Rinasce Alitalia: un piano per il rilancio e un miliardo in cassa

Aerei Alitalia

Prende forma la nuova Alitalia.

Che non sarà commissariata, dicono da Palazzo Chigi, (come invece riportano le agenzie di stampa) ma che avrà una dotazione iniziale di 1 miliardo, di cui 300 milioni grazie al prestito ponte del Governo e 700 milioni dalla cordata italiana. Che vedrà la scesa in campo di imprenditori come Ligresti e Benetton e Aponte e avrà esuberi dalle 4 alle 5mila unità, come annunciato dal premier Silvio Berlusconi ai senatori del Pdl.
Eccolo, secondo l’agenzia di stampa Agi, lo scenario che il piano “Fenice” apre davanti alla compagnia di bandiera. Secondo il piano, ora in discussione al Cda dell’aviolinea, gli investitori che ufficialmente scenderanno in campo per il salvataggio del vettore italiano sono Salvatore Ligresti, Gilberto Benetton e l’armatore Gianluigi Aponte. Difficile, invece, un ingresso di Roberto Colaninno.
Al vertice della newco resta confermato il nome di Rocco Sabelli. Fuori discussione anche il nome, il marchio e la livrea di Alitalia. Altra novità: nella nuova società entrerà Carlo Toto ma con Ap Holding e non direttamente con Air One essendo troppo indebitata.
Per quanto riguarda gli ammortizzatori sociali, due le ipotesi sulle quali si sta ragionando: costituire una società sulla falsariga di Gepi (la finanziaria dell’Iri che aveva come compito quello di entrare nel capitale di aziende private in crisi e di agevolarne la ristrutturazione per poi uscirne), oppure varare un decreto legge ad hoc per la loro ricollocazione. Ancora non è chiaro il destino di cargo, che potrebbe restare in Alitalia (ridimensionato), oppure venduto.
Silvio Berlusconi, parlando ieri ai senatori del Pdl, aveva snocciolato numeri e prospettive: 5mila esuberi, usufruendo di scivoli, prepensionamenti e ammortizzatori sociali (contro i 20mila licenziamenti in caso di fallimento della società), 90 nuovi aerei e il ripristino di importanti rotte intercontinentali, ad iniziare da nuovi scali in Cina. Ma, avrebbe aggiunto il presidente del Consiglio, i sindacati non dovranno mettere il bastone tra le ruote, “altrimenti salta tutto”. Per quanto riguarda la trattativa con Air France-Klm, portata avanti dal governo Prodi con “condizioni inaccettabili”, esistono secondo il premier “varie sinergie” con Parigi anche se non si parla di un accordo organico.

Intanto, nel pomeriggio di mercoledì, il consiglio di amministrazione della compagnia è tornato a riunirsi per un aggiornamento, in attesa dell’8 agosto, quando il Cda dovrà approvare i conti del primo semestre, e della chiusura del dossier in mano all’advisor Intesa Sanpaolo.

Ma la “ricetta” non piace al Pd, che chiede di riferire in Aula sulla vicenda Alitalia. “I contribuenti dovranno di nuovo finanziare quello che poteva essere risolto con la soluzione Air France” ha ricordato il segretario Walter Veltroni “che prevedeva 2.150 esuberi mentre il presidente del Consiglio ieri ha comunicato che ce ne saranno 5mila. Inoltre non ci sarà più un’alleanza internazionale. Qual era la soluzione migliore? È una domanda che attende una risposta”. “Dopo il prestito di 300 milioni, i contribuenti si troveranno di nuovo le tasche occupate da un governo che prende i loro soldi”, accusa il leader del Pd: “Non si poteva trovare una soluzione senza far saltare l’accordo con Air France? Prima - aggiunge Veltroni - avevamo un accordo internazionale e ora un accordo domestico ma non servono soluzioni fatte in camera e cucina”.

Il VIDEO servizio:

Commenti

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Il 31 Luglio 2008 alle 10:34 vincenzo.m. ha scritto:

