Alitalia: è caos. La Cai ritira l’offerta. Premier: un dramma, colpa della Cgil

Biglietteria dell'Alitalia

E adesso è ufficiale: l’ultima chiamata è andata a vuoto. La Cai ha ritirato la propria offerta per rilevare la compagnia di bandiera. Una decisione presa all’unanimità dall’assemblea della Compagnia Aerea Italiana. Così dice un comunicato diffuso al termine della riunione, tenuta questo pomeriggio a Milano e durata poco più di un’ora. Il motivo? Il mancato raggiungimento di un “largo accordo sindacale” sul piano industriale della nuova Alitalia e su contratto di lavoro da dare alla nuova compagnia aerea. “Tale accordo” si afferma nella nota “non è stato raggiunto, come dimostrato dalle sole tre lettere di accettazione ricevute da Cisl, Uil e Ugl”.
Decisione irreversibile? Pare di sì, stando al comunicato diffuso da Cai al termine dell’assemblea: la drammatica situazione di Alitalia e dei mercati internazionali “non permette di allungare ulteriormente una trattativa che è stata approfondita e che ha portato a numerose concessioni. Ulteriori concessioni e dilazioni metterebbero irrimediabilmente a rischio la realizzazione del piano”. E così Cai “esprime la piu’ profonda delusione nel constatare che non si e’ realizzata la prima e principale condizione del progetto ‘nuova Alitalia’ che avrebbe permesso la nascita di una nuova compagnia aerea competitiva malgrado il momento difficile per il settore aereo e per l’economia in generale”.
Fin qui i termini della questione all’interno di Palazzo Clerici a Milano. Fuori: fischi, slogan, tanta ironia e qualche insulto: ce n’e’ per tutti. Cosi’ sono stati accolti i soci della Cai, la Compagnia aerea italiana, da un piccolo drappello di dipendenti. Dopo aver “ricevuto” a modo loro i componenti della cordata, i manifestanti, una trentina di persone tenute a distanza da un cordone di polizia, hanno salutato con un lungo applauso la notizia del ritiro dell’offerta da parte della Cai, intonando cori all’apparenza spensierati del tipo: “tutti a casa ale’”, “via la casta riapre l’asta”, “meglio falliti che in mano ai banditi”. Applausi ironici accompagnati dal grido di “Buffoni, Buffoni” sono toccati in parti uguali a tutti i soci che hanno varcato il portone dell’antico Palazzo nel centro del capoluogo lombardo: da Da Roberto Colaninno a Rocco Sabelli, da Tronchetti Provera a tutti gli altri.
Intanto oggi il commissario straordinario di Alitalia, Augusto Fantozzi, ha comunicato ai sindacati l’avvio formale della procedura di cassa integrazione straordinaria per i dipendenti direttamente o indirettamente collegati all’utilizzo dei 34 aerei già messi a terra. Riguarda 831 piloti per 12 giorni al mese, 1.383 assistenti di volo per 10 giorni al mese e 2.072 dipendenti di terra per 6 giorni al mese.
Tra le prime reazioni, quella del premier. Per Silvio Berlusconi, “la situazione è drammatica”. “Siamo di fronte a un baratro” afferma il presidente del Consiglio, che punta il dito contro i sindacati: “Le responsabilità di Cgil e piloti sono pesanti. Non vorrei che fosse questa la soluzione che qualcuno si era augurato”. Secondo Luigi Angeletti, segretario della Uil, si apre adesso una “catastrofe sociale e sindacale”. “L’azienda era già morta” aggiunge “e qualche mio collega si accinge a fare il becchino. Tutto ciò mi ricorda la vicenda della Fiat di 30 anni fa”. Guglielmo Epifani, respinge le accuse: “Il nostro sindacato si assume le proprie responsabilità, così come deve farlo l’azienda”. Anche se la Cgil conferma il proprio “impegno” affinchè “sia evitato il fallimento” di Alitalia, e chiede alla Cai di andare avanti. In una lettera al presidente della società, il leader del sindacato di Corso Italia conferma “la nostra adesione e la nostra firma all’accordo quadro concluso nella notte di domenica e ritengo che l’adesione pressochè generale che oggi si registra su quel testo sia anche il segno di come un confronto serio sul merito avrebbe potuto e potrebbe ancora allargare l’area del consenso”. Intanto i sindacati assicurano: “L’Alitalia continuerà a volare anche dopo il ritiro dell’offerta avanzata dalla Cai: saranno i lavoratori a garantire la continuerà aziendale a tutela della clientela e dei suoi interessi”.
Le sei sigle sindacali (Cgil, Anpac, Up, Avia, Anpav e Sdl) che non hanno accettato l’offerta Cai sono al lavoro per mettere a punto una serie di misure che garantiscano l’operatività dell’aviario. Il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, prevede, nel caso di una conferma del ritiro dell’offerta, “uno scenario terribile”. L’avvicinarsi del fallimento, ha spiegato Sacconi, “per la modesta liquidità dell’azienda comporterà la messa in mobilità dei lavoratori”. E il ministro dei Trasporti Matteoli fa mea culpa: “Se ho un cruccio è quello di non essere stato capace di convincere le sigle sindacali che questa era veramente un’opportunità di rilancio della compagnia”.

