Tre numeri vanno tenuti presenti in questi giorni, perché sono collegati tra loro e sicuramente hanno un impatto su ciascuno di noi: lo zero (la crescita dell’economia italiana in un anno); il 2,5 (il tasso di interesse di base sui crediti in dollari); il 4,5 (il tasso di interesse per i crediti in euro).
Lo zero. In base ai dati dell’istituto di statistica, nel secondo semestre dell’anno l’economia italiana, invece di crescere, è diminuita dello 0,3 per cento. Rispetto ad un anno fa, e cioè al secondo trimestre del 2007, non c’è stata crescita: zero.
Questo significa meno consumi, meno soldi disponibili, minor lavoro per le imprese, meno occupazione.
Il 4,5. La banca centrale europea ha deciso di lasciare fermi i tassi di interesse di base sui crediti in euro al 4,5 per cento. Con la paura dell’inflazione che ha sempre dimostrato la Bce (inflazione che si frena anche aumentando i tassi di interessee cioè rendendo il denaro da spendere meno disponibile) questa decisione significa una sola cosa: adesso fa più paura la stagnazione, cioè la troppo bassa crescita dell’economia, con tutti gli effetti negativi che ciò comporta.
Il 2,5. Anche la Federal Reserve Usa ha lasciato fermi i tassi di base sui crediti in dollari al 2,5 per cento. Le ragioni? Le stesse: paura di una crescita scarsa.
- Venerdì 8 Agosto 2008
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