
L’ingresso della sede romana della Lheman Brothers
Tre tedeschi che commerciavano il cotone: queste le origini della banca d’affari Lehman Brothers. A fondarla, nel 1850 a Montgomery, in Alabama, sono stati l’allora 23enne Henry Lehman e i suoi fratelli, Emanuel e Mayer.
LA NASCITA. Il commercio del cotone ebbe un successo tale che Lehman Brothers contribuì anche alla nascita della Borsa del cotone nel 1870. Circa un decennio dopo la società entrò nel grande business delle ferrovie lavorando soprattutto nel settore finanziario. Nel 1906 la società si alleò con Goldman Sachs e si avviò a diventare una grossa finanziaria. Lehman e Goldman portarono in Borsa General Cigar, Sears e Roebuck. Nei vent’anni successivi contribuirono a varare oltre cento nuove emissioni azionarie.
LA GRANDE CRISI. Nel 1925 la società affrontò la Grande Depressione guidata Robert “Bobbie” Lehman, nipote dei fondatori. Il Gruppo riuscì a passare indenne la grande crisi focalizzando la sua azione sul venture capital e nel 1928 la società entrò nella sua sede storica di One William Street.
Subito prima della crisi, nel 1924, John M. Hancock è diventato il primo membro del cda della Banca esterno alla famiglia Lehman. Nel 1927 toccò a Monroe C. Gutman e a Paul Mazur. Nel 1930 Lehman guidò il debutto in borsa della Dumont, il primo produttore di televisori e aiutò finanziariamente Radio Corporation of America. Nel 1950 il gruppo guidò il debutto in borsa di Digital Equipment Corporation e più tardi l’acquisizione di Digital da parte di Compaq. L’ultimo membro della famiglia a guidare la società, Robert Lehman jr, morì nel 1969. Con la sua scomparsa si aprì un vuoto di potere nella compagnia che coincise con una difficile fase economica, per cui venne chiamato l’ad Pete Peterson, proveniente dalla Bell&Howell, che riusci’ a raddrizzare le sorti della società.
VERSO UNA GRANDE BANCA D’AFFARI. Peterson riuscì a riportare in pareggio i bilanci della compagnia e poi a conseguire cinque anni consecutivi di profitti record, trasformandola in una grande banca d’affari. Negli anni ‘80 gli scontri tra i banchieri di investimento dell’istituto e i traders, i quali garantivano il grosso dei profitti di Lehman, costrinsero Peterson a promuovere co-amministratore delegato Lewis Gluckman. Tra i due non mancarono forti tensioni che portarono al siluramento di Peterson e all’ascesa di Gluckman come amministratore unico.
LA FUSIONE. Nel 1984 la società, in forti difficoltà, dovette fondersi con American Express trasformandosi nella Shearson Lehman Hutton. Nel 1993 sotto la guida dell’ad Harvey Golub American Express avvia la dismissione delle proprie divisioni bancarie e nel 1994 Lehman Brothers Kuhn Loeb viene scorporata con il nome di Lehman Brothers Holdings. Nel 2003 la società rientrò nel settore dell’asset management, lasciato nel 1989 e fu una delle dieci compagnie che, su segnalazione della Securities and Exchange Commission, dovette pagare una sanzione (80 milioni di dollari) per una indebita influenza esercitata nei confronti degli analisti che si occupano dell’attività di ricerca nell’investment banking.
ARRIVA LA CRISI DEI SUBPRIME. Nel 2007 il primo faccia a faccia della società con la crisi dei mutui subprime: Lehman chiude la sua banca dedicata ai prestiti subprime, Bnc Mortgage, tagliando 1.200 posti di lavoro e registrando una perdita di 25 milioni di dollari. Nel 2008 Lehman è duramente colpita dalla crisi dei mutui subprime: nell’arco di un anno le sue azioni sono crollate del 97% passando da 77 a meno di 4 dollari ad azione. Nel secondo trimestre di quest’anno la società ha annunciato una perdita di 2,8 miliardi di dollari a cui è seguita quella da 4 miliardi di dollari per il terzo trimestre.
