Dalle 12 alle 16 di oggi scioperano i dipendenti del gruppo Alitalia aderenti alla Cub Trasporti e la compagnia aerea ha gia’ previsto la cancellazione di 40 voli (la lista è sul sito Internet della compagnia).
Il sindacato autonomo critica in particolare l’intesa sottoscritta dalla cordata italiana e Cgil, Cisl, Uil e Ugl, sottolineando che “segna un pesantissimo ridimensionamento di Alitalia che sarà ridotta ad un vettore poco più che nazionale”.
Inoltre sono previsti anche altri scioperi del settore del trasporto aereo, programmati da tempo e non legati alla vertenza Alitalia, tra cui quello del personale di terra di tutte le compagnie indetto da Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Ugl. Iniziative che, di riflesso, potrebbero causare disagi all’operatività dei voli di tutte le compagnie. AirOne prevede solo disagi limitati.
Tra gli altri scioperi, che si sovrappongono tutti dalle 12 alle 14, secondo quanto si legge sul sito del Garante, è previsto lo stop dei sindacati autonomi e di base per il personale della Sea (dalle 12 alle 16), la società di gestione degli aeroporti di Milano Linate e Malpensa.
Nel frattempo, il ministro del Lavoro non fa sconti. Giovedì mattina si deciderà il destino di Alitalia. E sarà sull’offerta di Compagnia aerea italiana (Cai), il cui piano non è modificabile: rotte e flotta non sono oggetto di discussione. Il governo chiederà ai nove sindacati chi ci sta. “Firmeremo con chi ci sta, e sono tutti chiamati a rispondere”: il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, avverte che è ormai giunta l’ora x, visto che nel pomeriggio di giovedì alle 16 Cai riunisce l’assemblea per decidere se portare avanti l’offerta per la compagnia. E il commissario straordinario di Alitalia, Augusto Fantozzi, auspica che l’acquirente sia Cai, perché se si ritira la prospettiva è portare i libri in tribunale.
La dead line per il salvataggio di Alitalia, dopo cinque rinvii, sembra dunque arrivata. Ieri sera, ha rivelato Sacconi a Porta a Porta, Cai ha tentato un incontro per la firma con i segretari generali di Cgil, Cisl, Uil e Ugl che “non si è svolto per indisponibilità del segretario della Cgil”. Ed è stato il leader della Cisl, Raffaele Bonanni a spiegare che Gugliemo Epifani “vuole discutere ancora, migliorare le condizioni contrattuali, che è anche una mia opinione ma che ad ore può far sparire l’unico riferimento per la compagnia”.
Fabio Berti, leader dell’Anpac, che è sempre stata la potente associazione dei piloti, ha negato di voler difendere privilegi, ha confermato la disponibilità a sacrifici e assicurato che farà il massimo per evitare il fallimento, auspicando un accordo nel più breve tempo possibile ma con un passo indietro e senso di responsabilità a tutto tondo. Ha anche detto, però, che ci sono ancora problemi sostanziali per piloti e assistenti volo, ma sono risolvibili, diversamente sarebbe una pazzia.
Tempo per ulteriore trattativa non c’è e i “tatticismi dei sindacati, i bizantinismi, non hanno senso”, si è sfogato Sacconi parlando di un negoziato “defatigante dopo una settimana vissuta da pipistrello”, per le nottate al tavolo della trattativa. E poi una stoccata alla Cgil: “Qualcuno si è seduto al tavolo con un disegno non sindacale ma politico”. Il ministro ha poi richiamato l’attenzione sulle difficoltà di Alitalia, sottolineando che “il mondo sta cambiando, c’è stato il fallimento di Lehman Brothers, stiamo assistendo ad uno tsunami. Questo paese - ha però assicurato - saprà reagire”.