LEGGI ANCHE: Il dossier Alitalia - L’ultimatum di Colaninno - Per il ministro Sacconi “Non c’è più tratattiva”. Partecipa al FORUM

Commenti

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Il 18 Settembre 2008 alle 16:28 pacato ha scritto:

… chi troppo la tira … la spezza. Alitalia non era una miniera d’oro … e Colaninno era stato chiaro …

Il 18 Settembre 2008 alle 16:55 nhico ha scritto:

Viene voglia di gridare: Mettiamo a terra Alitalia! Sarebbe bello togliersi di dosso una volta per tutte queste zecche. Sarebbe bello ed istruttivo. Si realizzerebbe un sogno. Il sogno della gente che diuturnamente lavora con senso del dovere ed attaccamento al proprio posto di lavoro per un pezzo di pane. Però risulterebbe micidiale per tutti quei poveri cristi che in Alitalia lavorano per la sopravvivenza e che mai più troverebbero una sistemazione lavorativa altrove. Ed è proprio questo che il governo vuole ad ogni costo evitare. Tuttavia, in modo anche molto scoperto, tutta la sinistra rema contro questo accordo. Farneticando di cose che anche i bambini della prima infanzia riconoscono come una brodaglia versata dalla solita vecchia cuccuma ereditata dal PCI e considerando più che mai gli operai come carne da macello da sacrificare sull’altare delle lotte di potere. Quello che conta per Veltroni ed Epifani non sono i ventimila posti di lavoro a perdere, ma la loro vittoria di Pirro sull’ odiato nemico Berlusconi.

Il 18 Settembre 2008 alle 18:58 Corrado Buccieri ha scritto:

Finalmente……hanno vinto gli Italiani.
I carrozzoni vanno aboliti.

Il 18 Settembre 2008 alle 19:53 Alitalia fa crac. Il pomeriggio nero di Berlusconi: colpa di piloti e Cgil » Panorama.it - Economia ha scritto:

[...] LEGGI ANCHE: Il dosseir Alitalia - Alitalia: è caos. La Cai ritira l’offerta. Partecipa al FORUM [...]

Il 18 Settembre 2008 alle 20:04 Alitalia, è rottura. Cai ritira l’offerta: ecco il comunicato » Panorama.it - Economia ha scritto:

