Italiani e l’auto, amore costoso e irrinunciabile

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Acquistare e utilizzare un’automobile costa sempre di più. Nel 2007 gli italiani hanno sborsato 160 miliardi di euro, di cui 46,5 miliardi versati nelle casse del fisco. Secondo i dati contenuti nell’Annuario statistico 2008 dell’Automobile Club d’Italia rispetto al 2006, c’è un aumento del 3,3% e del 3,8%.
La voce più consistente è rappresentata dall’acquisto dell’auto: sono stati spesi 56 miliardi di euro (+5,4%). Subito dopo c’è il carburante: 39,4 miliardi di euro (+1,4%). Di questi, 21,8 miliardi sono andati al fisco (+1,7%). Sul totale della spesa carburanti il prelievo fiscale ha inciso per il 55%. Quella per l’automobile è la terza voce di spesa per la famiglie italiane, dopo la casa e l’alimentazione e il prelievo fiscale incide per circa un terzo. “Occorre più equità e coerenza nella tassazione” sottolinea il presidente dell’Aci, Enrico Gelpi “a cominciare dal bollo auto. Se l’attuale congiuntura economica non ne consente l’abolizione da subito, come auspicato, sono tuttavia possibili sin d’ora semplificazioni in grado di assicurare riduzioni di spesa. Il bollo” propone Gelpi “deve tornare a essere bollo di circolazione e la tassazione dovrà essere proporzionale all’uso dell’auto. Una soluzione che si può rendere subito operativa grazie all’attuale tecnologia satellitare”.
Secondo i dati dell’Annuario statistico Aci, nel 2007 sono aumentate sette voci di spesa sulle complessive otto. Per la manutenzione se ne sono andati 24,1 miliardi di euro (+2,2%), per i parcheggi 7,9 miliardi (+2,6%) e per la tassa automobilistica 4,7 miliardi (+9,5%). Diminuisce la spesa per la Rc auto, che è stata di circa 17 miliardi di Euro (-0,4% rispetto al 2006).
Seppur caratterizzata da una lieve diminuzione, la Rc auto si conferma la quarta voce di spesa. Su questo fronte, secondo il presidente dell’Aci Gelpi, è possibile ottenere ulteriori risparmi: “La tariffa base va collegata a comportamenti virtuosi del conducente quali, ad esempio, la dotazione di punti patente, la gravità dell’incidente, la presenza di dispositivi di sicurezza sulla propria vettura. Inoltre, bisogna favorire una maggiore personalizzazione delle polizze”.
L’ultimo posto della classifica per voce di spesa sostenuta è occupato dai pedaggi autostradali, che conquistano, però, il gradino minore del podio per quanto riguarda la percentuale di aumento della spesa: +4,4%. I pedaggi sono infatti passati da 3,7 miliardi di euro spesi dagli automobilisti nel 2006 ai 3,9 miliardi dello scorso anno. Negli ultimi tre anni, la spesa per i pedaggi autostradali è sistematicamente aumentata di oltre 200 milioni di Euro all’anno.
“Chiaro che il servizio va pagato” conclude il presidente Gelpi “ma altrettanto evidenti devono essere i meccanismi di revisione delle tariffe. Sarebbe bene che venissero collegati non soltanto ad effettivi investimenti per la sicurezza stradale ma anche a oggettivi criteri di valutazione dei benefici indotti in termini di incidentalità”.

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rossi-spalla Viviana Da Busti
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