Prende forma il futuro di Alitalia: dopo numerose false partenze, la crisi della compagnia di bandiera è vicina alla svolta con alle spalle, adesso, la solidità della nuova società costruita da Intesa San Paolo insieme ad altri quindici gruppi imprenditoriali italiani e il piano Fenice. Domani nel Consiglio dei ministri saranno affrontati alcuni nodi ancora da sciogliere. Quella di Augusto Fantozzi come commissario della bad company di Alitalia è una delle ipotesi in campo secondo il ministro dei trasporti Altero Matteoli, intervenuto al meeting di Rimini. L’avvocato tributarista (ex ministro nei governi Dini e Prodi) ha dato la sua disponibilità. Il numero degli esuberi per Alitalia, invece, sarà diffuso dopo gli incontri con i sindacati: da tempo sono in corso contatti informali fra i manager di Intesa, rappresentanti dei lavoratori e del Governo per individuare una soluzione che, come ha ricordato Matteoli, “non lasci nessuno per strada” e, contemporaneamente, consenta di risolvere il problema con la “ricollocazione” e “ammortizzatori sociali molto forti”. E, aggiunge il ministro, potrebbe esserci un 17esimo socio nella nuova società, Air France o Lufthansa.
Esuberi e azionisti. La strada scelta passa attraverso il commissariamento dell’Alitalia e pone il commissario (presumibilmente l’ex ministro Fantozzi) nel delicato compito di definire il numero dei dipendenti in eccesso. Le dimensioni degli esuberi fra il personale navigante - destinato nella maggior parte a passare nella neonata compagnia - dipendono direttamente dal numero e dal tipo di aerei che saranno utilizzati, dal tipo di network che verrà disegnato dopo la fusione con Air One e dalle basi di armamento. Anche il tema azionisti è molto delicato: il titolo Alitalia è sospeso in Borsa dal 3 giugno scorso, ed è quindi da allora precluso a qualsiasi piccolo azionista la possibilità di disimpegnarsi. Qualora dopo la modifica della Marzano - e la richiesta (venerdì) da parte del cda del vettore italiano dell’ammissione all’amministrazione straordinaria - venisse nominato un commissario e questo cedesse gli asset profittevoli alla neonata società presieduta da Colaninno, i titolari di azioni si vedrebbero proprietari di una società in fase di smantellamento che dovrebbe far fronte a debiti e fornitori con la somma ricevuta in cambio della cessione degli asset.
I rapporti con l’Ue. Per quanto riguarda l’Unione europea, il commissario ai trasporti Tajani ha espresso oggi a Rimini pareri rassicuranti sull’impianto di massima del piano, riservandosi di esprimere valutazioni puntuali non appena ricevuto ed esaminato il documento. La scissione che darà vita alla bad company con in carico debiti e esuberi, in particolare, se non ben confezionata potrebbe essere considerata aiuto di Stato e quindi incorrere nella reazione di Bruxelles. Altro passaggio delicato sarà quello del trasferimento degli slot dall’Alitalia alla nuova compagnia. Se questo venisse effettuato sottocosto e quindi non a prezzi di mercato sarebbe inevitabile attendersi ricorsi all’Ue da parte dei concorrenti. Senza contare che il prestito ponte è ancora sotto indegine Ue.
Discutine sul FORUM: “La nuova Alitalia pronta a decollare”
- Mercoledì 27 Agosto 2008
FALLIMENTO O SALVATAGGGIO?
PROBLEMI E SOLUZIONI
APPLE - LUCI E OMBRE
ECONOMIA 2.0
L’AGENDA DEL GOVERNO E DEGLI ITALIANI
IL PIANO MONTI
LA RIFORMA: ARTICOLO 18, PROPOSTE, DIBATTITO
LA RIFORMA, I NUMERI, LE POLEMICHE
RIVOLUZIONE IN CORSO PER LA UE
VITE STRAORDINARIE
DIETRO LE QUINTE
IL MADE IN ITALY DI SUCCESSO
AGENDA POLITICO-ECONOMICA DELLA SETTIMANA











UN ANNO DI ECONOMIA
IL MEGLIO DEL 2011
G20 di Cannes: i protagonisti e le loro sfide
Libia: i nostri interessi in gioco








Commenti
Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.
