“L’Alitalia è continuamente sovvenzionata dal governo italiano. Questa storia deve finire” ha intimato alcuni giorni fa Michael O’Leary, amministratore della compagnia aerea irlandese low-cost Ryanair, erigendosi a campione della libera concorrenza e autoproclamandosi censore delle pessime abitudini dei soliti italiani. Ma O’Leary e la sua società dei voli a prezzi imbattibili hanno davvero le carte in regola per fare la morale ai concorrenti e per tirare le orecchie all’esecutivo di Roma? Si direbbe proprio di no a giudicare dalle agevolazioni pubbliche e dagli sconti ottenuti grazie a contratti vantaggiosi con le società aeroportuali tenuti gelosamente segreti e di cui Panorama è entrato in possesso.
Proprio sul contenuto di quei contratti da un po’ di tempo in tutta Europa si moltiplicano sospetti e inchieste. La Ryanair è già stata condannata quattro anni fa dalla Commissione europea alla restituzione di parte degli aiuti ricevuti dalla regione vallona per l’aeroporto di Charleroi. L’8 luglio la stessa Commissione è tornata alla carica aprendo un’istruttoria per l’accordo stipulato dalla compagnia irlandese con l’aeroporto slovacco di Bratislava. Ventuno giorni prima era toccato allo scalo tedesco di Frankfurt Hahn, mentre alla fine dell’anno passato sotto la lente era stato posto quello di Alghero su cui anche l’Enac, l’ente italiano per l’aviazione civile, nel frattempo aveva avviato un’inchiesta. E in questi giorni l’italiana AirOne ha presentato un ricorso al Tar del Lazio contro i prezzi superscontati praticati dalla Ryanair.
In Francia le Chambres regionales des comtes (Crc), l’equivalente delle sedi periferiche della Corte dei conti italiana, hanno acceso i riflettori sulla società di O’Leary e sui suoi collegamenti in 22 città di provincia, da Carcassonne a Brest, da La Rochelle a Beauvais. Il giornale transalpino Le Figaro dando notizia delle inchieste ha scritto alla fine di luglio che sono state riscontrate “macroscopiche irregolarità”.
Finora Ryanair era riuscita a tenere nascosti i contratti vincolando gli aeroporti a una clausola di riservatezza, facendo passare, in pratica, quelle intese come segreti industriali. Panorama è entrato in possesso di due di quei documenti, comprese le note integrative, con la società dell’aeroporto di Alghero e con quella pugliese degli scali di Bari e di Brindisi. In entrambi i casi le aziende interessate sono pubbliche e quindi le agevolazioni e i contributi che elargiscono sono a carico dei contribuenti.
Ad Alghero la società di gestione si chiama Sogeaal ed è posseduta dalla Regione Sardegna direttamente con il 18,3 per cento del capitale e indirettamente con il 30,43 attraverso la finanziaria Sfirs. Altri soci sono il Comune di Alghero (10 per cento), quello di Sassari (4,14), la Provincia e la Camera di commercio della stessa città (con il 15 e il 21,7 per cento). Nel caso degli scali pugliesi la società di gestione si chiama Seap ed è controllata dalla regione con una sfilza di soci minori: le Province di Bari, Brindisi e Foggia, i Comuni di Bari e Brindisi, le Camere di commercio di Taranto, Bari e Brindisi.
Due sono i punti intorno ai quali ruota il rapporto privilegiato e sospetto tra Ryanair e le società aeroportuali: le tariffe per i servizi di handling, cioè quelle operazioni di cui gli aerei hanno bisogno a terra, dal carico e scarico dei bagagli alla pulizia a bordo, al rifornimento di carburante. L’altro punto riguarda i cosiddetti marketing contribution, cioè le somme elargite direttamente dalle società aeroportuali alla compagnia irlandese a titolo di incentivo, con lo scopo ufficiale di invogliare la stessa compagnia a trasportare più viaggiatori possibile.
Ad Alghero il primo contratto tra Sogeaal e Ryanair risale a metà del 2000 con validità 10 anni. Per i servizi di handling prevedeva 250 mila lire a volo, diventati con le note aggiuntive 450 euro per ogni “toccata”, cioè per ogni atterraggio e decollo. Le tariffe ufficiali per l’handling approvate dal ministero dei Trasporti sono molto più onerose: 24,79 euro a tonnellata per i voli nazionali e 28,41 euro per gli internazionali. Considerando che, per esempio, un Boeing 737 pesa circa 67 tonnellate, la tariffa ministeriale di riferimento prevede un costo di 1.660 euro per i voli nazionali e di circa 1.900 per gli internazionali, da quasi 4 a 5 volte la tariffa praticata a Ryanair. Il contributo di marketing è commisurato al numero di passeggeri e regolato da clausole minuziose. In media ad Alghero la società aeroportuale ha pagato circa 3,4 milioni di euro all’anno e in cambio Ryanair ha trasportato circa 518 mila persone.
