Assenteismo: l’arrosto di Brunetta e il ricorso dei fannulloni operosi

Renato Brunetta

Dice, il ministro Renato Brunetta, che si dimetterà se fra un anno la sua “rivoluzione” anti-fannulloni non sortirà risultati. Ma pronostica: “Tra un anno il tasso di assenteismo nella pubblica amministrazione sarà pari a quello del settore privato”. Brunetta lo dice da palco di “CortinaIncontra”, intervistato da Bruno Vespa.
Un Brunetta a tutto campo, quello ascoltato alla kermesse ampezzana, che ha menato fendenti su vizi e mali della pubblica amministrazione, pur ribadendo che i “furbi” sono 100-150 mila su un esercito di 3,5 milioni di pubblici dipendenti che invece lavorano sul serio. Ai critici che gli rimproverano un’operazione tutta “fumo”, il ministro replica deciso: “Ho fatto una campagna di sensibilizzazione dell’opinione pubblica che ha denunciato i certificati facili e l’assenteismo.
Dov’e il fumo? Ho fatto cose concrete, ho fatto anche l’arrosto’”. Il solo annuncio della “cura Brunetta” sembra infatti aver avuto un effetto non trascurabile: secondo un’indagine del ministero della Funzione Pubblica “nei mesi di maggio e giugno 2008, nel 74% delle 27 amministrazioni intervistate, il numero delle assenze per malattia è risultato in calo rispetto all’anno precedente” e “in ben sette amministrazioni le assenze si riducono di oltre il 15%, con punte che vanno oltre il 50%”. “L’assenteismo” ricorda Brunetta “nel pubblico è diminuito a giugno del 20% e fra qualche giorno avrò a disposizione i dati di luglio. Mi dicono che in Friuli Venezia Giulia, ad esempio, le visite fiscali sono aumentate del 30%. Bisogna che l’opinione pubblica mantenga un atteggiamento di stigmatizzazione verso questi fenomeni”. “Poi - avverte Brunetta - bisogna che le norme siano rafforzate, e che ci sia una fortissima premialità: bisogna cioé premiare i buoni e cacciare i fannulloni”. Certo il responsabile della Funzione pubblica deve ammettere che non tutti, al momento, lo stanno seguendo sull’operazione trasparenza, con la pubblicazione dei dati su costi, consulenze e giorni di malattia dei dipendenti: “Io ho pubblicato tutti i dati del mio ministero” rileva “e ho detto agli altri di fare altrettanto… Alcuni hanno risposto come un sol uomo, come il ministero degli Esteri. Altri invece no. Il ministero del Tesoro ad esempio non ha risposto”. Brunetta non dimentica i tempi politico-economici di maggior attualità.
Come la norma anti-precari inserita con un emendamento nella manovra. “Molto probabilmente - osserva - l’intera materia andrà rivista, e credo che il ministro Sacconi abbia la capacità e la sensibilità per farlo”. Sulle pensioni invece “é necessario riflettere serenamente. Bene ha fatto Sacconi a presentare un libro verde che apre un confronto”. Il tema pensioni “é all’ordine del giorno, ma - avvisa - non è un tema prioritario nell’agenda del Governo”.
Quindi il federalismo fiscale: “Se serve ad eliminare le sperequazioni bene - sottolinea Brunetta - ma se è un federalismo all’italiana, che raddoppia tutto, Dio ce ne scampi e liberi…”. Ma ciò che colpisce, anche nell’incontro cortinese, è la grande popolarità di cui gode in questa fase Brunetta. “Brunetta non sono solo io. È un nome collettivo” ha detto alla platea. “Brunetta siete voi, è la gente che non ne può più”.
Di fronte al palco di Cortina InConTra c’è una platea non proprio di impiegati e operai. E l’obvazione che il monsitro raccoglie non nasconde la dicharazione di guerra che gli sitatali hanno dichiarato contro la circolare del ministro della Funzione Pubblica: milioni di dipendenti pubblici sono pronti a ricorrere al Tar del Lazio lamentando l’illegittimità delle nuove norme messe a punto dal Governo contro le assenze dal lavoro. Gli impiegati definiti “fannulloni” si sono già organizzati nel “Comitato Fannulloni Operosi” (Co.F.O.) e stanno raccogliendo firme in tutto lo Stivale. A preparare il ricorso - secondo quanto apprende l’Agi - sarà, invece, l’avvocato Carlo Rienzi, presidente Codacons, il quale sostiene che prima dei semplici dipendenti devono essere messi sotto controllo i dirigenti e i vertici di enti e ministeri. Nel documento che arriverà dunque all’attenzione dei giudici amministrativi, si rileva come la circolare Brunetta presenti, innanzitutto, “forti dubbi” di legittimità costituzionale, violando la parità di trattamento, il sistema di tutela sociale e il principio di efficienza previsti dalla Costituzione. “Nessun requisito di necessità e urgenza” rileva Rienzi “poi, si rileva per giustificare l’introduzione di queste indicazioni nel decreto legge sulla manovra economica”.

