Produzione industriale in forte calo. Marcegaglia: “Siamo preoccupati”

Un'operaia al lavoro

Brusca frenata della produzione industriale a maggio: l’attività manifatturiera, in base ai dati diffusi dall’Istat, ha segnato una flessione dell’1,4% su base mensile, il risultato peggiore da settembre 2007, mentre su base annua ha registrato un calo del 6,6%. L’andamento annuo corretto per i giorni lavorativi ha visto una diminuzione del 4,1%.
Un segnale che mette in allarme Confindustria: “È un dato molto brutto”, ha commentato il presidente degli industriali, Emma Marcegaglia, “È da tempo che sottolineiamo che l’economia sta andando male e che bisogna fare molta attenzione, che siamo in una fase di peggioramento della congiuntura. La nostra preoccupazione è massima”. Nei primi cinque mesi dell’anno, la produzione è scesa dello 0,9% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, mentre l’indice corretto per i giorni lavorativi ha segnato un calo dell’1,1% rispetto al corrispondente periodo del 2007 (i giorni lavorativi sono stati 105 come nel 2007).
A pesare sull’andamento deludente della produzione è stato soprattutto il comparto energia. L’indice corretto per i giorni lavorativi ha infatti segnato, per questo raggruppamento, nel confronto con maggio 2007, una variazione negativa del 6,9%. A seguire hanno registrato flessioni i beni intermedi (-5,3%), i beni di consumo (-2,8% il totale, -6.9% i beni durevoli, -1,7% i beni non durevoli) e i beni strumentali (-2.7%).
Nel confronto tra i primi cinque mesi dell’anno e lo stesso periodo del 2007 si è registrato invece un incremento dello 0,9% per l’energia. A maggio l’indice corretto per i giorni lavorativi ha segnato variazioni positive solo nei settori nei mezzi di trasporto (+0,7) e delle macchine e apparecchi meccanici (+0,1%). Le diminuzioni più marcate hanno riguardato i settori delle raffinerie di petrolio (-14,4%), del legno e prodotti in legno (-11,8%), delle estrazioni di minerali (-11,7%) e della lavorazione dei minerali non metallafera (-7,8%). Nel confronto tra i primi cinque mesi del 2008 e il corrispondente periodo del 2007, gli aumenti maggiori si sono registrati nei settori dell’energia elettrica, gas e acqua (+4,7%) delle macchine e apparecchi meccanici (+3,5%) e dei mezzi di trasporto (+3,2%).
Le diminuzioni più ampie hanno riguardato i comparti in legno e prodotti in legno (-8%), delle raffinerie di petrolio (-7,3%) delle pelli e calzature (-7,1%). Produzione industriale in calo anche oltralpe: in Francia ha segnato un calo del 2,6% mensile a maggio con un vero e proprio tracollo per il comparto auto (-8%) e un -4,8% per l’energia. Intanto, la Bce è tornata a lanciare l’allarme sulle prospettive di crescita e sui rischi di inflazione legati ai rincari del prezzo del petrolio e ha ribadito il suo no a forme di indicizzazione dei salari ai prezzi per evitare “shock al rialzo”.

Commenti

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Il 11 Luglio 2008 alle 17:37 vincenzo.m. ha scritto:

TEMPO E LUOGO.
Un manager non dovrebbe mai esprimere proposizioni del tipo “siamo preoccupati”, anzi dovrebbe dilungarsi sulle azioni che si intendono porre in atto al fine di allineare la posizione che si rappresenta con le aspettative dei propri rappresentati. Esprimere preoccupazione è inutile, essa altro non è che il risultato di quanto si è operato nel passato; inutili quanto i dirigenti che mostrano gloria e capacità quando l’economia è positiva e disegnano sul proprio viso la preoccupazione e la paura quando l’economia vira al negativo. Il manager propone ed agisce sulla base delle proprie responsabilità, sancite dallo benessere procurato dal proprio guadagno. Non deve condividere la preoccupazione, il manager è solo con la propria responsabilità. La classe dirigenziale deve affermare la propria appartenenza consolidando ed esprimendo le proprie scelte che equivalgono alle ragioni per cui in quel posto vi è quella figura e non altre. Se si eliminano o si assottigliano le differenze che sono alla base del diritto di occupare una determinata posizione di responsabilità, allora non si capisce perché non si alterni un qualunque lavoratore nelle posizioni dirigenziali: se non va bene la colpa è dell’economia, del petrolio, delle pioggie, viceversa se va bene il merito è di….
LUOGO E LUOGO E’ TEMPO DI CAMBIARE.

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