(Marco Merlini/LaPresse)
Non sono ancora mature le condizioni per firmare alcun accordo con Cai su Alitalia, ma le prossime 48 ore potrebbero essere decisive per sbloccare la situazione. Il verdetto potrebbe arrivare domani o al più tardi giovedì prossimo, risolto il nodo sul contratto. Entro domani o giovedì, infatti, tutte le nove sigle sindacali e Cai si riuniranno attorno allo stesso tavolo con il governo. Da piloti e assistenti arrivano i primi segnali di disponibilità a condividere l’accordo quadro. Oggi le nove sigle dei lavoratori tornano a riunirsi in un tavolo intersindacale, dopo la spaccatura degli ultimi giorni. Stasera il Governo ascolterà gli assistenti di volo. La trattative su Alitalia dovrà essere chiusa entro domani visti i tempi delle decisioni degli azionisti di Cai e quelli di sopravvivenza della stessa compagnia aerea. Lo ha detto in una intervista su Il Messaggero il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi. Alla domanda se la trattativa dovrà concludersi entro giovedì, quando si svolgerà l’assembela Cai ed è attesa la risposta dalle singoli organizzazionia sindacali alle proposte presentate dall’azienda il ministro ha risposto: “No, entro mercoledì. Anche se non c’è un vero negoziato”. “I tempi di sopravvivenza di Alitalia e quelli delle scelte di Cai impongono una decisione”, ha proseguito il ministro. Per quanto riguarda la posizione dei piloti Sacconi ha sottolineato che “la mobilità è tutelata dalla legge e non mi riferisco alle sanzioni dal Garante, ma alla precettazione…esistono strumenti di legge ai quali non esiteremo a ricorrere”. E il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ieri sera nella prima uscita stagionale a Porta a Porta ha lanciato un monito su Alitalia chiedendo senso di responsabilità da parte di tutti per evitare il fallimento. “Non firmare l’accordo su Alitalia e’ qualcosa che non sta né in cielo né in terra. Firmare è interesse di tutti, per far ripartire l’economia reale” ha sostenuto il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Paolo Bonaiuti, osservando a Unomattina che “Non c’è alternativa. Ci sono 3.250 esuberi, meno rispetto a quelli che si sarebbero avuti con precedenti soluzioni. Mi pare che la cordata stia funzionando bene e che sia aperta ad ulteriori concessioni”. Secondo Bonaiuti, quella del salvataggio di Alitalia “è una prova importante per il governo, ma anche per i sindacati. A suo tempo Air France si ritirò dalla trattativa non per quello che dicevamo noi del centrodestra ma per la decisa opposizione del sindacato. Noi abbiamo fatto le cose che avevamo promesso di fare. Se non si chiude l’accordo ci rimette il Paese”.
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- Martedì 16 Settembre 2008
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