[...] L’assemblea di Compagnia aerea italiana ha deciso all’unanimità di ritirare l’offerta presentata al commissario straordinario di Alitalia. Lo annuncia il comunicato ufficiale della Cai diffuso al termine dell’assemblea. Di seguito i passaggi principali del testo. “L’assemblea di Cai, Compagnia Aerea Italiana, ha deciso all’unanimità di ritirare l’offerta presentata al Commissario di Alitalia per l’acquisto di attivi dalla stessa posseduti. Una delle condizioni piu’ importanti di tale offerta era costituita dal raggiungimento di un largo accordo sindacale sul piano industriale della Nuova Alitalia e sul contratto di lavoro da dare alla nuova compagnia aerea. Tale accordo non è stato raggiunto, come dimostrato dalle sole tre lettere di accettazione ricevute da Cisl, Uil e Ugl”. Dopo aver ricordato le caratteristiche del piano presentato per Alitalia, Cai conclude affermando di esprimere “la piu’ profonda delusione nel constatare che non si è realizzata la prima e principale condizione del progetto Nuova Alitalia, che avrebbe permesso la nascita di una nuova compagnia aerea competitiva, malgrado il momento molto difficile per il settore aereo e per l’economia in generale”. Il piano industriale, spiega la società, “avrebbe permesso di creare un’azienda solida e in grado di competere”, permettendo di “apportare capitali di rischio per oltre un miliardo di euro da subito da parte di un gruppo di azionisti disponibili ad impegnarsi nel lungo periodo”, “aumentare le attuali dimensioni di Alitalia anche attraverso l’integrazione con AirOne”, “assicurare la migliore copertura internazionale e intercontinentale anche attraverso una forte alleanza, per la quale si sono resi disponibili i principali operatori europei”, “assumere circa 12.500 dipendenti in via diretta e creare le condizioni per ulteriori circa 1.700 assunzioni in via indiretta nei settori del full Cargo e della manutenzione pesante”. La nota della cordata guidata da Roberto Colaninno ricorda poi che il piano industriale avrebbe permesso di “dotare la Nuova Alitalia entro due anni di una delle flotte piu’ moderne del mondo” e di “raggiungere l’equilibrio economico finanziario entro due-tre anni”. Cai ribadisce tra l’altro che il contratto di lavoro proposto ai sindacati avrebbe permesso alla nuova compagnia aerea di riallinearsi ai parametri medi del settore in Europa, e ricorda come fosse prevista una distribuzione ai dipendenti di una quota dell’utile di esercizio non appena la compagnia stessa fosse tornata in nero, e come i dipendenti di Alitalia che avessero visto terminare il loro rapporto di tempo indeterminato avrebbero beneficiato comunque di ammortizzatori sociali tali da permettere fino a sette anni di accompagnamento alla pensione. [...]

Il 18 Settembre 2008 alle 20:12 Crisi Alitalia: e ora che succede? Futuro incerto anche per Linate e Fiumicino » Panorama.it - Economia ha scritto:

[...] Non appena la Cai ha diffuso la notizia ufficiale del ritiro della sua offerta, la Borsa di Milano ha reagito in maniera fortemente negativa: l’indice S&P ha chiuso con -0,99 per cento, il Mibtel con -1,48 per cento e il Midex addirittura del 2,59 per cento in negativo. I titoli Alitalia sono stati tutti sospesi per eccesso di ribasso, mentre in forte calo sono anche i titoli delle società degli azionisti della Cai. Atlantia, la società controllata dal Gruppo Benetton, perde l’1,85 per cento, Caltagirone il 5,06 per cento (Caltagirone Edit l’1,89 per cento), Pirelli Real Estate addirittura l’11,57 per cento. Intesa San Paolo, advisor della proposta, guadagna invece quasi il 2 per cento. Quanti soldi sono rimasti ad Alitalia? “Pochi, pochissimi” si sarebbe lasciato scappare un’azionista della Cai, uscendo dalla sede milanese. Fino al prossimo fine settimana, gli aerei voleranno. Da lunedì tutto è da vedere. Alitalia nel caos. La Cai ritira la proposta di salvataggio. Si va verso il fallimento. Per colpa di chi? [...]

Il 19 Settembre 2008 alle 9:45 bosone ha scritto:

è facile per voi ladroni giocare sulla pelle dei lavoratori.

Il 19 Settembre 2008 alle 9:50 Alitalia: ancora tre giorni per riaprire la trattativa con la Cai » Panorama.it - Economia ha scritto:

[...] LEGGI ANCHE: Il dossier Alitalia - La Cai ritira l’offerta - Il premier: un dramma, colpa della Cgil - La nota ufficiale Cai. Partecipa al FORUM e al SONDAGGIO [...]

Il 10 Febbraio 2012 alle 19:55 Bananas - Pagina 76 ha scritto:

[...] vertenza Alitalia respingevano costantemente qualsiasi soluzione? Per rinfrescare la memoria: Alitalia: caos. La Cai ritira lofferta. Premier: un dramma, colpa della Cgil - Economia - Panoram… prendersela col solito Berlusconi anche qui l’ennesima minestra riscaldata e sempre pi [...]

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Giampiero Cantoni
rossi-spalla Viviana Da Busti
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