Negli aeroporti pugliesi lo schema di contratto con la compagnia irlandese è simile a quello di Alghero. Per l’handling tra il 2003 e il 2004 la tariffa è salita da 100 a 300 euro mentre le tariffe ministeriali si aggirano intorno ai 1.800 euro. I contributi di marketing, invece, sono passati da 3,50 euro per passeggero a 4 euro e nel caso di Brindisi arrivano addirittura a 5.
I bilanci delle società di gestione dell’aeroporto di Alghero e degli aeroporti pugliesi risultano ovviamente appesantiti sia dalla politica di tariffe superscontate per l’handling sia dai contributi marketing elargiti, al punto che entrambe le aziende sono costrette a ricorrere a periodiche iniezioni di capitale sottoscritte dagli azionisti pubblici con soldi dei contribuenti. Ryanair, invece, proprio grazie a queste tariffe e sovvenzioni riesce a vendere i biglietti a prezzi bassissimi facendo terra bruciata intorno alla concorrenza. Le società aeroportuali sostengono che proprio grazie alla loro politica tariffaria aumenta il traffico e quindi cresce il turismo e ne beneficia l’economia della zona. E probabilmente almeno in parte è vero, anche se manca la controprova. Per i profitti di Ryanair, invece, le controprove non occorrono.
- Martedì 19 Agosto 2008
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Commenti
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Il 19 Agosto 2008 alle 14:23 cini ha scritto:
Condivido in pieno ogni punto dell´articolo mi però astengo dal condannare la Ryanair.
Prima dell´ascesa in campo di compagnie a basso costo come la Sterling, Ryanair,Verginair ed altre,noi passeggeri dovevamo per muoversi entro l´Europa pagare prezzi esorbitanti,Roma- Stoccolma ad esempio costava quanto Roma- Johannesburg, tutte le compagnie, dall´Alitalia alla SAS alla Luftanza alla Brish Airways e così via avevano concordato un prezzo standard eliminando la competizione tra di loro.
La Ryanair deve certamente ben guardarsi dall´accusare l´Alitalia che gode di qualche aiutino dal Governo durante il processo di ristrutturazione della compagnia.
Le mani di O´Leary non sono come vediamo dopotutto così pulite.
Il 20 Agosto 2008 alle 9:35 elchiapas ha scritto:
Panorama e´ edito da Mondadori, Mondadori e´ al 50.15% di Fininvest ((= Berlusconi)…
…a pensar male a volte si fa peccato…
L´UE mi pare che abbia condannato Ryanair per Charleroi.
Voler insinuare che Ryanair e´ imbattibile sui prezzi, compresi quelli di Alitalia (ma tu guarda un po’…!!!), perche´ paga “stecche” informali agli aereoporti minori fa sorridere.
Ryanair mi disgusta sempre piu´ per il modo in cui tratta i clienti, sempre piu’ carro bestiame, e per quello che fa pagare ormai l´extra-peso (15 euro al chilo!) o peer ogni servizio che ecceda lo standard (Priority boarding, chissa’ poi per cosa… 3 euro!).
Ma ogni volta che cerco un volo a medio/corto raggio i suoi prezzi rimangono i migliori.
Senza considerare le esternalita´ positive sul sistema del trasporto aereo e la pressione competitiva posta sui concorrenti che ha portato a una riduzione generalizzata dei prezzi dei gibiglietti, nonostante il petrolio ben sopra i 100 dollari al barile…
E anche il benessere delle aree in cui Ryanair atterra aumenta, il flusso dei turisti cresce, i posti di lavoro aumentano o non si perdono piu’, i prezzi delle case (si veda il Salento per esempio) incrementano, e non e’ poca cosa vista la crisi dell’immobiliare che e’ apena all’inizio in Europa almeno.
Su Alitalia e la gestione degli ultimi 20 anni ( 19 anni in perdita e 1 in utile (forse avevan dimenticato di inserire gli ammortamenti a bilancio quell´anno… lo dico a mo’ di battuta) o gli stipendi dei suoi dipendenti, manager in primis (ben superiori alla media di mercato), lasciamo cadere un velo pietoso.
Il 20 Agosto 2008 alle 19:24 cini ha scritto:
L´Alitalia è riuscita a tirare avanti con stipendi esagerati per i direttori, piloti, ingegneri oltre ad un esubero di personale mai visto in nessuna altra compagnia europea o azzarderei dire nel mondo, grazie agli altissimi prezzi dei biglietti per voli entro i paesi comunitari che in cartello con le altre linee europee caricava ai passeggeri.
Quando è stata finalmente messa fine al cartello dall´antitrust e con l´entrata in azione di compagnie a basso costo come Ryanair, Sterling eccetera, l´Alitalia ha cominciato a precipitare verso la rovina, mentre le altre linee europee presero immediatamente provvedimenti drastici, spuntando il personale e congelando gli stipendi.Inutile ricordare i milioni di buone uscite pagate ai vari inutili A.D.e alla miopia cronica dei sindacati.
Noi passeggeri lodiamo le compagnie low-cost inclusa la Ryanair.
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