Se gli Stati Uniti soffrono per un’inflazione più degli altri Paesi del G7 (con un aumento del 4,2% a maggio su base annua), l’Italia li segue da vicino al secondo posto con un aumento dei prezzi al consumo del 3,6%. Eurolandia non sta meglio: Francia, Regno Unito e Germania registrano un tasso superiore al 3%. Sono le ultime rilevazioni dell’Ocse, l’organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, che tra i Paesi membri rileva un aumento del 3,9%. In particolare, i prezzi dell’energia sono balzati del 14,6% contro il 12,4% di aprile e quelli del settore alimentare del 6,1% contro il 5,7% di aprile.
Rischio stagflazione. Confindustria denuncia il rischio stagflazione. “Da alcuni mesi lanciamo una sorta di allarme sul fatto che la situazione è grave e sta peggiorando” dice Emma Marcegaglia, presidente dell’associazione degli industriali, intervenendo all’Aspen institute. E aggiunge: “Pensiamo che sia molto importante riprendere ad investire sulle infrastrutture e che sia molto importante che nella trattativa con i sindacati prevalga una logica che metta in evidenza che è vero che c’è un’inflazione alta, ma che in buona parte è importata e deriva dagli aumenti del prezzo del petrolio e dei prezzi delle materie prime alimentari”.
E il governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi, lancia l’allarme osservando che “i prezzi di materie prime essenziali crescono, stipendi e salari perdono potere d’acquisto, è minacciata la tranquillità dei risparmi”. Draghi, inquadrando le difficoltà italiane in quelle dell’economia globale, ha ha ricordato: “La libertà di commercio internazionale è oggi messa in discussione come mai dagli anni ‘80. “Sia nei paesi avanzati, sia in quelli emergenti” ha proseguito “le opinioni pubbliche sono disilluse e allarmate dalla globalizzazione. Il compito dei governi non è facile”. Draghi ha evidenziato quindi che “i frutti dell’economia mondializzata si sono distribuiti in modo diseguale tra i diversi gruppi sociali. Le opinioni pubbliche sono frastornate da un mondo confuso. Nella crisi, cercano rassicurazione”. Il governatore ha quindi messo in guardia contro i pericoli della limitazione degli scambi commerciali. “Capisco” ha affermato “che i governi riscoprano il valore di formule protezionistiche. La libertà dei commerci può sembrare un rischio; il protezionismo, un ristoro. Ma un problema di distribuzione del reddito” ha ammonito “non si risolve inaridendo una delle fonti più importanti del reddito stesso.
Elettricità più cara in borsa. Il caldo spinge i consumi energetici e volano i prezzi dell’elettricità in borsa, con un picco al sud. La scorsa settimana il prezzo medio di acquisto dell’energia nella borsa elettrica è cresciuto del 26,1%, arrivando a quota 98,63 euro per Mwh, con un aumento di 20,42 euro rispetto alla settimana precedente. “La situazione è sotto controllo” dice l’amministratore delegato di Terna, Flavio Cattaneo “i consumi di questi giorni sono alti ma nella norma del periodo, non verso livelli record”.
- Martedì 1 Luglio 2008
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