Nel Subcontinente indiano l’inflazione continua a salire, lasciando sempre meno spazio di manovra ad un governo che sembra non sapere più come gestirla. A giugno era stato lanciato il primo allarme quando la crescita dell’indice dei prezzi al consumo aveva toccato l’11%, indebolendo in maniera significativa la valuta locale (rupia) e, di conseguenza, riducendo il potere di acquisto in un Paese dove tre persone su quattro hanno un reddito medio di due dollari al giorno.
L’aumento del costo dei carburanti - il costo del gas per uso domestico è salito del 20%, quello del diesel del 21%, anche a causa della recente eliminazione dei sussidi governativi nel settore - e delle derrate alimentari vengono denunciati dal governo come le ragioni alla base dell’impossibilità di mantenere il tasso di inflazione tra il 5 e il 5,5%.
Nonostante il Ministro delle Finanze Palaniappan Chidambaram si sia impegnato ad aumentare i tassi di interesse per tenere sotto controllo la crescita dell’indice dei prezzi al consumo e far fronte alle difficoltà del Paese, nelle ultime settimane la situazione è ulteriormente peggiorata. I primi di luglio l’inflazione è arrivata a +11,89%, mentre ad agosto ha superato il +12%. L’opposizione accusa il governo di aver implementato una manovra poco convincente nel timore che l’aumento dei tassi si traducesse in un rallentamento della crescita del Paese. Tuttavia, va detto che tali previsioni non sono state smentite: il valore della produzione industriale di maggio è cresciuto solo del +3.8%, molto di meno rispetto al +6.2% registrato nel mese di aprile. Ora, gli analisti hanno già previsto che il Paese non riuscirà a mantenere il tasso di crescita complessivo sui valori dell’ 8-8.5% registrati nel 2008.
É evidente che la politica monetaria scelta per arginare la crescita dei prezzi non è stata efficace, e ora il Governo dovrà di nuovo correre ai ripari per evitare che lo scontento della popolazione si tramuti in una sonora sconfitta elettorale nel maggio 2009.
Tuttavia, la classe dirigente sembra essere completamente priva di idee. Solo la Banca Centrale spera in un provvidenziale ‘aiuto esterno’, convinta che il rallentamento dell’economia globale e la diminuzione del costo del petrolio possano far calare il tasso di inflazione indiano almeno di un paio di punti percentuali.
- Mercoledì 20 Agosto 2008







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