I CONTI DI “NICOLAE”.
Il rilancio della compagnia Alitalia si configura sempre più concretamente. Giorno dopo giorno gli italiani, attraverso i canali informativi, sono oggetto di “pillole” scientificamente propinate allo scopo di coltivare notizie che debbono iniettare nei lettori, interessati o meno, una dose di anestetico necessario per liberare una reattività passiva. Il numero di 5.000 esuberi calcolato alla media salariale di 35.000 € annui comporta un risparmio immediato di 175k a questi si sommano i 300k del prestito. Una ulteriore razionalizzazione sulle rotte e sui servizi aggiunge ai 175k una quota tale da consentire nel breve l’agognato break- even . ( Il management Alitalia dichiarava di perdere un milione al giorno ). Alitalia oggi, offre l’opportunità di essere acquistata a costo zero. Lo Stato vendendo ad Air France, che avrebbe profuso un miliardo e concesso alla compagnia un management all’altezza della sfida, avrebbe calcolato in circa 2500 unità gli esuberi e creato sinergie. Oggi, a seguito del fallimento dato che non è possibile ignorare che Alitalia è fallita, allo Stato si concede la passività della quota di ca. l’ottanta percento degli esuberi ed il prestito ponte; al privato si concede la somma delle passività statali da iscriversi nell’attivo. Scaturisce il dubbio sulla ragione per la quale un management pubblico non abbia le medesime facoltà di un management privato: perché il management pubblico non possa generare risultati positivi e se l’assunzione del dirigente pubblico avochi a sé la caratteristica della facoltà di generare perdite.
Se la famiglia “NICOLAE” avesse potuto intraprendere una azione, forse, avrebbe potuto fare meglio.

Il 26 Agosto 2008 alle 13:35 Alitalia, la cordata va e mette in pista un miliardo » Panorama.it - Economia ha scritto:

[...] È iniziata a pieno regime la settimana decisiva per il futuro dell’Alitalia. Gli imprenditori interessati a partecipare alla cordata per il salvataggio dell’Alitalia ieri hanno incontrato l’amministratore delegato di Intesa SanPaolo che ha illustrato loro i contenuti del “Piano Fenice” per il rilancio della compagnia aerea. Nessuno ha rilasciato commenti al termine dell’incontro ma fonti vicine all’operazione parlano di “‘clima positivo e ottimistico”. Gli imprenditori presenti all’incontro, secondo quanto si apprende erano, il presidente della Piaggio, Roberto Colaninno, l’amministratore delegato di Atlantia, Giovanni Castellucci, l’amministratore delegato di Fondiaria Sai, Fuasto Marchionni, oltre al presidente di AirOne, Carlo Toto e al presidente di Equinox, Salvatore Mancuso, l’armatore Gianluigi Aponte, Emilio Riva, presidente del gruppo omonimo, il presidente di Findim, Marco Fossati, Alessandro Grimaldi, del Fondo Clessidra e Corrado Fratini, cofondatore della Fingen, società attiva nel settore moda. Dieci imprenditori che già venerdì potrebbero formalizzare la loro offerta per l’Alitalia. Il piano per il rilancio dell’Alitalia dovrebbe essere più o meno quello indicato dalle indiscrezioni di stampa: una best company e una bad company. Nella best company verrebbero fatte confluire le attività sane su cui puntare per il rilancio della compagnia, mentre nella bad company verrebbero convogliati i debiti della compagnia. Alla best company, in cui affluirebbero tra 700 milioni e un miliardo di euro portati dalla cordata di imprenditori italiani, verrebbe accorpata AirOne con l’obiettivo di far massa critica sul mercato domestico. Ristrutturata la nuova Alitalia e potenziata con le attività di AirOne si punterebbe poi ad un’alleanza internazionale: Lufthansa sembra essere la scelta più ovvia, perchè Air France sembra ora essere orientata verso Austrian Airlines, messa in vendita dal governo di Vienna, mentre British Airways ha già puntato su Iberia. Lufthansa poi ha sempre ribadito l’interesse al mercato italiano e sembra essere più congeniale al nuovo sistema che non punta più sulla centralità dell’hub di Fiumicino ma a un sistema “point to point” con il recupero di Malpensa. Alla guida della Nuova Alitalia, sembra ormai certo dovrebbe arrivare Rocco Sabelli che vanta una buona conoscenza di Roberto Colaninno, per esser stato amministratore delegato della Piaggio. Dopo il passaggio del Cda, il piano dovrà poi essere presentato ai sindacati. Il numero preciso degli esuberi ancora non si conosce, ma il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha ribadito più volte che dovrebbero essere meno di 7 mila. I sindacati hanno più volte richiesto un incontro con il Governo lamentando le molte indiscrezioni e la scarsità di informazioni. Per ora i sindacati restano alla finestra ma è presumibile che a settembre, dopo la formalizzazione della cordata italiana e del piano di Intesa SanPaolo ripartiranno le trattative a via della Magliana interrotte all’epoca della rottura con Air France. [...]

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richard-branson
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rossi-spalla Viviana Da Busti
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