C’è tempo fino a dicembre per risvegliare i conti dormienti

Uno sportello bancario

Per i ritardatari, c’è ancora tempo per non perdere i soldi e scongelare il proprio conto in banca.
Chi infatti si è dimenticato di risvegliare entro il 16 agosto il proprio conto dormiente (di valore superiore ai 100 euro) congelato perché lasciato in banca per oltre dieci anni, avrà ancora tempo per rimediare nei prossimi quattro mesi.
Prima di devolvere al Fondo anti-crack del ministero dell’Economia gli importi dimenticati, gli istituti di credito aspetteranno infatti fino al 16 dicembre. E comunque, almeno un mese prima del versamento al Fondo delle somme rimaste ancora inattive sul conto, le banche pubblicheranno l’elenco di tutti i rapporti dormienti online e nelle filiali.
Inoltre anche nel caso che la banca versi al Fondo le somme relative a rapporti non “risvegliati” il titolare o i suoi delegati, compresi gli eredi potranno, entro 10 anni dal trasferimento, rivendicare direttamente al fondo il diritto di credito sulle somme trasferite e rimpossessarsi così dei propri averi.
Ma, avvisano le banche, per farlo i cittadini dovranno mettersi in contatto con la banca di persona. Non saranno accettate operazioni automatiche o effettuate da terzi. Per riportare in vita un conto addormentato, ricorda l’Associazione bancaria italiana (Abi), non è necessario movimentare il conto con un prelievo o un versamento. L’importante è segnalare alla banca dov’è depositato il conto e dichiarare di volerlo mantenere attivo.

Come? Basterà richiedere anche solo un carnet di assegni, un estratto conto o una copia della documentazione bancaria. Oppure comunicare nuovi dati, come ad esempio il cambio di residenza. Non saranno invece recuperabili gli accrediti dello stipendio o della pensione né bonifici effettuati da altri.
Secondo le associazioni dei consumatori Adusbef e Federconsumatori, sui conti “in sonno” è depositato un tesoretto da circa 10 miliardi di euro, distribuito su circa 1,5 milioni di posizioni “dormienti” nelle banche, nelle assicurazioni e alle Poste. Le associazioni ricordano inoltre che “gli aventi diritto hanno comunque tempo fino al dicembre 2018 per reclamare la titolarità”. In una nota, invitano anche le banche a rendere noti gli elenchi di tutti i conti dormienti “espropriati e incamerati nei bilanci dal 1948 al 1998 invocando prescrizioni decennali inesistenti”.

Infine, per i rapporti diventati dormienti dopo il 17 agosto 2007, a seguito della comunicazione ai titolari effettuata dalla banca, comunica l’Abi, l’elenco dei rapporti divenuti dormienti nel corso dell’anno solare precedente e non risvegliati sarà comunicato dagli istituti entro il 31 marzo (a partire dal 2009) con la pubblicazione su un quotidiano a diffusione nazionale e sul sito web del ministero dell’Economia e le banche avranno ancora due mesi di tempo, entro il 31 maggio (a partire dal 2009), per versare le somme al fondo. Chi scopre solo in occasione della pubblicazione di tale avviso di avere dei soldi dimenticati fa ancora in tempo a richiederli direttamente alla banca.

Commenti

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Il 16 Agosto 2008 alle 13:07 peppe4pe ha scritto:

ESPROPRI PROLETARI E CAPITALISTI

Se esproprio ha da essere, a favore dello stato, che sia non violento, penso che la maggioranza sia d’accordo.

Ma a dire il vero, se esproprio ha da essere, che colpisca i ricchissimi ed i ricchi. Ed anche in questo caso la maggioranza penso sia con me.

Ed invece temo che si prenderanno i quattrini alle vecchiette ed ai vecchietti, o qualche malcapitato riempito di sedativi o di altri intrugli vari, perché inviso al Potere. Infatti, credo che i conti dormienti di cui all’articolo, siano di proprietà di poveri cristi. Salvo eccezioni, ovviamente.

La voragine del debito pubblico procurata per trasferire ricchezze presenti e passate ai privati, indebitando lo stato per il passato presente e futuro, credo che debba essere riempita coi quattrini dei ricchi, che in passato hanno salassato lo stato, alla grande.

Quindi la misura prevista andrebbe integrata da una patrimoniale che colpisca i ricchi. Berlusconi, con il suo carisma, potrebbe convincere i riottosi e avidi ricchi a dare una mano sostanziopsa per ridurre il debito pubblico. E lui potrebbe dare l’esempio.

Ed in fretta.

Si capirebbe da che parte sta, finalmente, al di là della propaganda. Se vuol essere statista, che lo sia in realtà. Ci provi, almeno.

Auguri.

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