Gli 8 Grandi vogliono più petrolio e più nucleare. Si legge nel documento finale approvato oggi dal G8 a Hokkaido, in Giappone, nel capitolo relativo alla crescita e alla sicurezza energetica: “Siamo molto preoccupati” dicono i leader dei paesi ammessi all’esclusivo club “per il deciso aumento dei prezzi del greggio che mettono a rischio l’economia mondiale”. Si invitano poi i paesi produttori ad aumentare “sul breve termine” la capacità di produzione e raffinazione per ridurre i prezzi. ”Sul lato della domanda” si legge poi nel documento “è importante fare ulteriori sforzi per migliorare l’efficienza energetica così come incrementare gli sforzi per seguire una diversificazione energetica”. Poche parole sul tema della speculazione finanziaria sul caro-greggio: ”Sosteniamo gli sforzi presi dalle più importanti autorità nazionali per una maggiore trasparenza nei mercati dei futures nelle materie prime”.
Sui mercati energetici i G8 chiedono più chiarezza, ovvero “che i mercati energetici mandino segnali sui prezzi non distorti e che siano liberi da qualsiasi pressione politica”. E sempre in tema di energia, i leader di Francia, Inghilterra e Italia si aspettano “mille nuove centrali nucleari nel mondo”. Così dice Berlusconi, che aggiunge: “il mondo industrializzato vuole passare dai combustibili fossili al nucleare, più pulito”. Sul riscaldamento globale, altro grande tema, nel documento approvato si punta a “un dimezzamento delle emissioni dei gas serra entro il 2050″. Il primo ministro giapponese, Yasuo Fukuda, sostiene che l’intesa raggiunta rappresenta “un grande risultato. C’è una visione comune sulla questione del clima”. L’impegno però sembra poco concreto a tutte le associazioni ambientaliste, per il suo termine troppo lontano nel tempo: “Patetico slogan” dice Greenpeace, “Nel 2050 la terra sarà già bruciata” gli fa eco Oxfam, “I grandi fuggono dalle loro responsabilità” si lamenta il Wwf.
Responsabilità che, secondo il premier italiano Silvio Berlusconi, devono essere condivise anche dalle potenze energetiche, prima fra tutte la Cina: “Tutti hanno condiviso” ha detto il premier “la necessità di richiamare anche i cinesi al rispetto degli accordi internazionali perché non si può accettare che i nostri Paesi siano sottoposti a regolamenti ambientali, di tipo sociale, relativi ai mercati finanziari, e che invece la Cina, che è causa prima dell’incremento dei prezzi delle materie prime e del petrolio, si sottragga”.
- Martedì 8 Luglio 2008
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Commenti
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Il 8 Luglio 2008 alle 18:06 G-8: accordo in extremis sui gas serra » Panorama.it - Mondo ha scritto:
[...] Gas serra ridotti del 50% entro il 2050. Nel documento finale diffuso poco fa, i capi di Stato degli otto paesi più industrializzati hanno sorpreso un po’ tutti impegnandosi “a tagliare fino al 50% le emissioni di gas responsabili dell’effetto serra entro il 2050“. [...]
Il 8 Luglio 2008 alle 19:53 La ecoJuventus pianta 26 alberi e fa solo ridere - PiccoloSocrate.com ha scritto:
[...] calcio Puoi seguire tutte le novità tramite il RSS 2.0 Feed. Puoi lasciare un commento, o un trackback dal tuosito. [...]
Il 8 Luglio 2008 alle 20:03 Corrado Buccieri ha scritto:
Ad ogni incontro ci sono sempre buoni propositi…..
peccato che poi svaniscono tra i gas.serra.
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