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Non è partito con il piede giusto il confronto sui rinnovi contrattuali 2008/2009 fra i sindacati del Pubblico impiego e l’Aran, l’agenzia che rappresenta le amministrazioni pubbliche.
Secondo quanto trapela dai sindacati, la riunione non ha fatto registrare “nessun passo avanti”, soprattutto sul versante delle risorse necessarie per poter rinnovare i contratti nazionali. I rappresentanti dei lavoratori hanno minacciato un inasprimento della lotta a settembre, con una o più giornate di sciopero qualora il Governo non stanziasse le risorse a copertura degli aumenti richiesti. L’Aran ha proposto l’istituzione di tre tavoli differenti: uno per il rinnovo del biennio 2008-2009, gli altri due relativi alla riforma del modello contrattuale nel settore pubblico e all’elaborazione dei decreti delegati di riforma del pubblico impiego per il personale non dirigenziale.
Molto duro il giudizio di Enrico Panini, segretario della Cgil Scuola: “In assenza di risorse aggiuntive, oltre l’inflazione programmata, non ci sono le condizioni per aprire le trattative per il rinnovo contrattuale 2008/2009 nei settori della conoscenza” afferma il sindacalista, ricordando che manca ancora la firma dei contratti 2006/2007 di Università, Ricerca e Afam. “Mentre evita di incontrare i sindacati” ha inoltre polemizzato Panini, “il ministro Brunetta chiede all’Aran di svolgere, per suo conto, un ruolo improprio. Servono sedi di confronto politico vere nelle quali affrontare i temi legati al modello contrattuale ed all’attuazione del ddl delega di riforma della Pubblica Amministrazione. Abbiamo rivendicato come Flc Cgil, in continuità con il Memorandum sulla conoscenza, di aprire un confronto immediato con il Governo per affrontare le specificità dei comparti della conoscenza”.
Per quanto riguarda la Confsal (Confederazione dei sindacati autonomi), il segretario generale Marco Paolo Nigi ha dichiarato: “Abbiamo chiesto già a livello politico l’immediato ed equo rinnovo dei contratti, che può avvenire solo sulla base della disponibilità di risorse rapportate al recupero effettivo del potere di acquisto e al riconoscimento economico del merito dei lavoratori. Con i contratti scaduti da sette mesi, o si va ad un accordo o rimane l’inevitabile lotta sindacale”.
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- Giovedì 31 Luglio 2008
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