UNA SPERANZA DALLA COREA. Quest’ultimo annuncio è stato particolarmente drammatico poiché ha coinciso con la decisione dei coreani di Kbb di ritirarsi dal negoziato per l’acquisizione di una quota del 25% della compagnia. I coreani rappresentavano l’ultima spiaggia per la società, alla disperata ricerca di capitali esterni per rilanciare l’azienda.
Nel giro di pochi giorni Lehman è precipitata nel baratro e le autorità Usa, la Fed e il Tesoro, si sono riunite per cercare di trovare un Cavaliere bianco in grado di rilevare non più una parte della società ma tutta la banca. L’ipotesi era quella di una cordata guidata da Bank of America. Nella riunione di ieri notte, però, Bofa ha preferito orientarsi verso Merrill Lynch e, dopo che anche i britannici di Barclays hanno rinunciato all’acquisizione, a Lehman non è restato altro che ricorrere al Chapter 11 e cioé alla protezione in caso di bancarotta. Quella di Lehman è la prima richiesta di bancarotta di un big di Wall Street, dopo quella di Drexel Burnham Lambert del 1990. La società ha 25 mila dipendenti in tutto il mondo.
- Lunedì 15 Settembre 2008

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Commenti
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Il 15 Settembre 2008 alle 17:06 Lehman in bancarotta affonda le borse. Bank of America compra Merrill Lynch » Panorama.it - Economia ha scritto:
[...] La richiesta di bancarotta di Lehman Brothers e la scalata di Bank of America su Merrill Lynch scuotono i mercati. Piazza Affari si piega sotto gli ordini in vendita. La bufera scatenata da Lehman, che nella notte ha fatto richiesta di accedere alla bancarotta, e Merrill Lynch, che ha firmato l’accordo per la cessione a Bank of America, arriva anche in Europa. Il Mibtel apre in calo del 2,46% a 21.214 punti, lo S&P/Mib del 2,81% a 27.574 punti. Contiene il calo l’All Stars (-0,75% a 11.987 punti). Anche Parigi in netto calo (-2,48%). Francoforte in netto ribasso (Dax in calo dell’1,55%). Apertura fortemente negativa a Londra (-2,28%). Lehman Brothers getta la spugna e annuncia che chiederà l’ammissione al Chapter 11: dopo un week end di febbrili trattative, in cui sembrava profilarsi una via d’uscita per la più piccola delle banche d’affari statunitensi, la situazione è precipitata con l’abbandono delle trattative da parte di Bank of America prima e di Barclays poi. La richiesta - ha comunicato la società - sarà presentata presso la Us Bankruptcy Court nel southern district di New York e riguarderà la sola holding, non le sue sussidiarie. Lehman, sotto la guida dell’amministratore delegato Richard Dick Fuld, continuerà nel frattempo a esplorare le possibilità per la vendita delle operazioni di broker-dealer e continuerà a trattare la cessione della divisione dell’asset-management. Nel frattempo nasce un’operazione lampo che la porta nell’olimpo dell’industria finanziaria mondiale: Bank of America acquista per 50 miliardi di dollari Merrill Lynch, divenendo così la prima istituzione finanziaria mondiale. “E’ una grande opportunità per i nostri azionisti acquistare una delle prime società al mondo di transazione di capitali. Insieme le nostre aziende hanno ancora più valore grazie alle sinergie”, commenta in un una nota il presidente e amministratore delegato di Bofa, Ken Lewis. Soddisfatto anche l’ad di Merrill Lynch, John Thain, che si è definito contento per la possibilità di collaborare con l’acquirente della sua banca al fine di creare “quella che sarà la prima istituzione finanziaria al mondo”. L’operazione, che valuta ogni azione Merrill circa 29 dollari, con un premio del 70% rispetto alla chiusura di venerdì scorso, dovrebbe essere ultimata nel