Prima sono arrivate le segnalazioni di chi riceveva telefonate promozionali indesiderate. Poi il Garante per la privacy ha deciso le ispezioni nelle banche dati di alcune società specializzate nel telemarketing. E alla fine l’authority presieduta da Francesco Pizzetti è corsa ai ripari: ha vietato l’ulteriore trattamento dei dati personali di milioni di utenti a quelle società (Ammiro Partners, Consodata e Telextra) che hanno raccolto e utilizzato numeri telefonici senza aver informato gli interessati. Anzi, in alcuni casi le informazioni erano state ceduti a terzi senza avvisare le persone interessate, o informandole in maniera inadeguata, e senza un consenso preventivo.
“Va individuato l’equilibrio tra il diritto del cittadino di non essere disturbato e quello dell’azienda di raggiungere i consumatori” sottolinea l’avvocato Marco Maglio, esperto di privacy “e in questo caso il Garante ribadisce regole già note, sottolineando che vanno rispettate”. Nei prossimi mesi è atteso un codice deontologico che integrerà la legge per l’uso di dati a fini commerciali: l’authority ha già chiamato per consultazioni le associazioni dei cittadini e degli operatori del settore. “Il telemarketing va fortemente regolamentato” avverte Maglio “ma una chiusura totale potrebbe creare contraccolpi nell’intero settore”.
Per le organizzazioni dei consumatori è un primo passo. “È inaccettabile, oltre che eticamente scorretto, far pagare ai consumatori il servizio di assistenza-clienti che nella maggior parte dei casi riguarda la segnalazione di disfunzioni e problemi originati dall’azienda stessa” sottolinea Massimiliano Dona, segretario generale dell’Unione nazionale consumatori. E aggiunge: “Riceviamo di continuo segnalazioni su servizi clienti a pagamento, la maggior parte delle quali riguardanti Sky e Fastweb”.
Un sondaggio Eurobarometro ha dimostrato di recente che due europei su tre sono preoccupati per la tutela dei loro dati personali, come età, opinioni, reddito. Se la pubblica amministrazione e le istituzioni sanitarie sono in cima alla classifica delle organizzazioni di cui si fidano di più per la difesa della privacy, le ultime della lista sono proprio le aziende specializzate nel marketing e nei sondaggi d’opinione (qui il report).
- Martedì 2 Settembre 2008
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Commenti
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Il 18 Febbraio 2009 alle 14:15 francesco_mondini ha scritto:
Una volta rientrati a casa (dopo un’estenuante giornata lavorativa) tutti noi vorremmo goderci il tanto atteso e meritato relax…ed invece, mentre ci stiamo accingendo a preparare la cena e a trascorrere la serata con la propria famiglia o meglio ancora con la propria dolce metà, ecco che inizia a suonare il telefono!
Chi potrebbe mai essere che rompe a quest’ora?! (in realtà la risposta già la conosciamo!)
E’ sempre ed inevitabilmente qualcuno che vuole rifilarti un corso di lingue, un inutile set di pentole, un improponibile tariffa telefonica e chi più ne ha, più ne metta…
Ovviamente la risposta e la reazione è sempre la medesima…si fa finta di non essere per nulla disturbati dalla chiamata e si declina l’offerta nel modo più gentile e falso possibile… Quindi mi chiedo perché si deve sottostare a questo “abuso”?! Io penso che sia assolutamente intollerabile…non può esistere una cosa del genere!! Quello che chiedo è una sola cosa…PRIVACY e rispetto! Così a breve ci costringeranno ad eliminare il nostro recapito dall’elenco telefonico…penso sia questa l’unica soluzione per non ricevere telefonate indesiderate!
Sono felice di poter constatare che anche alcune associazioni di tutela dei consumatoti si espongano a nostro favore! Almeno sappiamo di poter contare su qualcuno che può realmente fare qualcosa.
Per far fronte a problemi di questo tipo vi consiglio di visitare: http://www.carlorienzi.it/?p=5.....3
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