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	<title>Economia &#187; Lehman Brothers, fondata nel 1850 da tre commercianti di cotone</title>
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	<pubDate>Sat, 11 Feb 2012 12:44:11 +0000</pubDate>
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		<title>Lehman Brothers, fondata nel 1850 da tre commercianti di cotone</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Sep 2008 15:04:52 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Storia della banca d'affari americana che ha annunciato bancarotta a causa della crisi dei mutui subprime, con un crack da 640 miliardi di dollari, che ha 250 mila dipendenti in tutto il mondo]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!--m--> <img src="http://media.panorama.it/media/foto/2008/09/15/48ce7837b9d9e_zoom.jpg" alt="Lehman Brothers" border="0" width="500" /></p>
<p class="gallery_dida"><em>L&#8217;ingresso della sede romana della Lheman Brothers</em></p>
<p>Tre tedeschi che commerciavano il cotone: queste le origini della banca d&#8217;affari Lehman Brothers.  A fondarla, nel 1850 a Montgomery, in Alabama, sono stati l&#8217;allora 23enne Henry Lehman e i suoi fratelli, Emanuel e Mayer.<br />
<strong>LA NASCITA.</strong> Il commercio del cotone ebbe un successo tale che Lehman Brothers contribuì anche alla nascita della Borsa del cotone nel 1870. Circa un decennio dopo la società entrò nel grande business delle ferrovie lavorando soprattutto nel settore finanziario. Nel 1906 la società si alleò con Goldman Sachs e si avviò a diventare una grossa finanziaria. Lehman e Goldman portarono in Borsa General Cigar, Sears e Roebuck. Nei vent&#8217;anni successivi contribuirono a varare oltre cento nuove emissioni azionarie.<br />
<strong>LA GRANDE CRISI</strong>. Nel 1925 la società affrontò la Grande Depressione guidata Robert &#8220;Bobbie&#8221; Lehman, nipote dei fondatori. Il Gruppo riuscì a passare indenne la grande crisi focalizzando la sua azione sul venture capital e nel 1928 la società entrò nella sua sede storica di One William Street.<br />
Subito prima della crisi, nel 1924, John M. Hancock è diventato il primo membro del cda della Banca esterno alla famiglia Lehman. Nel 1927 toccò a Monroe C. Gutman e a Paul Mazur. Nel 1930 Lehman guidò il debutto in borsa della Dumont, il primo produttore di televisori e aiutò finanziariamente Radio Corporation of America. Nel 1950 il gruppo guidò il debutto in borsa di Digital Equipment Corporation e più tardi l&#8217;acquisizione di Digital da parte di Compaq. L&#8217;ultimo membro della famiglia a guidare la società, Robert Lehman jr, morì nel 1969. Con la sua scomparsa si aprì un vuoto di potere nella compagnia che coincise con una difficile fase economica, per cui venne chiamato l&#8217;ad Pete Peterson, proveniente dalla Bell&amp;Howell, che riusci&#8217; a raddrizzare le sorti della società.<br />
<strong>VERSO UNA GRANDE BANCA D&#8217;AFFARI.</strong> Peterson riuscì a riportare in pareggio i bilanci della compagnia e poi a conseguire cinque anni consecutivi di profitti record, trasformandola in una grande banca d&#8217;affari. Negli anni &#8216;80 gli scontri tra i banchieri di investimento dell&#8217;istituto e i traders, i quali garantivano il grosso dei profitti di Lehman, costrinsero Peterson a promuovere co-amministratore delegato Lewis Gluckman. Tra i due non mancarono forti tensioni che portarono al siluramento di Peterson e all&#8217;ascesa di Gluckman come amministratore unico.<br />
<strong>LA FUSIONE.</strong> Nel 1984 la società, in forti difficoltà, dovette fondersi con American Express trasformandosi nella Shearson Lehman Hutton. Nel 1993 sotto la guida dell&#8217;ad Harvey Golub American Express avvia la dismissione delle proprie divisioni bancarie e nel 1994 Lehman Brothers Kuhn Loeb viene scorporata con il nome di Lehman Brothers Holdings. Nel 2003 la società rientrò nel settore dell&#8217;asset management, lasciato nel 1989 e fu una delle dieci compagnie che, su segnalazione della Securities and Exchange Commission, dovette pagare una sanzione (80 milioni di dollari) per una indebita influenza esercitata nei confronti degli analisti che si occupano dell&#8217;attività di ricerca nell&#8217;investment banking.<br />
<strong>ARRIVA LA CRISI DEI SUBPRIME. </strong>Nel 2007 il primo faccia a faccia della società con la crisi dei mutui subprime: Lehman chiude la sua banca dedicata ai prestiti subprime, Bnc Mortgage, tagliando 1.200 posti di lavoro e registrando una perdita di 25 milioni di dollari. Nel 2008 Lehman è duramente colpita dalla crisi dei mutui subprime: nell&#8217;arco di un anno le sue azioni sono crollate del 97% passando da 77 a meno di 4 dollari ad azione. Nel secondo trimestre di quest&#8217;anno la società ha annunciato una perdita di 2,8 miliardi di dollari a cui è seguita quella da 4 miliardi di dollari per il terzo trimestre.<br />
<strong>UNA SPERANZA DALLA COREA.</strong> Quest&#8217;ultimo annuncio è stato particolarmente drammatico poiché ha coinciso con la decisione dei coreani di Kbb di ritirarsi dal negoziato per l&#8217;acquisizione di una quota del 25% della compagnia. I coreani rappresentavano l&#8217;ultima spiaggia per la società, alla disperata ricerca di capitali esterni per rilanciare l&#8217;azienda.<br />
Nel giro di pochi giorni Lehman è precipitata nel baratro e le autorità Usa, la Fed e il Tesoro, si sono riunite per cercare di trovare un Cavaliere bianco in grado di rilevare non più una parte della società ma tutta la banca. L&#8217;ipotesi era quella di una cordata guidata da Bank of America. Nella riunione di ieri notte, però, Bofa ha preferito orientarsi verso Merrill Lynch e, dopo che anche i britannici di Barclays hanno rinunciato all&#8217;acquisizione, a Lehman non è restato altro che ricorrere al Chapter 11 e cioé alla protezione in caso di bancarotta. Quella di Lehman è la prima richiesta di bancarotta di un big di Wall Street, dopo quella di Drexel Burnham Lambert del 1990. La società ha 25 mila dipendenti in tutto il mondo.</p>
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