primo trimestre 2009. Per Bank of America quello che si è appena concluso è stato sicuramente un week-end intenso: scesa in soccorso di Lehman Brothers, Bofa ha deciso domenica di abbandonare il tavolo delle trattative. E ha diretto il suo interesse su Merrill Lynch, riuscendo a spuntarla. L’accordo siglato prevede che Bofa offra 0,8595 titoli per ogni azione Merrill Lynch e che tre amministratori di Merrill vadano nel consiglio di Merrill Lynch. Con l’acquisizione, Bofa diventa proprietaria di circa il 50% del fondo di investimento BlackRock, che ha un in gestione un portafoglio stimato in 1.400 miliardi di dollari. Sotto la guida di Lewis, Bank of America ha già portato a termine diverse acquisizioni sia grandi sia piccole, ultima quella di Countrywide. Aggiungendo al suo ampio portafoglio anche Merrill, Bank of America diventa così un gruppo i cui interessi spaziano in campi diversissimi, dalle carte di credito ai prestiti per le auto, al sistema finanziario. L’acquisizione di Merrill, inoltre, mostra come una crisi finanziaria come quella attuale può aprire grandi chance alle istituzioni finanziariamente solide. Merrill darà a Bank of America maggiore presenza a livello internazionale, soprattutto sui mercati in via di sviluppo. Per Merrill l’accordo si traduce nella fine della politica isolazionista portata avanti dall’amministratore delegato John Thain che, più degli altri numero uno di Wall Street, ha cercato di isolare la banca dalla crisi, raccogliendo miliardi e miliardi di capitale e cedendo asset importanti, quali quello nel gigante dell’informazione Bloomberg. La Fed, nel corso degli incontri che si sono succeduti nel corso del week-end, si sarebbe espressa favorevolmente nei confronti di un’intesa Bank of America-Merrill Lynch, sulla scia del timore che la banca d’affari fosse la prossima, dopo Lehman Brothers a finire nell’occhio del ciclone. LEGGI ANCHE: La storia della banca d’affari Lehman Brothers, fondata da tre commercianti di cotone [...]
Il 16 Settembre 2008 alle 8:43 Il crac di Lehman Brothers affonda le borse in tutto il mondo » Panorama.it - Economia ha scritto:
[...] Il fallimento della banca d’affari statunitense Lehman Brothers affonda le borse mondiali. Al termine di un lungo lunedì nero Wall Street ha chiuso ieri sera a -4,31%, mentre l’Europa ha bruciato in tutto circa 125 miliardi. Stanotte a picco i mercati asiatici, con Tokyo ai minimi da 3 anni e aperture in forte ribasso a Hong Kong, Shanghai e Taipei. Quella di Lehman Brothers è il maggiore crac della storia: una bancarotta da 613 miliardi di dollari di debiti. Secondo il presidente americano George W.Bush l’economia statunitense resta comunque robusta, e Bankitalia rassicura: in Italia rischi limitati. Oggi la Fed renderà note le proprie decisioni di politica monetaria. Le borse dell’area Asia-Pacifico, escluso il Giappone, ha toccato i minimi da due anni, con gli investitori che sono usciti a grande velocità dagli asset più rischiosi. Lehman Brothers ha avviato le procedure per il fallimento, Bank of America ha raggiunto un accordo per acquistare Merrill Lynch e American International Group (AIG) , primo assicuratore del mondo, ha seri problemi di finanziamento a breve termine. Tokyo ha perso il 5% circa, l’indice MSCI, che misura le borse dell’area Asia-Pacifico escluso il Giappone , lascia sul terreno il 4,7%. L’indice KOSPI della Sud Corea cala del 6,1% andando a toccare i minimi da marzo 2007, Hang Seng di Hong Kong perde il 5,9% ai minimi da due anni. Le vendite indiscriminate di asset considerati rischiosi ha colpito duramente le borse dei mercati emergenti. Le valutazioni corrispondono ora a 9,2 volte gli utili