Di sicuro l’affare lo hanno fatto le Poste, visto che le banche hanno dovuto spedire almeno 1 milione e mezzo di lettere ai clienti con mutuo variabile, contenenti la proposta di rinegoziare il finanziamento in corso. È così entrata nel vivo l’operazione concordata tra ministero dell’Economia e Associazione bancaria italiana lo scorso giugno per venire incontro alle famiglie indebitate a tasso variabile e in difficoltà a rimborsare rate salite moltissimo in 2 anni. Chi aderirà all’accordo avrà la possibilità di vedere ricalcolata la rata al tasso medio pagato nel 2006, se il prestito è stato avviato nel 2006, o al tasso iniziale se il mutuo è partito dal 1° gennaio 2007 al 28 maggio 2008. L’importo così ottenuto diventa la rata fissa che da gennaio 2009 si dovrà riconoscere alla banca fino alla scadenza del prestito.
Le banche però non fanno regali. Tutto quello che non si rimborsa subito va ad accumularsi in un «conto di debito» sul quale si paga un tasso di interesse, calcolato sommando all’Eurirs 10 anni (attualmente si aggira attorno al 5,10 per cento, ma il valore sarà quello del momento della rinegoziazione) più una maggiorazione al massimo dello 0,5. Ogni mese si confronta la rata ricalcolata con quella che si sarebbe dovuta pagare seguendo il contratto originario e la differenza si aggiunge al conto di debito.
Il meccanismo è complesso ma traducendo in parole povere significa questo: a fronte di un risparmio immediato si rischia di allungare, anche di molto, la durata del finanziamento, cioè il numero di rate (tabella in basso). In sintesi, si pagherà alla fine una somma complessiva maggiore di quella che si sborserebbe lasciando le cose come stanno.
Per esempio, un mutuo da 120 mila euro stipulato a gennaio 2003 a tassi standard aveva iniziato la sua vita con una rata da 751 euro al mese, oggi ne costa 922; rinegoziando la rata scende a 762 euro fissi ma, ipotizzando tassi fermi al livello attuale fino alla scadenza, il rovescio della medaglia è l’allungamento della durata di 2 anni e 4 mesi.
A chi conviene dunque l’operazione? Soprattutto a chi ha serie difficoltà di rimborso della rata, perché il vantaggio immediato è sicuro e la banca non può rifiutarsi di applicarlo. Per chi ha una situazione più tranquilla è consigliabile percorrere la strada della portabilità del mutuo, cioè cercare un’altra banca che rilevi senza spese il contratto in corso offrendo condizioni migliori. In questo caso la rata mensile scende un po’ meno rispetto alla rinegoziazione ma la durata del prestito rimane certa. l
- Sabato 13 Settembre 2008

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Commenti
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Il 15 Settembre 2008 alle 9:42 diggita.it ha scritto:
Mutui: considerata l’offerta delle banche, meglio traslocare….
La legge Tremonti è un affare per i cittadini, per le banche o per chi? Di sicuro l’affare lo hanno fatto le Poste, visto che le banche hanno dovuto spedire almeno 1 milione e mezzo di lettere ai clienti con mutuo variabile, contenenti la proposta d…
Il 15 Settembre 2008 alle 16:49 Mutuo: la proposta delle banche « Pensiero finanziario indipendente ha scritto:
[...] tratto da articolo di Panorama del 13/09/2008 [...]
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