
Silvio Berlusconi ha definito la situazione Alitalia “un baratro”, ma la situazione è in continua evoluzione di minuto in minuto.
Vuole vederci chiaro il premier e avrebbe chiesto un incontro immediato con Roberto Colaninno, ancora a Milano a Palazzo Clerici, sede della Compagnia aerea italiana, per fare il punto della situazione prima di effettuare una conferenza stampa, rinviata a tarda serata ma che, le ultime voci da Palazzo Chigi, vorrebbero spostata a domani mattina. A chi gli chiede se questo vuol dire fallimento di Alitalia, Berlusconi risponde: “Vedremo. Dobbiamo capire la situazione reale. Cercheremo altre soluzioni per il bene della compagnia e dei lavoratori”. Per il momento, la cassa integrazione è l’unica soluzione prospettata dal commissario straordinario, Augusto Fantozzi. Oltre al ridimensionamento degli scali di Linate e Fiumicino, che proseguirebbe, come annunciato lo scorso cinque settembre da Rocco Sabelli, amministratore unico della Cai.
“Non si vedono i motivi” dicono fonti vicine alla Cai “per fermare il piano di ristrutturazione degli hub italiani. Linate servirà come scalo nazionale di collegamento tra Milano e Roma, mentre le nuove basi identificate dovrebbero essere Catania, Napoli, Venezia e Torino”. Sul piede di guerra Letizia Moratti, Filippo Penati e Roberto Formigoni, rispettivamente sindaco di Milano, presidente della Provincia e della regione Lombardia, che hanno già chiesto un incontro immediato con il premier Berlusconi e avrebbero avviato una petizione per fermare il piano di ridimensionamento. Intanto, il presidente e il direttore generale dell’Enac, Vito Riggio e Silvano Manera, hanno convocato lunedì 22 settembre, presso la direzione generale dell’Ente, il commissario straordinario Augusto Fantozzi, per verificare il permanere dei requisiti per il mantenimento delle licenze rilasciate ad Alitalia spa, Alitalia Express spa e Volare spa, in base a quanto previsto dai regolamenti comunitari.
E ad un tavolo interistituzionale che metta insieme il comune di Roma, la Provincia, la Regione Lazio e il Comune di Fiumicino e che chieda immediatamente un incontro con il governo punta anche il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, nel corso del Consiglio comunale straordinario su Alitalia in corso in Aula Giulio Cesare in Campidoglio. “Solo così – sottolinea Alemanno - potremmo avere delle risposte e capire dove stiamo andando. Non voglio entrare nelle ragioni della mancata firma dell’accordo da parte di una sigla sindacale. Constato solamente che l’accordo non c’è. Per fortuna abbiamo una base, uno scalo attrattivo dal punto di vita internazionale come Fiumicino. Se giochiamo questa carta abbiamo una prospettiva su cui possiamo lavorare. Alitalia è sempre stata profondamente legata a Fiumicino in tutta la sua storia e lo diremo parlando con il governo. Questo consiglio comunale deve essere il momento della responsabilità, della unità di intenti e della solidarietà perché questa è forse la più grande crisi che ha investito la nostra città negli ultimi anni”. Poco fa è arrivata anche la presa di posizione del presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo. “Dire che siamo per Fiumicino vuol dire che siamo per l’Italia, oggi noi rappresentiamo un pezzo di Paese. Fiumicino è una questione nazionale. In questo momento il nostro pensiero deve andare ai lavoratori e alle lavoratrici di Fiumicino”.