In assenza di altre offerte, ha infine ribadito Fantozzi, si tirerà avanti cercando qualcuno finché ci sono i soldi, verosimilmente per poco (alle 10 di ogni giorno Alitalia deve pagare 1,4 milioni di euro per il rifornimento di carburante), poi porterà i libri in tribunale. Air France, Lufthansa e British Airways valuteranno di entrare in Cai “una volta risolti tutti i problemi attuali, con quote di minoranza e contratti di collaborazione”.
Alla fine della trasmissione, Vespa ha invitato il ministro, Bonanni e Berti per una firma, un impegno pubblico a non far fallire l’Alitalia, alla ormai famosa scrivania del contratto con gli italiani del premier Berlusconi: il ministro annuncia che giovedì mattina si vedrà chi ci sta, Berti fa una timida promessa e Bonanni chiede: “Ma allora non firmiamo?”.
- Mercoledì 17 Settembre 2008
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Il 17 Settembre 2008 alle 14:18 Alitalia: per il ministro Sacconi “non c’è più tratattiva” » Panorama.it - Economia ha scritto:
[...] Potrebbe essere arrivata a una svolta decisiva la vicenda Alitalia. Il governo ha infatti convocato per questo pomeriggio a Palazzo Chigi le nove sigle sindacali che rappresentano i dipendenti Alitalia, mentre il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, ha annunciato lapidario che “non c’è più trattativa”. Alla riunione saranno presenti anche i vertici della Cai. Probabilmente Colaninno e Sabelli formalizzeranno la loro offerta definitiva ai sindacati. “Il dottor Colaninno” ha aggiunto Sacconi “ci ha chiesto di convocare una riunione di tutte e nove le sigle sindacali a cui vuole rivolgere un suo ragionamento”. Il ragionamento che i vertici Cai faranno ai sindacati è stato in parte anticipato dall’amministratore unico Rocco Sabelli: la nuova Alitalia garantirà gli stessi salari ai dipendenti ma la produttività dovrà aumentare in maniera netta. Interpellato dai giornalisti riguardo alla disponibilità della società a concedere gli stessi salari con un congruo aumento di produttività, il top manager ha risposto: “È dall’inizio che diciamo questo, forse qualcuno non l’aveva capito”. E intanto mentre la nuova compagnia si gioca l’ultima carta per prendere il volo, a causa degli scioperi tanti passeggeri della vecchia Alitalia oggi sono rimasti a terra. Cancellati 40 voli a causa dalla mobilitazione dei Cub, dalle 12 alle 16, e da altre iniziative del personale di terra. Grosse difficoltà per i collegamenti Roma-Milano e Milano-Roma a causa della cancellazione di 10 voli tra le due città. A Fiumicino circa 1.000 dipendenti dell’Alitalia hanno sfilato in corteo per protestare contro la Cai. I manifestanti, muniti di fischietti bandiere e cartelloni hanno creato qualche disagio alla circolazione automobilistica al piano delle partenze nazionali. Presenti tutte le categorie di lavoratori: impiegati, hostess steward e piloti. Il ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola ha ammesso alla procedura di amministrazione straordinaria le società Alitalia Airport e Alitalia Servizi. LEGGI ANCHE: Alitalia, 12 ore di sciopero, cancellati 40 voli e partecipa al FORUM [...]