attesi a 12 mesi, rispetto a 10,2, livello raggiunto durante la crisi dei mercati asiatici di una decina di anni fa. I candidati alla Casa Bianca Barack Obama e John McCain hanno promesso di agire rapidamente per riformare Wall Street, accusando (per il terremoto finanziario dopo il fallimento di Lehman Brothers) una struttura di controllo antiquata. Con la Federal Reserve e il Tesoro Usa che devono fare i conti con la peggiore crisi finanziaria dai tempi della Grande Depressione, il candidato democratico Obama ha detto che i legislatori non hanno fornito gli strumenti necessari a contenere i problemi. “Ogni problema richiede una soluzione di sistema”, ha detto Obama in aereo mentre viaggiava per la campagna elettorale in Colorado. Un consigliere di vertice di McCain, il rivale di Obama alle elezioni del 4 novembre, ha detto che il candidato repubblicano sostiene che deve essere realizzata una rete di agenzie di controllo a cui devono essere forniti maggiori poteri per garantire la trasparenza. “La struttura di controllo di Washington su Wall Street ha circa 70 anni adesso”, ha detto Carly Fiorina, consigliera economica del senatore dell’Arizona. “Sta dicendo da tempo e lo sta ripetendo oggi che questa sarà una priorità e lui vuole, nella sua amministrazione, mettere fine agli abusi cui stiamo assistendo sia a Washington che a Wall Street”, ha detto Fiorina a Reuters in una intervista telefonica. Obama invoca da molto tempo una modernizzazione del sistema finanziario. Lo ha chiesto in un discorso al Nasdaq l’anno scorso e ha sottolineato un piano per una riforma delle norme di controllo a Wall Street a marzo. LEGGI ANCHE: La storia della banca d’affari Lehman Brothers, fondata da tre commercianti di cotone lehman-brothers: le news in tempo reale (fonte Google News)Collapse of Lehman Brothers, sale of Merrill Lynch shakes stock market - Dallas Morning NewsTriumph of hope over optimism for acolytes of Lehman Brothers - Telegraph.co.ukHeadhunters pick of Lehman Brothers elite - Telegraph.co.ukLehman Brothers chiefs plough on with search for a buyer - Telegraph.co.ukLehman Brothers acted as middleman but was left holding the parcel - Times Online [...]
Il 17 Settembre 2008 alle 9:51 Banche: leggere della crisi sul web « Pensiero finanziario indipendente ha scritto:
[...] Banche: leggere della crisi sul web Mentre alcune testate, come Panorama, ci ricordano la lunga storia di Lehman Brothers, Giuseppe Turani evidenzia finalmente alcuni elementi utili per capire le origini della crisi finanziaria in atto. Riporto di seguito il suo post. [...]
Il 14 Ottobre 2008 alle 9:58 carlina9 ha scritto:
Oggi è martedì 14 ottobre e finalmente le borse si sono calmate e .tutto è tornato tranquillo o quasi..tutto sta aumentando..ma perchè peggio di così non poteva andare; ma tante domande mi passano per la mente. Lo so sono una semplice cittadina, piccola investitrice e a parte gli avvocati dell’ http://www.adusbef.veneto.it, per il resto non ho trovato nessuno che mi da delle risposte su come dovrò dirigere i prossimi miei risparmi. Le mie domande sono: Ho un carico di Leman come ne esco? Secondo voi faccio causa alla banca che me le ha vendute? Secondo me qualcuno ci ha straguadagnato con vendite allo scoperto vorrei proprio andarmi a vedere i bilanci della lehman, altro che tripla A o palle mediatiche varie. A parte che c’è stata un’ondata di panico e la gente è fuggita a gambe levate, se compro adesso magari poi ci guadagno…
Ma ora penso che basta con il mercato di borsa ho beccato troppe fregature , prima i bond argentina, poi cirio , parmalat adesso Leman che casino…. ma quante sono quelle saltate ? ma chi vigila che fa ?
