Cina in frenata: la regione del Guangdong in crisi. Per colpa dei giocattoli

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A partire da marzo 2007, una serie di prodotti cinesi sono stati via via ritirati dal mercato perché “troppo pericolosi”. L’allarme è stato lanciato prima sui mangimi per animali venduti negli Stati Uniti; poi è stata la volta dei dentifrici tossici, dei pneumatici difettosi, delle camice da notte cancerogene e infine dei giocattoli al piombo. Lo scandalo dei giocattoli ha costretto dodici mesi fa la Mattel a ritirare dal mercato tutte le confezioni prodotte in Cina, recuperando persino quelle già vendute.

E ora, a un anno di distanza, sono le fabbriche del Guangdong a trovarsi in serie difficoltà. In questa regione della Cina sud-orientale viene prodotto almeno il 70% dei giocattoli destinati all’esportazione, tra gennaio e luglio la crescita dell’interscambio ha toccato un misero +4,8%, in calo del 39% rispetto ai valori registrati nell’anno precedente. Oggi, sono circa 1.400 le fabbriche di giocattoli del Guangdong che producono per i mercati stranieri, ben 3.618 in meno rispetto alle statistiche del 2007.

Una coincidenza? Un calo di fiducia da parte dei clienti americani? Una conseguenza dell’apprezzamento della valuta cinese, dell’aumento del costo del lavoro o dei tagli ai benefici fiscali per chi produce per l’esportazione? Probabilmente tutte queste componenti hanno determinato, tutte insieme, un calo di produttività che sta investendo il Guangdong, un tempo considerato il motore della crescita dell’intera Repubblica Popolare.

Analizzando le statistiche, sembra che il mercato cinese abbia iniziato a seguire regole darwiniane. Le uniche imprese che hanno aumentato i propri ordini sono quelle che hanno lavorato su economie di scala. Altre sono sopravvissute aggregandosi tra loro, diventando più competitive e allo stesso tempo concentrandosi maggiormente sugli standard di qualità richiesti dai clienti.

D’altronde, efficienza ed economie di scala sembrano essere le uniche vie d’uscita in un mercato posto sempre più sotto pressione anche dai concorrenti di tutto il Sud-est asiatico, a cui americani ed europei guardano giorno dopo giorno con maggiore attenzione.

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Giampiero Cantoni
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