Commenti

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Il 28 Luglio 2008 alle 22:16 nellik ha scritto:

Il ministro Brunetta si vanta che tra maggio e giugno le assenze per malattia sono diminuite del 20%, come fa a vantarsi se il ddl è stato varato il 25 giugno????
E come può essere fiero di avee messo in prigione tanta gente che non ha la possibilità di fare la spesa o andare in farmacia visto che dalle 13 alle 14 ora d’aria è tutto chiuso???
e già se dovesse capitare a lui manda l’autista!!!!!!!
e ancora perchè oltre alla prigione rubare anche i soldi ai poveretti che purtroppo sono veramente malati??? ma non riesce a vergognarsi!!!
Avrei da dire anche sul licenziamento di chi fa il doppio lavoro in nero… ma allora quanti nostri eletti dovrebbero essere licenziati in tronco, brunetta controlla anche deputati e senatori che dichiarano una miseria nel 730 e fanno non solo il secondo ma anche il terzo e quarto sono pagati profumatamente e non dichiarano. Brunetta datti una calmata e se vui farti notare fallo in modo serio e non così eclatante.

Il 29 Luglio 2008 alle 17:19 vincenzo.m. ha scritto:

LA MATRICE…
Il dott. Renato sig. Brunetta non deve dimostrare che le assenze sono diminuite. Come il professore conosce bene ciò che deve dimostrare è la produttività effettivamente scaturita dalla riduzione delle assenze e si badi bene che non è così semplice dimostrarlo. Probabile che, a seguito di dichiarazioni afferenti l’eventuale dimissione qualora gli obiettivi non sarebbero stati raggiunti, ecco tracciare la necessità di dimostrare i traguardi raggiunti. Suvvia, gli italiani hanno la memoria corta, nessuno tra un anno richiederà dimissioni per effetto di traguardi mancati. Sarebbe come pretendere di ricordare le dimissioni divulgate ma non sottoscritto di personaggi della regione campana. Traspare che i dirigenti italiani, forse non tutti, utilizzano i medesimi criteri nello stare in sella quasi avessero ideato una comunicazione a matrice.

Il 31 Luglio 2008 alle 15:49 peppe4pe ha scritto:

FANNULLONI ED INTRALCI BUROCRATICI

Lo scopo vero della burocazia (statale e non) spesso (se non sempre) è di ostacolare quanti, avendo capacità, potrebbero assumere ruoli sociali decisivi da mettere in discussione la leadership di chi impone alla società (ormai globalizzata) la “scienza” (truffaldina), la “storia” (menzognera), la “informazione” (interessata e fuorviante) e quindi la “politica” (oligarchica ed antipopolare).

Insomma guai a chi osa porsi a fianco degli ultimi o addirittura si oppone a politiche discriminatorie ed anti-egalitarie. Esistono criteri, ignoti ai più, per cui ad un certo punto della vita comincia a crescere in modo abnorme la pancia, si ci sente inesorabilmente stanchi, non si ha voglia di fare l’amore, addirittura si diventa sterili, si è perennemente intontiti o nei casi più crudeli si nasce malformati o down.

Esistono droghe e farmaci (in genere alteranti il funzionamento ormonale dell’organismo umano), idro o liposolubili, in grado di gonfiare le persone, oppure di renderle anoressiche sino, nelle donne in età fertile, alla scomparsa delle mestuazioni (e quindi della capacità riproduttiva), di provocare carie e la distruzione dei denti, oppure di causare impotenza sessuale (in tutte le sue varianti) nel maschio. Taluni intrugli, tramandati di generazione in generazione, vecchi quanto il mondo, sono eccezionalmente efficaci.

Importanti sono le droghe allucingene, che sconvolgono la mente con crisi di panico ed in generale con percezioni fortemente aberranti della realtà, probabimente alla base dello sviluppo errato del sistema nervoso centrale del feto nel grembo delle donne gravide, con le susseguenti malformazioni evidenti alla nascita.

Insomma, non bisogna essere laureati in medicina e discipline affini per sapere che esistono in natura, nelle farmacie e chissà dove in qualche laboratorio chimico-farmaceutico più o meno segreto, sostanze e “farmaci” in grado di procurare tutte le malattie di questo mondo e di impedire che nella vita delle persone si vanifichi lo splendido principio latino di MENS SANA IN CORPORE SANO, che consente di affrontare gioie e dolori della vita con forza e dignità, a viso aperto, sempre ben consapevoli di sè.

