Alitalia, è rottura. Cai ritira l’offerta: ecco il comunicato

Roberto Colaninno

L’assemblea di Compagnia aerea italiana ha deciso all’unanimità di ritirare l’offerta presentata al commissario straordinario di Alitalia. Lo annuncia il comunicato ufficiale della Cai diffuso al termine dell’assemblea. Di seguito i passaggi principali del testo.
“L’assemblea di Cai, Compagnia Aerea Italiana, ha deciso all’unanimità di ritirare l’offerta presentata al Commissario di Alitalia per l’acquisto di attivi dalla stessa posseduti. Una delle condizioni piu’ importanti di tale offerta era costituita dal raggiungimento di un largo accordo sindacale sul piano industriale della Nuova Alitalia e sul contratto di lavoro da dare alla nuova compagnia aerea. Tale accordo non è stato raggiunto, come dimostrato dalle sole tre lettere di accettazione ricevute da Cisl, Uil e Ugl”.
Dopo aver ricordato le caratteristiche del piano presentato per Alitalia, Cai conclude affermando di esprimere “la piu’ profonda delusione nel constatare che non si è realizzata la prima e principale condizione del progetto Nuova Alitalia, che avrebbe permesso la nascita di una nuova compagnia aerea competitiva, malgrado il momento molto difficile per il settore aereo e per l’economia in generale”.
Il piano industriale, spiega la società, “avrebbe permesso di creare un’azienda solida e in grado di competere”, permettendo di “apportare capitali di rischio per oltre un miliardo di euro da subito da parte di un gruppo di azionisti disponibili ad impegnarsi nel lungo periodo”, “aumentare le attuali dimensioni di Alitalia anche attraverso l’integrazione con AirOne”, “assicurare la migliore copertura internazionale e intercontinentale anche attraverso una forte alleanza, per la quale si sono resi disponibili i principali operatori europei”, “assumere circa 12.500 dipendenti in via diretta e creare le condizioni per ulteriori circa 1.700 assunzioni in via indiretta nei settori del full Cargo e della manutenzione pesante”.
La nota della cordata guidata da Roberto Colaninno ricorda poi che il piano industriale avrebbe permesso di “dotare la Nuova Alitalia entro due anni di una delle flotte piu’ moderne del mondo” e di “raggiungere l’equilibrio economico finanziario entro due-tre anni”.
Cai ribadisce tra l’altro che il contratto di lavoro proposto ai sindacati avrebbe permesso alla nuova compagnia aerea di riallinearsi ai parametri medi del settore in Europa, e ricorda come fosse prevista una distribuzione ai dipendenti di una quota dell’utile di esercizio non appena la compagnia stessa fosse tornata in nero, e come i dipendenti di Alitalia che avessero visto terminare il loro rapporto di tempo indeterminato avrebbero beneficiato comunque di ammortizzatori sociali tali da permettere fino a sette anni di accompagnamento alla pensione.

trattativa Alitalia. In particolare tra il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi e la Cgil di Guglielmo Epifani. In verità le schermaglie erano iniziate già nei giorni scorsi. E in mattinata il premier, che era in visita a San Giuliano di Puglia, aveva lanciato il suo monito: “Io penso che si possa andare avanti anche senza l’assenso della Cgil”. All’ora di pranzo, nei palazzi della politica si andava diffondendo la voce che la Cgil non avrebbe firmato. Un’ipotesi suffragata dal lancio della stessa Cgil, insieme con le altre sigle sindacali “ribelli”, del contropiano che chiedeva maggior tempo per la trattativa.
Alla scadenza dell’ultimatum, l’assemblea Cai si riuniva per decidere il da farsi. Proprio negli stessi minuti Berlusconi rientrava a Roma. La notizia del ritiro della Cai la apprendeva dai giornalisti in diretta: “Presidente guardi che Cai ha ritirato l’offerta”, diceva un cronista in contatto con la redazione. “Lo dice l’Ansa, di solito ci prendiamo…”. La verità è che fino all’ultimo Berlusconi non voleva credere al ritiro dell’offerta salva-Alitalia.
Invece di tornare subito a palazzo Grazioli, il premier si è concesso una tappa in alcuni negozietti di via del Plebiscito, auspicando per Alitalia “una soluzione positiva”. Poi sul portone di Palazzo Grazioli si è intrattenuto con i giornalisti per spiegare che avrebbe parlato solo a Palazzo Chigi e al termine della vicenda: “Non è possibile, ho appena parlato con il dottor Letta, lui mi informa ogni tre minuti. E credo di essere più informato io”. Ma secondo lei è tattica? “Non lo so, non lo so”, ripeteva il Cavaliere.
Cinque minuti più tardi era lui a far chiamare i cronisti: “Mi confermano il ritiro della Cai. La situazione è drammatica, potremmo essere di fronte a un baratro”. Quindi l’affondo alla Cgil: “Ci sono delle pesantissime responsabilità, soprattutto da parte della Cgil e dell’Associazione Piloti, che valuteremo. Non vorrei che questa fosse proprio la soluzione che qualcuno ha auspicato si verificasse”.
Immediata la reazione del sindacato per bocca del segretario generale, Guglielmo Epifani: “Piuttosto che cercare capri espiatori, governo e presidente del Consiglio si assumano le proprie reponsabilità per come hanno gestito tutta la vicenda alitalia e la trattativa con le parti sociali”. Cgil che in serata ha convocato una conferenza stampa, nella quale presumibilmente la temperatura dello scontro con il premier salirà ancora.

