Il 2008 sarà un anno difficile per l’occupazione in Italia, segnato da una prima inversione di tendenza dopo i segnali positivi legati alla stabilizzazione dei precari, alla diffusione di forme flessibili di lavoro e al rallentamento della disoccupazione nel Mezzogiorno. È quanto emerge dal rapporto sul mercato del lavoro 2007-2008 del Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro (Cnel), secondo cui l’occupazione dovrebbe aumentare quest’anno di appena lo 0,4 per cento (rispetto all’1 per cento del 2007), con uno squilibrio marcato tra il sud e il resto del paese. Infatti, se al nord e al centro Italia i segnali restano comunque di segno positivo, rispettivamente + 0,8 per cento e + 1,2 per cento, nel meridione si prevede un calo pari allo 0,9 per cento. “Nel primo trimestre di quest’anno, il tasso di disoccupazione è aumentato dello 0,7 per cento ma al sud si è portato al 13 per cento, con un aumento dell’1,5 per cento rispetto al 2007 – sottolinea il presidente del Cnel, Antonio Marzano - La disoccupazione tra i giovani è pari al 35 per cento tra i 15 e i 24 anni con punte del 41,6 per cento se si considera il solo universo femminile”. Necessario, dunque, intervenire diffondendo nella cultura italiana “l’idea che la maternità è un fattore di dinamismo e sviluppo sociale, non un freno alla vita lavorativa”. Inoltre “è essenziale una maggiore diffusione del part-time, ma servono anche servizi all’altezza, come quelli a sostegno delle madri che lavorano perché oggi il lavoro femminile in Italia è ai minimi fra i paesi della Ue a 25″, aggiunge Marzano.
Quanto alla ripartizione dell’occupazione per settore di attività, nell’agricoltura dovrebbe continuare, sebbene in maniera meno accentuata, l’emorragia già registrata negli anni scorsi: il Cnel prevede infatti un calo dell’1,5 per cento dopo il -2,9 per cento del 2007. Nell’industria invece la tendenza positiva del 2007 (+1,4 per cento) dovrebbe totalmente ribaltarsi (-1,5 per cento). In diminuzione risulta sia l’occupazione nell’industria in senso stretto (-1,5 per cento) che nelle costruzioni (-1,7 per cento). “Con il prodotto interno lordo che crescerà solo di qualche decimo di punto percentuale nel 2008 non si può sperare che il mercato del lavoro, da solo, faccia ulteriori miracoli” scrive il Cnel nel rapporto. “Ed è quasi opportuno che non li faccia, perché se dovesse aumentare ancora l’occupazione, vorrebbe dire che la produttività precipiterebbe verso livelli ancora più bassi mettendo ulteriormente a repentaglio il grado di competitività del paese”.
Secondo Bankitalia, invece, dopo il buon risultato del 2007, l’occupazione ha registrato un ulteriore lieve aumento nel primo trimestre del 2008. Lo riporta il bollettino economico del mese di luglio. “La sensibile espansione della partecipazione al mercato del lavoro nel primo trimestre si è riflessa in un aumento del tasso di disoccupazione, al 6,5 per cento, dal 6,2 del periodo precedente, in base a dati corretti per la stagionalità” sostengono da Palazzo Koch. L’inflazione armonizzata al consumo sale al 3,8 per cento nella media dell’anno in corso, per riportarsi verso il 2 per cento solo nel corso del 2009. Le forti revisioni al rialzo rispetto alle stime di gennaio (1,2 punti percentuali per quest’anno, 0,8 per il prossimo) riflettono quasi esclusivamente gli ulteriori incrementi del prezzo del petrolio. “I corsi internazionali delle fonti di energia hanno segnato negli ultimi mesi ulteriori, forti aumenti. Rispetto a un anno fa, il prezzo in dollari del petrolio è raddoppiato – è scritto nel bollettino, che aggiunge come “negli Stati Uniti, dove la crisi del mercato immobiliare non mostra segni di attenuazione, l’attività economica rimarrà debole per tutto l’anno, secondo le previsioni degli organismi internazionali. Nell’area dell’euro il forte incremento dell’attività nel primo trimestre appare temporaneo; gli indicatori congiunturali prefigurano un netto rallentamento nel secondo trimestre”.
Concorde con il rapporto del Cnel, anche per Bankitalia, “dopo un inizio d’anno favorevole, l’attività nell’industria si è indebolita e ha registrato un netto calo in maggio e, secondo le nostre stime, anche nel complesso del secondo trimestre”. La competitività di prezzo continua a risentire negativamente di una crescita della produttività che rimane inferiore a quella delle altre principali economie dell’area, oltre che dell’effetto, comune agli altri partner, dell’apprezzamento dell’euro. Il credito bancario alle imprese, infine, ha continuato a espandersi a ritmi elevati, pur mostrando un rallentamento, che si aggiunge a quello dei prestiti alle famiglie, in atto da tempo.
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- Martedì 15 Luglio 2008
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