Scaduto l’ultimatum alle ore 16 e ritirata l’offerta della Cai, sono scoppiate le polemiche sulla trattativa Alitalia. In particolare tra il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi e la Cgil di Guglielmo Epifani. In verità le schermaglie erano iniziate già nei giorni scorsi. E in mattinata il premier, che era in visita a San Giuliano di Puglia, aveva lanciato il suo monito: “Io penso che si possa andare avanti anche senza l’assenso della Cgil”. All’ora di pranzo, nei palazzi della politica si andava diffondendo la voce che la Cgil non avrebbe firmato. Un’ipotesi suffragata dal lancio della stessa Cgil, insieme con le altre sigle sindacali “ribelli”, del contropiano che chiedeva maggior tempo per la trattativa.
Alla scadenza dell’ultimatum, l’assemblea Cai si riuniva per decidere il da farsi. Proprio negli stessi minuti Berlusconi rientrava a Roma. La notizia del ritiro della Cai la apprendeva dai giornalisti in diretta: “Presidente guardi che Cai ha ritirato l’offerta”, diceva un cronista in contatto con la redazione. “Lo dice l’Ansa, di solito ci prendiamo…”. La verità è che fino all’ultimo Berlusconi non voleva credere al ritiro dell’offerta salva-Alitalia.
Invece di tornare subito a palazzo Grazioli, il premier si è concesso una tappa in alcuni negozietti di via del Plebiscito, auspicando per Alitalia “una soluzione positiva”. Poi sul portone di Palazzo Grazioli si è intrattenuto con i giornalisti per spiegare che avrebbe parlato solo a Palazzo Chigi e al termine della vicenda: “Non è possibile, ho appena parlato con il dottor Letta, lui mi informa ogni tre minuti. E credo di essere più informato io”. Ma secondo lei è tattica? “Non lo so, non lo so”, ripeteva il Cavaliere.
Cinque minuti più tardi era lui a far chiamare i cronisti: “Mi confermano il ritiro della Cai. La situazione è drammatica, potremmo essere di fronte a un baratro”. Quindi l’affondo alla Cgil: “Ci sono delle pesantissime responsabilità, soprattutto da parte della Cgil e dell’Associazione Piloti, che valuteremo. Non vorrei che questa fosse proprio la soluzione che qualcuno ha auspicato si verificasse”.
Immediata la reazione del sindacato per bocca del segretario generale, Guglielmo Epifani: “Piuttosto che cercare capri espiatori, governo e presidente del Consiglio si assumano le proprie reponsabilità per come hanno gestito tutta la vicenda alitalia e la trattativa con le parti sociali”. Cgil che in serata ha convocato una conferenza stampa, nella quale presumibilmente la temperatura dello scontro con il premier salirà ancora.
LEGGI ANCHE: Il dossier Alitalia - Alitalia: è caos. La Cai ritira l’offerta. Partecipa al FORUM
- Giovedì 18 Settembre 2008

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Commenti
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Il 18 Settembre 2008 alle 20:09 Crisi Alitalia, e ora che succede? Futuro incerto anche per Linate e Fiumicino » Panorama.it - Economia ha scritto:
[...] Silvio Berlusconi ha definito la situazione Alitalia “un baratro”, ma la situazione è in continua evoluzione di minuto in minuto. [...]
Il 19 Settembre 2008 alle 0:21 clator ha scritto:
Spero solo che Berlusconi decida che ALITALIA venga fatta fallire senza altri oneri per i contribuenti .
Il 19 Settembre 2008 alle 9:47 cloche ha scritto:
Clator, purtroppo è impossibile. Il semplice fatto che ci sia chi preferisce il fallimento al rilancio (per quanto si tratti di un rilancio “lacrime-e-sangue”) lascia intendere come e quanto costoro siano protetti. Comunque, fatti due conti, facendo fallire la compagnia e vendendo (?) alcuni assets, ammesso che ci sia chi li compra (vedasi aerei), probabilmente il tutto costerebbe ai contribuenti qualcosina in meno dei 2.3 Milioni di Euro / giorno che ci costa OGGI tenerla “attaccata al respiratore”…
Il 19 Settembre 2008 alle 9:51 Alitalia: ancora tre giorni per riaprire la trattativa con la Cai » Panorama.it - Economia ha scritto:
[...] LEGGI ANCHE: Il dossier Alitalia - La Cai ritira l’offerta - Il premier: un dramma, colpa della Cgil - La nota ufficiale Cai. Partecipa al FORUM e al SONDAGGIO [...]
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