Non appena la Cai ha diffuso la notizia ufficiale del ritiro della sua offerta, la Borsa di Milano ha reagito in maniera fortemente negativa: l’indice S&P ha chiuso con -0,99 per cento, il Mibtel con -1,48 per cento e il Midex addirittura del 2,59 per cento in negativo. I titoli Alitalia sono stati tutti sospesi per eccesso di ribasso, mentre in forte calo sono anche i titoli delle società degli azionisti della Cai. Atlantia, la società controllata dal Gruppo Benetton, perde l’1,85 per cento, Caltagirone il 5,06 per cento (Caltagirone Edit l’1,89 per cento), Pirelli Real Estate addirittura l’11,57 per cento. Intesa San Paolo, advisor della proposta, guadagna invece quasi il 2 per cento. Quanti soldi sono rimasti ad Alitalia? “Pochi, pochissimi” si sarebbe lasciato scappare un’azionista della Cai, uscendo dalla sede milanese. Fino al prossimo fine settimana, gli aerei voleranno. Da lunedì tutto è da vedere.
LEGGI ANCHE: Il dossier Alitalia - La Cai ritira l’offerta - Il premier: un dramma, colpa della Cgil - La nota ufficiale Cai. Partecipa al FORUM e al SONDAGGIO
- Giovedì 18 Settembre 2008
FALLIMENTO O SALVATAGGGIO?
PROBLEMI E SOLUZIONI
APPLE - LUCI E OMBRE
ECONOMIA 2.0
L’AGENDA DEL GOVERNO E DEGLI ITALIANI
IL PIANO MONTI
LA RIFORMA: ARTICOLO 18, PROPOSTE, DIBATTITO
LA RIFORMA, I NUMERI, LE POLEMICHE
RIVOLUZIONE IN CORSO PER LA UE
VITE STRAORDINARIE
DIETRO LE QUINTE
IL MADE IN ITALY DI SUCCESSO
AGENDA POLITICO-ECONOMICA DELLA SETTIMANA











UN ANNO DI ECONOMIA
IL MEGLIO DEL 2011
G20 di Cannes: i protagonisti e le loro sfide
Libia: i nostri interessi in gioco








Commenti
Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.
Il 18 Settembre 2008 alle 21:36 pacato ha scritto:
… i dipendenti Alitalia avevano auspicato la non conclusione dell’accordo con la Cai con cartelli del tipo …: “Meglio falliti … che in mano a dei banditi” … Si direbbe che la Cai indispettita dall’epiteto … li abbia subito … voluti esaudire …
Il 18 Settembre 2008 alle 23:58 linux747 ha scritto:
Evvvjva il falljto Kolpo di Mano sull’Alitaglja del Govjerno Fantocccjo della Repubbbljka Sovjetika Ytagljana NAZZZI-KATTTTO-BOLSCjEVIKA.
Il 19 Settembre 2008 alle 9:38 cloche ha scritto:
Quei cartelli dei lavoratori più sindacalizzati del mondo sono semplicemente vergognosi. Significano, fuor di metafora, che sono abituati a giocare al tiro della fune a spese del contribuente italiano, da sempre, e che nozioni come la competitività d’impresa sono loro completamente estranei. Significa anche che ritengono di godere di tali e tanti appoggi e ammortizzatori garantiti che l’idea della liquidazione di Alitalia non li spaventa nemmeno. Alla fin fine, avrebbero anche ragione: chi non preferirebbe restarsene a casa coperto per 7 anni dallo stipendio pieno (o anche dall’80%, in fin dei conti non hanno mica stipendi da fame…)? Vuoi, tra l’altro, che in questi 7 anni già coperti, una quantità di lavoratori di qualche migliaia non trovi dove ricollocarsi? Risultato finale: come avere doppio stipendio per 5 anni. Se non è vantaggioso questo… ;-)
Il 19 Settembre 2008 alle 10:29 Alitalia: ancora tre giorni per riaprire la trattativa con la Cai » Panorama.it - Economia ha scritto:
[...] LEGGI ANCHE: Il dossier Alitalia - Futuro incerto anche per Linate e Fiumicino - Il premier: un dramma, colpa della Cgil - La nota ufficiale Cai. Partecipa al FORUM e al SONDAGGIO [...]
Devi aver fatto log-in per inserire un commento.