Il 17 Settembre 2008 alle 14:44 nhico ha scritto:
Sarebbe bello mettere a terra Alitalia e mandarli tutti a casa. Sarebbe bello togliersi di dosso una volta per tutte queste zecche. Sarebbe bello ed istruttivo. Si realizzerebbe un sogno. Il sogno della gente che diuturnamente lavora con senso del dovere ed attaccamento al proprio posto di lavoro per un pezzo di pane. Però risulterebbe micidiale per tutti quei poveri cristi che in Alitalia lavorano per la sopravvivenza e che mai più troverebbero una sistemazione lavorativa altrove. Ed è proprio questo che il governo sta cercando di evitare. Tuttavia, in modo anche molto scoperto, tutta la sinistra rema contro questo accordo. Su questo disastro, poi, Veltroni punta tutta la sua residua speranza di non inabissarsi definitivamente. Da quando ha perso le elezioni ed il Campidoglio ha cambiato strategia e tattica e non fa altro che schiamazzare di continuo come un’oca. Un modo davvero sbagliato di farsi sentire e di certo Marini continuerà a scuotere la testa, pensando che è tutto grasso che cola per il nuovo barbaro. Tuttavia, il già ottavo re di Roma, e già l’uomo con la vocazione del maggioritario, e già vate dell’Africa, e già grande estimatore della nuova frontiera Kennediana e di Bill Clinton, e fremente ammiratore di Barack Obama, continua a precipitare nel pozzo del ridicolo. Farneticando di cose che anche i bambini della prima infanzia riconoscono come una brodaglia versata dalla solita vecchia cuccuma comunista. Epperò, in Alitalia si sciopera. Nel solco dell’antica tradizione del “piove, Governo ladro”.
Il 17 Settembre 2008 alle 18:01 Alitalia, ultimatum di Colaninno: senza consenso dei sindacati ritiro l’offerta » Panorama.it - Economia ha scritto:
[...] È arrivata a una svolta decisiva la vicenda Alitalia. Domani entro le 15,50 si conoscerà il destino dell’ex compagnia di bandiera: i sindacati dovranno pronunciarsi sul piano messo a punto da Cai. Se non lo faranno, la stessa Cai si tirerà indietro. “Se non c’è consenso domani propongo di ritirare l’offerta”, ha detto il presidente Roberto Colaninno ai sindacati nel corso dell’incontro, aggiungendo che “se si fa l’affare si fa, altrimenti amici come prima”. Le parole del manager si sommano a quelle pronunciate questa mattina dal ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, secondo il quale “non c’è più trattativa”. Sempre Colaninno ha sottolineato, rivolto alle nove sigle sindacali sedute al tavolo, che “la nostra offerta è condizionata al consenso legittimo delle forze lavoro. Una proposta con tutti i limiti che ha. Ma io non ho un euro in più da mettere sul tavolo”. Intanto durante il question time alla Camera, Sacconi ha fatto chiarezza sul numero degli esuberi: “Il piano Cai” ha spiegato il ministro del Lavoro “concordato con Cgil, Cisl e Uil allo stato determina 3.000 persone a essere interessate dai provvedimenti di integrazione di redditi e di ricollocamento”. Il ministro ha poi escluso qualsiasi offerta alternativa a quella di Cai per Alitalia: “Il commissario, Augusto Fantozzi” ha detto Sacconi “ci ha detto ieri che ha sentito le grandi compagnie che ragionevolmente avrebbero potuto presentare una proposta e tanto British Airways che Lufthansa e Air France hanno comunicato di non essere interessate a una proposta ma a una partecipazione minoritaria”. E intanto mentre la nuova compagnia si gioca l’ultima carta per prendere il volo, a causa degli scioperi tanti passeggeri della vecchia Alitalia oggi sono rimasti a terra. Cancellati 40 voli a causa dalla mobilitazione dei Cub, dalle 12 alle 16, e da altre iniziative del personale di terra. Grosse difficoltà per i collegamenti Roma-Milano e Milano-Roma a causa della cancellazione di 10 voli tra le due citta’. A Fiumicino circa 1.000 dipendenti dell’Alitalia hanno sfilato in corteo per protestare contro la Cai. I manifestanti, muniti di fischietti bandiere e cartelloni hanno creato qualche disagio alla circolazione automobilistica al piano delle partenze nazionali. Presenti tutte le categorie di lavoratori: impiegati, hostess steward e piloti. Da segnalare, infine, che il ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola ha ammesso alla procedura di amministrazione straordinaria le societa’ Alitalia Airport e Alitalia Servizi. LEGGI ANCHE: Alitalia, 12 ore di sciopero, cancellati 40 voli e partecipa al FORUM [...]
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