“Al nostro paese serve un clima di fiducia basato su punti di forza reali e su un’economia che sappia fare fronte ai bisogni della gente. In questo contesto, le piccole e le medie imprese e le cooperative possono rappresentare esempi positivi da cui ripartire”. E’ il pensiero che Bernahrd Scholz, presidente della Compagnia delle Opere, affida a Panorama.it, aggiungendo che “il clima di fiducia si deve basare su fatti concreti e la politica e l’economia devono far riemergere quel tessuto produttivo e sociale italiano che tutti nel mondo ci invidiano”. Scholz, cinquantunenne, con una laurea su Max Weber all’Università di Friburgo, ha ereditato la presidenza da Raffaello Vignali, eletto in parlamento nelle liste del Pdl. Guida una Compagnia considerata il braccio economico di Comunione e Liberazione e che in Italia ha 42 sedi, 14 all’estero, raccoglie 34 mila imprese, di cui quasi un migliaio non profit, in cui lavorano 500 mila persone.”Le cooperative hanno un grande richiamo al principio di sussidiarietà, che è uno dei grandi temi del Meeting di quest’anno - aggiunge Scholz - E’ auspicabile, dunque, che la fiscalità oggi applicata alle Coop venga estesa in maniera adeguata anche alle altre forme societarie per favorire la capitalizzazione delle imprese e il reinvestimento degli utili in azienda”. Non manca un riferimento ai primi 100 giorni del Governo Berlusconi. “E’ un governo stabile, cosa non scontata, che ha dimostrato di voler affrontare con realismo i problemi del paese in un contesto economicamente difficile. I primi segnali sono positivi: penso ad una finanziaria equilibrata, a Napoli, ad alcune misure per le imprese, al cinque per mille, al libro verde del Ministro Sacconi”, dice il presidente della Cdo.
Oggi al Meeting sarà anche il giorno del dibattito sull’informazione e il mondo dei media in Italia. Pluralismo, crescita economica e influenza dell’informazione nella società italiana saranno alcuni tra i temi. Ne parleranno, in una tavola rotonda, Mario Giordano, direttore de Il Giornale, Gianni Riotta, direttore del Tg1, Pierluigi Visci, responsabile de Il Resto del Carlino, e Antonio Polito, direttore de Il Riformista, che ha anticipato alcune considerazioni a Il Sussidiario.net, il portale della Fondazione per la Sussidiarietà, che offre un approfondimento sul meeting 24 ore su 24 grazie ad uno staff di oltre 20 persone presenti con uno stand in Fiera. “I media non danno voce ai veri protagonisti del mondo e della società e questo per una semplice ragione: sono scomparsi i cosiddetti editori puri - dice Polito - Gli editori italiani sono in massima parte o impegnati essi stessi in politica, e l’interesse che servono non è tanto quella dell’opinione pubblica quanto di una parte, di se stessi, oppure sono imprenditori che hanno altri interessi economici, e quindi non traggono il loro primo cespite dal rapporto col pubblico che compra e legge i loro giornali”. Serve cambiare, dunque, a partire dalla formazione e dall’educazione scolastica che ha strettamente a che fare con la crescita economica. “Il ritardo con cui i giovani fanno una famiglia o entrano nel mondo del lavoro non è solo frutto di una difficoltà economica - conclude il direttore de Il Riformista - Penso invece siano figli di una cultura diffusa nel paese, quella dell’irresponsabilità, per cui il tempo delle scelte e dell’impegno arriva molto tardi. Non tutto attribuibile all’economia, ci sono paesi che hanno conosciuto difficoltà simili alle nostre ma in cui la natalità è più alta. Il fattore decisivo è culturale, e quello educativo è culturale per eccellenza”.
- Mercoledì 27 Agosto 2008
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Commenti
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Il 31 Dicembre 2008 alle 15:53 “Cooperative esempio positivo per la nostra economia” | InFormAzione ha scritto:
[...] Continua [...]
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