Il Pil italiano è il più debole nei Paesi Ue. Incerta la crescita dell’Eurozona

Jean-Claude Trichet
L’economia italiana rallenta più che nel resto d’Europa. Con una previsione di crescita dello 0,1% nel 2008, il Pil italiano si conferma il più debole tra i principali Paesi di Eurolandia che cresceranno tutti sopra l’1%. Secondo i dati Istat, se a livello congiunturale nel secondo trimestre dell’anno, ovvero rispetto al primo trimestre 2008, cali analoghi a quello dell’Italia (-0,3%) si riscontrano anche in Francia e addirittura più pesantemente in Germania, a livello tendenziale, ovvero rispetto al corrispondente trimestre del 2007, non c’è nessun grande Paese che arretra.
Sulla situazione italiana la Commissione europea nelle previsioni economiche intermedie, spiega che “questo dato rappresenta una revisione al ribasso delle già deboli stime di crescita formulate nella primavera, pari allo 0,5%, e implica che non ci sarà nessun effetto traino per il 2009″. Per gli uffici del commissario europeo per gli Affari economici Joaquin Almunia “la stagnazione dell’economia riflette principalmente l’evoluzione della domanda interna”. Infatti, “per via dell’impatto della corsa dei prezzi e degli effetti negativi sul potere d’acquisto, i consumi privati sono stati flebili già dal quarto trimestre del 2007″.

Nel complesso, il Pil dei paesi dell’area Euro è diminuito dello 0,2% in termini congiunturali ed è cresciuto dell’1,4% in termini tendenziali. Ma l’incertezza sulle prospettive di crescita dell’Eurozona resta comunque “particolarmente alta con rischi legati all’impatto negativo della crisi dei mercati finanziari”, così il presidente della Banca Centrale Europea, Jean Claude Trichet, parlando al Parlamento Europeo, commenta la situazione economica. “Il 2010 sarà migliore del 2009, con un ritorno alla stabilità dei prezzi” rassicura. Sulla crisi dei mutui, Trichet è invece più cauto, “dobbiamo stare allerta, molto allerta” spiega, visto che la crisi finanziaria scoppiata nell’agosto 2007 ha colpito “il cuore del sistema finanziario del mondo industrializzato”. La sua è un’analisi dura che segnala come quella della scorsa estate sia stata una crisi non più limitata alla “periferia” come l’Argentina, il Messico, la Russia o l’Estremo Oriente.
E sul fronte dei prezzi Trichet lancia un monito: “I prezzi sono sempre ad alti livelli, molto al di sopra dei parametri necessari per garantire la stabilità”. E ciò, aggiunge, è il risultato di effetti “sia diretti sia indiretti” dei passati rialzi nei prezzi delle materie prime. Nel prossimo futuro, inoltre, l’inflazione nell’area Euro resterà alta e inizierà gradualmente e moderatamente a calare “solo nel corso del 2009″.

Commenti

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Il 10 Settembre 2008 alle 15:44 Corrado Buccieri ha scritto:

Lo avevo capito pure io,piccolo commentatore del nulla.

Il 12 Settembre 2008 alle 9:42 Corrado Buccieri ha scritto:

Comunque ci avete regalato un Euro forte.

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richard-branson
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