Se a quanto sopra si collega la lettura dello splendido libro di Alessandro Manzoni, I PROMESSI SPOSI, in cui si racconta di peste a Milano nel 1630 e particolarmente di “untori” (persone impegnate a diffondere il contagio mortifero), cresce il sospetto di perenni comportamenti “scorretti” delle “autorità” contro il popolo. Tale sospetto si accresce con la lettura de LA COLONNA INFAME, ad opera sempre del suddetto Sandrino.

Si aggiunga a ciò la crescente separazione delle “caste del potere” dagli altri cittadini, con i palazzi ben difesi a protezione di una organizzazione oligarchica tesa a far pulizia al suo interno degli elementi rei di comportamenti anti-casta e a respingere gli assalti degli outsider, col resto della popolazione lasciata nell’abbandono, privata persino della pulizia degli spazi pubblici (strade, piazze, giardini, parchi, siagge etc.) o addirittura con i rifiuti lasciati nelle strade come incredibilmente è accaduto nel napoletano per molti anni, nell’indifferenza persino della magistratura, ultima spes della gente contro comportamenti autoritari od omissivi del potente di turno.

Naturalmente l’opera di abbandono di larghe fette di popolazione al proprio triste destino viene effettuato con il solito ricatto: farai parte della “bisca” se ti fai servo e non sveli ad altri i segreti oppure vai pure ramengo, in nome del liberismo che consente a lor signori di possedere tutto, beni pubblici e privati, onori e perfino gloria. Quanto aglio oneri nessuno, nè da dentro la casta nè dal di fuori, potrà rivendicare la mancata osservanza agli stessi.

L’organizzazione burocratica - per chi ancor oggi si ostina a non capire - non si pone l’obiettivo di aiutare gli ultimi, ma all’opposto, è lo strumento dei ceti “alti” dello stato per picchiare e stroncare i deboli e gli ultimi, magari gettandoli ancor più nel baratro. L’opera della polizia nelle piazze spesso lo evidenzia. La burocrazia statale è quindi solo uno strumento di dominio di ceti forti nei confronti del resto della popolazione. Ne fanno fede l’arroganza dei burocrati, crescente con il grado e l’importanza della funzione svolta, e gli orari di apertura al pubblico degli uffici, in genere punitivi per l’utenza e favorevoli per gli addetti.

Non solo, ma addirittura l’economia si basa sull’assalto proditorio (con “farmaci” e sostanze nocive immesse nascostamente negli alimenti) o truffaldino (”farmaci” che, “curando”, procurano gravi decadimenti fisici, accorciando il tempo di vita e svilendone l’esistenza addirittura sino al desiderio, innaturale, di morire piuttosto che di vivere) alla salute delle persone.

Si pensi solo ai ridicoli controlli sull’acqua potabile (del rubinetto o delle bottiglie di “minerale”) o degli alimenti somministrati negli ospedali o negli asili nido. E che dire poi della frutta normalmente in commercio che, maturata nei campi, non più dolce, presenta sapori strani.

Se questo è il contesto in cui opera lo Stato, appare addirittura meritorio che taluni dipendenti pubblici, fannulloni, non recandosi al lavoro, ostacolino l’opera nefanda della burocrazia statale e non.

A parte la stravaganza dell’elogio dei fannulloni, ottenuta estremizzando e parzializzando il discorso, intendo sottolineare che l’opera contro i fannulloni di BRUNETTTA è poca cosa rispetto alla ridefinizine dei compiti e degli obiettivi delle burocrazie, e sopratutto alle basi stesse dell’economia e dei comportamenti settari e sleali degli amministratori contro gli amministrati, tenendo ben presente che la scelta delle candidature alla Camera al Senato, tramite liste bloccate o collegi uninominali, consente alle oligarchie di partito di nominare deputati e senatori, ed impedisce alla gente di scegliere tra una discreta pluralità di candidature. Ormai da tre decenni in qua, contrariamente a quanto ci si sarebbe atteso dopo l’operazione MANI PULITE, grazie appunto a sistemi elettorali limitanti il potere di scelta di cittadini, il paese ha intrapreso un percorso di degrado economico, socio-poitico e morale senza precedenti e di cui non si intravvede alcuna fine.

Si aggiunga poi che, come sempre, sopratutto l’opera dei servizi segreti, consente la realizzazione di atti terroristici che non sono affatto atti di ribellione degi amministrati contro gli amministratori (come si vorrebbe far credere), ma operazioni di alta politica - si fa per dire - volte a ridurre la libertà di cittadini e a rinserrare le file delle varie bande che si contendono il bottino dentro la cittadella del potere, contro impudenti (magari outsider) intenzionati a smantellare la cittadella stessa, quella sì MALE ASSOLUTO, se opposta alla gente.