LEGGI ANCHE: Il dossier Alitalia - Alitalia: è caos. La Cai ritira l’offerta. Partecipa al FORUM

Commenti

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Il 19 Settembre 2008 alle 9:49 Alitalia: ancora tre giorni per riaprire la trattativa con la Cai » Panorama.it - Economia ha scritto:

[...] La Compagnia Aerea Italiana, la cordata di 16 imprenditori guidata da Roberto Colaninno che ieri pomeriggio ha ritirato l’offerta per l’acquisizione di Alitalia, potrebbe decidere di riaprire la trattativa. È la speranza emersa ieri sera al termine di una riunione ministeriale del governo che ieri si è dato ancora tre giorni di tempo per cercare di convincere in extremis la Cai a rientrare nella partita. La speranza si basa su un dato di realtà: la cordata di Colaninno, nonostante le molte perplessità sulla redditività dell’operazione di alcuni soci (tra cui Benetton), non si è ancora sciolta. Secondo il ministro del Lavoro Sacconi non esistono altri concreti interessamenti, né da parte di Lufthansa né di Airfrance, il vettore della precedente trattativa per l’acquisizione della nostra ormai ex compagnia di bandiera. L’unica proposta seria - ha ribadito il ministro in un’intervista al Giornale Radio Rai - è ancora quella della Cai. Ma per riaprire il negoziato - ha detto - l’unica possibilità è che i sindacati che non hanno firmato ci ripensino. I piloti dell’Anpac, certo. Ma soprattutto la Cgil di Epifani, che ieri ha convocato una conferenza stampa per ribattere alle accuse di irresponsabilità che gli sono piovute dal governo (e non solo). La colpa, secondo il più forte sindacato italiano, è tutta della Cai e dell’esecutivo. ‘’È stata la Cai a tirarsi indietro’’ perché ‘’si sono accorti che non riuscivano a risolvere il problema del personale di volo’’. Inoltre, ‘’già da qualche giorno trapelava che all’interno della cordata c’erano contrasti’’, ha dichiarato. “Lo scaricabarile sulle responsabilità, soprattutto se preventivo - ha aggiunto - non è degno di un paese civile”. Una versione che non convince il governo, ovviamente. “Ci sono responsabilità della Cgil e dei piloti - ha detto Silvio Berlusconi. E ci sono anche responsabilità politiche”. Ma non convince nemmeno la Cisl, l’Ugl, la Uil, i tre sindacati che si erano dichiarati disponibili a chiudere. Tra i più critici, il segretario della Cisl Raffaele Bonanni. “E’ stata la follia di pochi e di alcune sigle sindacali che hanno portato alla chiusura delle trattative, per responsabilità di pochi pagheranno in molti”, ha denunciato. Feroce anche le parole scelte dal leader della Uil Luigi Angeletti: “L’azienda era morta e qualche mio collega si accinge a fare il becchino”. Alitalia nel caos. La Cai ritira la proposta di salvataggio. Si va verso il fallimento. Per colpa di chi? [...]

Il 19 Settembre 2008 alle 11:54 Alitalia:ancora tre giorni per riaprire la trattativa con la Cai | Circolo Luce Del Sud ha scritto:

[...] La Compagnia Aerea Italiana, la cordata di 16 imprenditori guidata da Roberto Colaninno che ieri pomeriggio ha ritirato l’offerta per l’acquisizione di Alitalia, potrebbe decidere di riaprire la trattativa. È la speranza emersa ieri sera al termine di una riunione ministeriale del governo che ieri si è dato ancora tre giorni di tempo per cercare di convincere in extremis la Cai a rientrare nella partita. La speranza si basa su un dato di realtà: la cordata di Colaninno, nonostante le molte perplessità sulla redditività dell’operazione di alcuni soci (tra cui Benetton), non si è ancora sciolta. [...]

Il 19 Settembre 2008 alle 13:39 Alitalia in volo per altri 10 giorni. Stop di Tremonti: non si nazionalizza » Panorama.it - Economia ha scritto:

[...] Il giorno dopo il no della Cai, davanti allo spettro del fallimento, i piloti tentano di riallacciare in qualche modo il dialogo che hanno spezzato. Fabio Berti, presidente dell’Anpac non ci sta a fare la parte del “signor no” e si mostra aperto a trattare ancora sul piano di risanamento di Alitalia all’indomani del ritiro dell’offerta d’acquisto della Cai. “Siamo aperti a trattare. Vogliamo trattare su tutto. Non è vero che non siamo disponibili ad alcun compromesso. Bisogna trattare” afferma ai microfoni di Radio anch’io “ma i piloti e gli assistenti di volo non ne hanno avuto la possibilità in quanto dalla trattativa era assente l’80% della rappresentanza dei piloti”. Ma saltata la trattativa con Cai, per l’Alitalia è sempre più vicino il fallimento, anche se ci sarebbe ancora un filo di speranza, almeno fino a lunedi: nel fine settimana i voli saranno regolari, secondo quanto garantito dal commissario straordinario Augusto Fantozzi. Che, d’accordo con il Governo, si sarebbe dato altre 72 ore di tempo prima di toccare per davvero con mano il baratro. L’intesa passerebbe dalla rassicurazione data ieri sera da Fantozzi a Gianni Letta: nel fine settimana Alitalia continuerà a volare. Certo, qualche volo sarà annullato, ma la benzina si troverà e i piloti assicureranno buona parte dei voli. Entro lunedì i sindacati dovrebbero acconsentire al piano Cai, sostanzialmente invariato, e Roberto Colanninno potrebbe rientrare in gioco. La strada che divide Alitalia dal baratro è ricca di insidie, ma dal governo si prova a far passare il messaggio: non c’è un piano B, o i sindacati accettano il piano Cai o c’è il fallimento. [...]

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Giampiero Cantoni
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