Scusatemi ma non mi fido più di nessuna banca ormai
Il 21 Marzo 2009 alle 11:18 C’è crisi si taglia: adesso tocca ai colletti bianchissimi » Panorama.it - Economia ha scritto:
[...] Piazza degli Affari non è Wall Street e a Milano non si sono visti manager in giacca e cravatta con gli scatoloni in mano. A differenza, per esempio, dei dipendenti della banca d’affari Lehman Brothers, che uscivano con gli effetti personali dopo il crac della banca, i bancari licenziati sono scesi in piazza, il 5 marzo, protestando davanti alla sede dell’Abi (Associazione bancaria italiana). Erano un centinaio di colletti bianchi, alcuni detti per le loro alte retribuzioni “bianchissimi”, di Dresdner Bank e Ge Money Bank che da un giorno all’altro si sono ritrovati senza lavoro. Ma i dipendenti delle filiali italiane di banche straniere che rischiano la disoccupazione sono altri 200. E non è che l’inizio. La Dresdner Bank ha annunciato 9 mila licenziamenti che colpiranno tutte le filiali mondiali tranne la casa madre tedesca. La sede di piazza degli Affari verrà chiusa e tutti gli 87 dipendenti cacciati. “Non parliamo di lehmaniani superpagati” polemizza Pierpaolo Merlini, segretario della Fiba Cisl di Milano, “ma di lavoratori con stipendi normali. Il problema è che il 90 per cento dei contratti a termine del settore non verrà rinnovato”. A Milano c’è incertezza per svariate migliaia di persone, senza considerare i dipendenti delle sgr. “È la prima volta che affrontiamo una crisi di settore così grave” precisa Sergio Girgenti, segretario nazionale della Fiba Cisl. Quelli che hanno perso il lavoro finora sono dirigenti e impiegati dell’area professionale, che guadagnano in media tra i 2 e i 3 mila euro mensili. Non semplici impiegati tute blu, quindi, ma anche per loro la disoccupazione è dura. Per di più questo tipo particolare di bancari non ha diritto agli ammortizzatori sociali: niente cassa integrazione né altre garanzie. La maggior parte di loro è troppo giovane per godere dei cosiddetti fondi di solidarietà o di forme di prepensionamento. Le speranze di essere ricollocati sono in questo momento modeste e l’unico salvagente, temporaneo, è la liquidazione, più una buonuscita: tra le sei e le 12 mensilità. Per i bancari della Dresdner Merlini vede nero. «La trattativa è complessa» spiega «quella che per la società tedesca è la chiusura di una sede, la più piccola, secondo noi è un licenziamento collettivo. La controparte che tratta con noi poi non prende alcuna decisione, chi le prende sta altrove». Ma i colletti bianchi licenziati non si danno per vinti. Dopo la manifestazione all’Abi programmano incontri con il console tedesco, il sindaco di Milano e il presidente della Provincia di Milano. L’americana Ge Money, specializzata in mutui, sta smantellando la filiale milanese: in 43 perdono il lavoro e rimangono solo 11 “becchini”, con il compito di seguire i clienti fino al pagamento dell’ultima rata. La controllante General Electric ha recentemente comprato la Interbanca e ai sindacati ha presentato un piano di riduzione del personale pari a un terzo dei dipendenti: 100 persone in meno. L’olandese Ing Group ha annunciato 55 esuberi in Italia e ha già avviato la procedura per i licenziamenti. Secondo Merlini “anche Merrill Lynch e Citigroup dovranno ridurre i costi e tagliare una decina di posti”. Poi c’è la Deutsche Bank: 300 dipendenti hanno aderito al recente piano di incentivi all’esodo, mentre per qualche dirigente il futuro potrebbe riservare misure più drastiche. Si salvano invece i lavoratori della Meliorbanca. I 120 licenziamenti annunciati sono stati ritirati grazie a un accordo sindacale di fine febbraio e all’intervento della Banca popolare dell’Emilia-Romagna. [...]
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