Addirittura con le operazioni dell’11 settembre 2001 si è ottenuto il consenso di una larga fetta dell’opinione pubblica mondiale (ovviamente con una regia accorta dei mass media) per aggredire paesi indipendenti e sovrani (Iraq ed Afghanistan) capeggiati da leadership politiche ostili al sistema di potere mondiale di cui è parte lo stesso governo italiano (assieme a tutto il sistema politico nazionale), rafforzato poderosamente a partire dalla fine della II Guerra Mondiale.

Voglio infine rammentare che tale sistema mondiale si basa ancora sulla concezione che i cittadini siano una massa di coglioni, da manipolare, raggirare, cui dar da bere (in gni senso) di tutto e persino da distruggere anche in massa (virus, tumori, terremoti, guerre o altre diavolerie) in base alle esigenze di sopravvivenza del sistema stesso nella sua posizione di perenne dominio. (Manco a dirlo, contro una tal mostruosità, non posso che essere contro).

Se posso infine permettermi di dare suggerimenti al ministro Brunetta, direi di affrontare quanto prima tutte le questioni di cui sopra, e vedrà che anche i fannulloni torneranno al lavoro, increduli persino di divertirsi, se consci dell’utilità sociale della loro opera quotidiana, quand’anche modesta o umile. Non solo: altrimenti si dimetta in fretta, perché gli italiani non hanno bisogno di un governicchio.

Auguri.

Il 31 Luglio 2008 alle 16:02 forzabrunetta ha scritto:

Nellik ha commentato dicendo “E come può essere fiero di avee messo in prigione tanta gente che non ha la possibilità di fare la spesa o andare in farmacia visto che dalle 13 alle 14 ora d’aria è tutto chiuso???”
Cioè scusa??? Stai dicendo che gli impiegati statali escono a fare la spesa durante l’orario di lavoro????? E “poverini” ora non possono più??? Ma dai!!! siamo all’assurdo!!! Cari impiegati statali è finita la pacchia! Non lo avete capito? Cosa volete che faccia Brunetta dopo aver constatato che voi impiegati statali vi ammalate 3 volte di più degli altri? Vi diamo altri giorni di malattia x riposarvi di più? E’ ora che rendiate conto al paese del vostro operato. Siamo noi i vostri datori di lavoro!
E vi state lamentando troppo. Già la garanzia di un lavoro a vita dovrebbe darvi l’obbligo di stare zitti.

Il 2 Agosto 2008 alle 14:32 fercas ha scritto:

E’ sempre la solita storia cioè la colpa è sempre degli altri!!! NELLIK si lamenta che non può andare a fare la spesa dalle 13 alle 14 e che i parlamentari, i doppiolavoristi ecc. ecc. quelli sì vanno sorvegliati. Bene, intanto cominciamo con questi statali fannulloni o menefreghisti che dir si voglia e cominciamo a tagliare loro l’erba sempreverde! Cioè se ti assenti ingiustificatamente dal lavoro sei licenziato! E basta, PUNTO. Non puoi fare la spesa? Bene, risparmi visto i prezzi correnti!!! E’ ora di finirla che questi cialtroni, oltre ad avere lo stipendio assicurato debbono pure rubarlo facendo un cazzo! Almeno lavorino cioè facciano finta di farlo visto le loro tempistiche e le code orarie ai vari sportelli! E’ ora di dire basta, senza riserva!!! Cordialità.

Il 2 Agosto 2008 alle 22:12 quippequia ha scritto:

ciao a te

Il 12 Agosto 2008 alle 19:21 A Trenitalia il gioco dei budge costa caro: licenziati in otto » Panorama.it - Economia ha scritto:

[...] Dopo circa un mese dalla denuncia, per gli otto dipendenti, cinque operai esperti e tre apprendisti assunti a tempo determinato, è arrivato il licenziamento, “senza preavviso” accusano gli interessati, “con un preavviso per iscritto e secondo la procedura prevista dal contratto” replica Trenitalia. Alle polemiche che si sono subito scatenate sul licenziamento dei dipendenti, perché ritenuto da alcuni colleghi eccessivo e soprattutto influenzato dalle campagne contro i fannulloni intraprese dal ministro Renato Brunetta, Trenitalia risponde con una nota: “Il provvedimento di licenziamento, adottato da Trenitalia nei confronti di otto operai della Divisione passeggeri regionale della Liguria, è giunto al termine della procedura prevista dall’articolo 7 dello Statuto dei lavoratori e dal Contratto collettivo nazionale delle attività ferroviarie”. [...]

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