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Mentre Google sfida Wikipedia, ufficializzando Knol, la nuova enciclopedia che non permette l’anonimato ma offre ai collaboratori volontari la possibilità di realizzare entrate personali inserendo annunci pubblicitari, gli ex-dipendenti di Google hanno lanciato il nuovo motore di ricerca Cuil (http://www.cuil.com, si pronuncia come l’inglese “cool”).
Tra i fondatori, ci sono infatti Anna Patterson, una delle donne più note nell’ambiente delle ricerche online, e suo marito Tom Costello. Anna, dopo aver per anni collaborato con Google di Brin e Page, alcuni anni fa ha creato il più grande database mai realizzato per indicizzare la rete con oltre 12 miliardi di pagine. Nell’ultimo periodo di permanenza a Mountain View, l’esperta informatica si è occupata del progetto TeraGoogle e della progettazione di nuove architetture per gli algoritmi del motore di ricerca, implementando alcune nuove soluzioni per il famoso algoritmo PageRank utilizzato da Google.
Ora, chiamando intorno a sé altri esperti ex-Googliani, ha lanciato un search engine da 120 miliardi di pagine, il triplo rispetto al Re Google. Obbiettivo: superare il motore di ricerca di Mountain View per la qualità e la rilevanza dei risultati forniti agli utenti. Il nuovo motore di ricerca non assegna rilevanza in base al link (caratteristica cruciale di PageRank, l’algoritmo su cui si fonda Google), bensì in base al contenuto delle pagine rispetto alla richiesta lanciata dall’internauta. L’aspirante rivale del motore più famoso della rete tiene quindi in considerazione più i concetti alla base delle ricerche di ciascun utente.
Al di là della grafica più accattivante, è però tutta da dimostrare la supposta superiorità in termini di indicizzazione di Cuil rispetto a Google. Per farsene un’idea basta provare. Se, per esempio, si cerca “Panorama” su Cuil, si visualizzano 3.600.000 risultati mentre Google ne propone 101.000.000. La stessa cosa con termini molto popolari sul web, come “Harry Potter”: circa 113 milioni di risposte su Google, mentre il nuovo motore ne offre più o meno 30 milioni.
Ma la sfida del team che ha creato Cuil.com può dire di essere già a buon punto, avendo raccolto 33 milioni di dollari dalle venture capital. Certo, scacciare Google dal trono dei motori di ricerca non sarà un’impresa facile. Per la società comScore, Google controlla più del 60% del search engine negli Usa, Yahoo il 20,9%, Microsoft il 9,2 %. La prima ambizione di Cuil sarebbe quindi quella di salire almeno sul podio. Magari sfruttando la caratteristica che lo fa diverso da Google: non registrare traccia dei movimenti dell’internauta, ossia non conservare gli indirizzi Ip né altri dati che permettano di ricostruire i percorsi di navigazione degli utenti, garantendo così una maggiore tutela della privacy. Lo slogan di Cuil.com è infatti “lo storico delle vostre ricerche è il vostro business, non il nostro”.
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- Lunedì 28 Luglio 2008
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Il 15 Maggio 2009 alle 14:08 Arriva Wolfram, il cervellone che sfida Google » Panorama.it - Hitech e Scienza ha scritto:
[...] Non è la prima volta che viene annunciato un motore di ricerca “più intelligente” di Google. Ma gli esperimenti finora non sono stati un successo. Powerset, lanciato l’anno scorso e acquistato da Microsoft, ha ancora strada da fare. E Cuil è stato un fiasco: annunciato come una rivoluzione, è finito in pochi mesi tra gli oggetti d’archeologia del web, insieme con Wikia Search, il motore di ricerca di Wikipedia che voleva sviluppare formule matematiche innovative grazie al contributo degli utenti. Secondo l’Economist, la banca dati di Wolfram contiene tra i dieci e i 20 miliardi di dati: al progetto hanno lavorato per sette anni 200 persone. Il fratello “secchione” di Google, inoltre, può contare su una potenza di calcolo enorme messa a disposizione dal supercomputer Dell, capace di circa 40 mila miliardi di operazioni al secondo. [...]
Il 15 Maggio 2009 alle 14:22 2nextweb.com » Wolfram alfa : lo sfidante di google ha scritto:
[...] Non è la prima volta che viene annunciato un motore di ricerca “più intelligente” di Google. Ma gli esperimenti finora non sono stati un successo. Powerset, lanciato l’anno scorso e acquistato da Microsoft, ha ancora strada da fare. E Cuil è stato un fiasco: annunciato come una rivoluzione, è finito in pochi mesi tra gli oggetti d’archeologia del web, insieme con Wikia Search, il motore di ricerca di Wikipedia che voleva sviluppare formule matematiche innovative grazie al contributo degli utenti. Secondo l’Economist, la banca dati di Wolfram contiene tra i dieci e i 20 miliardi di dati: al progetto hanno lavorato per sette anni 200 persone. Il fratello “secchione” di Google, inoltre, può contare su una potenza di calcolo enorme messa a disposizione dal supercomputer Dell, capace di circa 40 mila miliardi di operazioni al secondo. [...]
Il 15 Maggio 2009 alle 14:55 Arriva Wolfram, il cervellone che sfida Google - GREG NOTIZIE ha scritto:
[...] Non è la prima volta che viene annunciato un motore di ricerca “più intelligente” di Google. Ma gli esperimenti finora non sono stati un successo. Powerset, lanciato l’anno scorso e acquistato da Microsoft, ha ancora strada da fare. E Cuil è stato un fiasco: annunciato come una rivoluzione, è finito in pochi mesi tra gli oggetti d’archeologia del web, insieme con Wikia Search, il motore di ricerca di Wikipedia che voleva sviluppare formule matematiche innovative grazie al contributo degli utenti. Secondo l’Economist, la banca dati di Wolfram contiene tra i dieci e i 20 miliardi di dati: al progetto hanno lavorato per sette anni 200 persone. Il fratello “secchione” di Google, inoltre, può contare su una potenza di calcolo enorme messa a disposizione dal supercomputer Dell, capace di circa 40 mila miliardi di operazioni al secondo. Per leggere tutto l’articolo vai al sito ufficale Notizie, Settimanali [...]
Il 15 Maggio 2009 alle 15:45 Arriva Wolfram, il cervellone che sfida Google « Ilcorsarorosso ha scritto:
[...] Non è la prima volta che viene annunciato un motore di ricerca “più intelligente” di Google. Ma gli esperimenti finora non sono stati un successo. Powerset, lanciato l’anno scorso e acquistato da Microsoft, ha ancora strada da fare. E Cuil è stato un fiasco: annunciato come una rivoluzione, è finito in pochi mesi tra gli oggetti d’archeologia del web, insieme con Wikia Search, il motore di ricerca di Wikipedia che voleva sviluppare formule matematiche innovative grazie al contributo degli utenti. Secondo l’Economist, la banca dati di Wolfram contiene tra i dieci e i 20 miliardi di dati: al progetto hanno lavorato per sette anni 200 persone. Il fratello “secchione” di Google, inoltre, può contare su una potenza di calcolo enorme messa a disposizione dal supercomputer Dell, capace di circa 40 mila miliardi di operazioni al secondo. « Il governo approva il “ddl-Brunetta” Ma dal testo sparisce la class action [...]
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