I giovani single non sono bamboccioni al supermercato

Un carrello della spesa

Altro che “bamboccioni”. I giovani single sanno quello che vogliono tra i reparti di un supermercato. Anche se più che decisionisti sono “trysumers”, ovvero persone che scelgono dopo aver provato. È quanto emerge da uno studio sul comportamento di acquisto di un gruppo di single trentenni di Milano, Roma e Napoli, che ha messo in crisi alcuni dei luoghi comuni più diffusi sulla generazione “di mezzo”. A effettuarlo è stato Saatchi & Saatchi X, network internazionale specializzato nello shopper marketing, che diversifica il consumatore dallo shopper, con l’intento di capire il processo di acquisto, e utilizza un metodo diverso dalle consuete indagini, l’Xploring.
“Niente interviste o simili ma condivisione di emozioni, pensieri e soprattutto tempo con lo shopper per capire cosa lo spinge a scegliere un determinato bene o servizio:” spiega Adriano Aletti, direttore generale di Saatchi & Saatchi X Italia, “facciamo spesa con lui, andando a prenderlo a casa, facendo la lista dei prodotti da acquistare insieme, accompagnandolo al negozio e vedendo cosa compra e poi come mette a posto la spesa”.
E così sono cadute tante leggende metropolitane.
È vero che i giovani single vivono in modo iper-veloce e sono sempre on line? No, sostiene lo studio, semplicemente preferiscono essere padroni del loro tempo, e vivono una dilatazione temporale. Vogliono fare spesa con calma, quando possono. E allora ben vengano i negozi aperti di sera o nel fine settimana, così come le palestre con orari dilatati.
Sono sperimentatori o tradizionalisti? “Sono ’self-traditional’” afferma Aletti, “ovvero reinterpretano la tradizione. Per loro la tradizione è il ricordo di cose positive o di affetti”. Così comprano tal prodotto perché magari era usato in famiglia, o tal altro perché fa tornare alla memoria un frammento di infanzia.
Ma, soprattutto, i giovani single non sono bamboccioni. Anzi, sono abbastanza decisionisti. E nel fare compere preferiscono non fare scorte, perché così si limiterebbe la scelta. Nella loro lista della spesa ci sono solamente prodotti dal basso costo emotivo, come zucchero o sale, per il resto preferiscono scegliere al momento.

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rossi-spalla Viviana Da Busti
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