Wal Mart firma un contratto collettivo con i propri operai. In Cina.

walmart

Dopo un anno di trattative, la catena di grandi magazzini americana Wal-Mart ha accettato di stipulare un contratto collettivo con i lavoratori impiegati nell’outlet di Shenyang, capoluogo della provincia cinese di Liaoning.

Si tratta del primo degli almeno cento negozi che il gigante ha aperto in Cina negli ultimi anni in cui verranno garantiti uno stipendio minimo e aumento progressivo dello stesso, quantificabile in un +8% sia per il 2008 che per il 2009, una sorta di previdenza sociale oltre che ferie e straordinari retribuiti.

La richiesta dalla sede di Shenyand del sindacato di Wal-Mart é stata presentata il 28 maggio 2007, e le contrattazione con i dirigenti americani sono iniziate il 4 luglio successivo. Va specificato che Wal-Mart ha creato il primo sindacato in Cina nel luglio 2006, quando i suoi punti vendita sul territorio cinese non erano più di sessanta.

Le autorità locali hanno naturalmente apprezzato la “sincerità e la responsabilità dimostrata da Wal-Mart”, che con la firma del contratto collettivo ha dimostrato la propria disponibilità a rispettare tutte le disposizioni della legge cinese sul lavoro e sui contratti collettivi. La giurisprudenza cinese riconosce infatti il diritto di istituire rappresentanze sindacali, a patto che queste ultime facciano capo anche al sindacato di Stato ACTFU (All-China Federation of Trade Unions), a tutte le aziende che contano almeno 25 impiegati, allo scopo di salvaguardare i diritti economici, politici e culturali degli stessi e di migliorare i rapporti tra operai e datori di lavoro.

Tuttavia, le imprese straniere sono spesso accusate da ACTFU di opporsi alla presenza di una rappresentanza sindacale nei propri stabilimenti nel timore che, attraverso questi organi, il governo riesca ad esercitare un controllo diretto sui lavoratori. In genere, i sindacalisti collegano la negligenza delle strutture non cinesi alla loro propensione a sfruttare oltre misura la mano d’opera cinese. Ed é proprio per questi motivi che la stampa cinese ha dato così tanta importanza all’iniziativa di Wal-Mart, seppure resta da vedere se i dipendenti delle altre 99 filiali del gruppo americano verranno presto tutelati da contratti collettivi simili.

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