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“Il tasso di cambio è di 30,126 corone per un euro” ritmano tre donne con ampie sottane colorate, danzando sul palco al suono dei violini zigani. Sì, le tre donne cantano.
Lo sguardo da queste parti si perde nella desolata pianura a sud di Kosice, cittadina slovacca quasi al confine con l’Ungheria, ed è interrotto solo dai fumi esalati dell’acciaieria US Steel. Ma nel teatro Romathan, gli spettatori di uno show particolare dimenticano per un attimo il degrado quotidiano. Gli attori della compagnia teatrale di Saca-Kosice entrano in scena. Sbandierando a suon di musica un convertitore di valuta, spiegano al pubblico di famiglie zingare quanto varrà la moneta che tra sei mesi sostituirà la vecchia corona. E raccontano cosa significherà per i rom slovacchi passare all’euro.
In seguito al sì dell’Unione europea all’ingresso della Slovacchia in eurolandia - prevista per il 1° gennaio 2009, la Banca centrale del paese dell’Est europeo ha deciso di informare nel dettaglio di questo cambiamento anche i 160 mila rom più disagiati. Quelli poveri, che vivono alle periferie delle città in bidonville e baracche spesso sprovviste anche di elettricità o acqua corrente. E di farlo con un’iniziativa culturale. Quaranta spettacoli, un parterre di canti, balli tradizionali e scenette comiche messi in scena nel Romathan di Kosice. Un teatro creato negli anni ‘90 proprio per salvaguardare la cultura zingara nell’area. I testi delle canzoni sono sul tema dell’euro e le migliori saranno registrate e trasmesse dalla televisione nazionale sotto forma di video clip.
“L’accoglienza del pubblico per ora è buona”, ha detto Milan Godla, fondatore del teatro. Ma proprio perché l’iniziativa si rivolge a una fascia povera e con grandi difficoltà, la cura degli organizzatori deve essere grande. “La maggior parte di questi zingari è disoccupata e ha un’istruzione molto limitata - ha sottolineato Jana Kovacova, portavoce della Banca centrale slovacca -. Bisogna dedicare loro un’attenzione particolare perché si tratta di una minoranza penalizzata”. Secondo Kristina Magdolenova, direttrice dell’agenzia di stampa rumena che partecipa al programma pedagogico, non è di secondaria importanza anche la barriera linguistica. “Dobbiamo spiegare a queste persone come entrerà in vigore l’euro, ma nella loro lingua, il rumeno, o non capiranno”. Le danze a suon di moneta continuano, e per ora gli zingari continuano ad applaudire.
- Giovedì 17 Luglio 2008
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