoperto applicata dalle banche&#8221; ha detto  &#8220;è una prassi iniqua e penalizzante per i risparmiatori e per le imprese: deve essere abolita. Sui tempi e sulle modalità di cessazione si dovrà innescare concorrenza tra gli istituti, in piena libertà di mercato&#8221;.<br />
Giudizio negativo anche su una delle misure del governo, il <a href="http://blog.panorama.it/economia/2008/06/17/slitta-la-legge-sulla-class-action-scajola-in-vigore-dal-1%C2%B0-gennaio/">rinvio della legge sulle Class action al gennaio 2009</a>: &#8221;Rischia di disattendere le speranze di migliaia di persone che chiedono tutela in tempi brevi. Tuttavia&#8221; concede il garante &#8220;il nuovo semestre che ci separa dall&#8217;entrata in vigore può essere utile a individuare le soluzioni tecniche che meglio corrispondono agli obiettivi di celerità dei processi e di allargamento dell&#8217;intervento al settore pubblico&#8221;.</p>
<p>Il presidente dell&#8217;Antitrust chiede poi al Parlamento &#8220;una veloce e definitiva approvazione&#8221; delle misure varate dal governo sulle liberalizzazioni. &#8220;Un&#8217; apertura fondamentale soprattutto per l&#8217;Italia, che non gode di materie prime e di autonome risorse energetiche&#8221;, per la quale &#8221;una politica di chiusura sarebbe disastrosa&#8221;.<br />
La seconda parte dell&#8217;intervento è servita a esporre il lavoro dell&#8217;Autorità. In un anno l&#8217;Antitrust ha imposto sanzioni complessivamente per 86 milioni di euro, di cui 62 milioni per i casi di violazione delle normative comunitaria e nazionale che vietano le intese restrittive e 24 milioni per abusi di posizione dominante. La rivista <a href="http://www.globalcompetitionreview.com/" target="_blank">Global Competition Review</a> colloca l&#8217;Antitrust italiana al primo posto nella lotta ai cartelli tra tutte le autorità nazionali dell&#8217;Unione europea. L&#8217;Antitrust ricorda inoltre nella relazione che tiene &#8216;&#8217;sotto osservazione il comportamento nei mercati dei nostri ex monopolisti: purtroppo talvolta cedono a tentazioni di ripristino delle originarie esclusive&#8221;.<br />
Dal 2006 a oggi, ricorda ancora Catricalà, il numero dei provvedimenti decisi, esclusi quelli relativi a questioni solo amministrative, delle archiviazioni e delle segnalazioni fa registrare un incremento del 39%. Le concentrazioni esaminate quest&#8217;anno sono state 864, ben 147 in più del 2006: il massimo storico dalla nascita dell&#8217;istituzione. Anche sulla pubblicità ingannevole l&#8217;Autorità chiede più possibilità di azione: &#8220;Il livello massimo delle sanzioni è di 500.000 euro, e non appare tale da scoraggiare chi stia allestendo campagne del valore di alcuni milioni di euro&#8221;. Catricalà suggerisce quindi che &#8220;il legislatore potrebbe parametrare le sanzioni pecuniarie al valore della campagna pubblicitaria se si tratta di ingannevolezza, ai fatturati delle imprese negli altri casi di scorrettezza&#8221;. L&#8217;Antitrust chiede, poi, la possibilità di sanzionare direttamente le singole imprese anche &#8220;quando l&#8217;intesa collusiva sia frutto di una delibera dell&#8217;associazione&#8221; di categoria. Quest&#8217;ultima, infatti, è &#8220;un soggetto spesso inconsistente dal punto di vista economico-patrimoniale&#8221; e quindi impossibilitato a pagare.<br />
Un riconoscimento arriva anche dalla Camera, per mezzo del presidente Gianfranco Fini: &#8221;La circostanza che l&#8217;Italia sia uscita dall&#8217;emergenza politica di quegli anni (in cui si istituirono le Authority, <em>ndr</em>) non significa affatto che l&#8217;esperienza delle Autorità amministrative indipendenti sia da ritenersi superata o che, necessariamente debba essere ridimensionata&#8221;.</p>
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