Il 28 Agosto 2008 alle 10:08 Andreotti e Tremonti: i “divi Giulio” al Meeting di Rimini » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Ieri al Meeting di Comunione e Liberazione a Rimini è stato il giorno dei due “divi” Giulio. Il senior, Giulio Andreotti, è uno dei più affezionati e amati tra gli ospiti ciellini, il Giulio junior, Tremonti, è stato accolto tra fragorosi applausi. Primo incontro per i due divi nel pomeriggio al caffè Pedrocchi all’interno della Festa. Ed è solo il primo scambio di battute. Poi tour tra gli stand del Meeting, con Andreotti seduto su una macchina elettrica e lo ‘sportivo’ Tremonti che lo segue a piedi, fino alla mostra “Vigilando redimere” sul lavoro negli istituti di pena, allestita in uno spazio che richiama l’ambiente carcerario, con tanto di agenti di custodia della polizia penitenziaria. Durante il tour Andreotti ha più volte annuito quando la guida sottolineava l’importanza dell’articolo 27 della Costituzione, “un articolo che conosco bene”, diceva beffardo il senatore a vita che della Costituente ha fatto parte. Poi i due inseparabili divi insieme in conferenza stampa. Ancora dettando. Del sette volte presidente del Consiglio l’incipit: “Non sono preparato su quello che devo dire. Passiamo alle domande…”. Identico l’eco del ministro dell’Economia: “Sono in difficoltà, pensavo di campare di rendita dopo le dichiarazioni di Andreotti. Chiedo la par condicio relatorum”. Ancora un giro e poi tutti nell’immenso auditorium ciellino che accoglie i due divi con una standing ovation lunghissima. I 60 anni della Costituzione sono un argomento molto serio, ma loro non si lasciano scappare alcune battute: stavolta inizia Tremonti: “Il presidente Andreotti ha attraversato le due fasi della politica italiana. E siamo pronti ad una sua terza fase…”. E allora Andreotti va indietro con i ricordi, partendo dall’Assemblea Costituente: “La prima volta che vi entrai ero emozionato. Avevo 26 anni e accanto a me c’erano personaggi che avevo solo studiato sui libri di scuola. Da Francesco Saverio Nitti a Benedetto Croce, fino Vittorio Emanuele Orlando”, per ragioni di età “fui messo a redigere il verbale”. Poi un accenno al suo maestro: “Ringrazio Dio di avermi fatto introdurre alla politica da un uomo eccezionale: Alcide De Gasperi”. L’auditorium esplode. La scena tocca di nuovo al ministro saggista più cult del momento, che pigia l’acceleratore parlando di globalizzazione e dicendo di non credere ad una nuova guerra fredda: “La Russia non è l’Urss. Che alcuni decenni or sono non era solo una potenza industriale, ma soprattutto ideologica. La sua vera forza non era l’hardware industriale, quanto il suo software ideologico”. Poi la difesa del governo Berlusconi: “Il nostro un governo fascista?” si chiede. “Cerchiamo solo di governare e non siamo affatto vicini al fascismo. Chi c’era prima di noi era lento e incapace a governare, non è per il fatto che siamo diversi che siamo autoritari, siamo solo responsabili. E poi noi siamo fortemente impegnati sul federalismo, a me non risulta che Mussolini fosse un federalista…”. La conclusione di Tremonti fa venire giù il Meeting. “Ormai siamo dopo la caduta delle ideologie e perciò bisogna tornare a parlare e a far prevalere valori come la moralità, la responsabilità, la sussidiarietà, il federalismo, lavorando su criteri e logiche di questo tipo”. Parole che il ministro della ‘Paura e della Speranza’ sintetizza con solo slogan: “Dio, patria e famiglia…”. Prima dei due divi la giornata riminese aveva visto il dibattito politico concentrarsi su Alitalia che sarà oggi sul tavolo del Cdm e sulla scuola. Al Meeting è arrivato l’annuncio del ritorno del voto di condotta nelle scuole. Un provvedimento, ha spiegato il ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini che il Consiglio dei ministri di oggi, approverà con un decreto legge che introdurrà, a partire dall’anno scolastico che sta iniziando, la valutazione specifica del comportamento degli studenti. [...]
Il 28 Agosto 2008 alle 12:51 » Panorama.it - Economia ha scritto:
[...] Andreotti e Tremonti: i “divi Giulio” al Meeting di Rimini » Panorama.it - Italia su Alitalia, Matteoli rassicura: non lasceremo nessuno per strada Alitalia, scripta manent « while (lorenzo.IsAlive) if lorenzo.WantsTo(”blog”)) lorenzo.ToString(); su Alitalia, che cosa prevede l’offerta Air FranceAlitalia, Matteoli rassicura: non lasceremo nessuno per strada » Panorama.it - Economia su “Alitalia verso una soluzione”. Dal Meeting arrivano segnali positiviclator su Sorpresa, nel mondo più poveri di primaclator su Da Alitalia, nasce “Compagnia aerea italiana”. E Air France ritorna in pista [...]
Il 28 Agosto 2008 alle 14:59 Alitalia, prove di volo per il piano Fenice » Panorama.it - Economia ha scritto:
[...] La rinascita di Alitalia parte dal piano Fenice. Ma sugli esuberi è già polemica: secondo le indiscrezioni di stampa sarebbero 7mila, ma il segretario Uil Luigi Angeletti parla di una cifra massima di 2mila esuberi, sottolineando che “saranno tutti ricollocati”. Il progetto per il salvataggio della compagnia nazionale prevede un lock-up di cinque anni per gli azionisti: i soci avranno il vincolo di rimanere nel capitale della società fino al 2013, e nell’arco del primo triennio è previsto il ritorno all’utile. La realizzabilità del piano, comunque, è subordinata al preventivo accordo con i sindacati, una condizione presente anche nel corso delle trattative con Air France, quando fu proprio l’assenza del sì da parte delle organizzazioni dei lavoratori a far saltare l’accordo. [...]
Devi aver fatto log-in per inserire un commento.