Bruxelles tende la mano alle piccole e medie imprese

Tfr, i fondi vanno piano ma lontano. I dati, settore per settore

La Commissione europea si avvicina a piccoli e medi impenditori semplificando le procedure per gli aiuti di Stato. Tra venti giorni entrerà in vigore un regolamento che consente ai Paesi membri di evitare la notifica preventiva a Bruxelles in caso di concessione di aiuti per un’ampia gamma di attività: il sostegno della ricerca, l’innovazione, lo sviluppo regionale (con un finaziamento di 37 milioni di euro), la formazione, l’occupazione e il capitale di rischio. Sono autorizzati anche stanziamenti per la protezione dell’ambiente (dall’efficienza energetica alla riduzione delle tasse) e misure per la promozione dell’imprenditorialità giovanile, per la creazione d’impresa nelle regioni assistite e per l’accesso al credito delle donne. Sono 23 milioni le piccole e medie imprese nell’Unione europea: rappresentano il 70% dei posti di lavoro.

In particolare, nel recente lo Small business act l’obiettivo è di ridurre gli atti amministrativi del 25% entro il 2012. Per esempio, si potrà creare una nuova società in meno di una settimana, e ottenere permessi e licenze in un mese. Ma la Commissione ha lanciato anche altre iniziative. L’European investment bank faciliterà l’accesso al microcredito. Per agevolare la capacità delle aziende di aprirsi all’esterno saranno creati centri di supporto per gli affari in Cina e India. E i giovani imprenditori potranno viaggiare con un apposito Erasmus.

Iva ridotta per i ristoranti? Una proposta approvata oggi Bruxelles, inoltre, potrebbe consentire agli Stati membri di applicare l’aliquota ridotta anche ai ristoranti (se in Italia l’Iva è al 10%, in Europa varia dal 25% in Danimarca al 3% in Lussemburgo) e in altri settori a forte intensità di manodopera, che non rischiano di creare distorsioni di concorrenza come quelli delle piccole riparazioni di scarpe, vestiti orologi o computer, i servizi a domicilio per la cura dei bambini e degli anziani, i servizi di pulizia, di giardinaggio, di cura della persona, dal parrucchiere all’estetista. La proposta passa ora all’esame del Parlamento e del Consiglio, dove dovrebbe essere discussa a metà del nuovo anno.

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