Alitalia: ancora tre giorni per riaprire la trattativa con la Cai

Un pilota Alitalia

La Compagnia Aerea Italiana, la cordata di 16 imprenditori guidata da Roberto Colaninno che ieri pomeriggio ha ritirato l’offerta per l’acquisizione di Alitalia, potrebbe decidere di riaprire la trattativa.
È la speranza emersa ieri sera al termine di una riunione ministeriale del governo che ieri si è dato ancora tre giorni di tempo per cercare di convincere in extremis la Cai a rientrare nella partita. La speranza si basa su un dato di realtà: la cordata di Colaninno, nonostante le molte perplessità sulla redditività dell’operazione di alcuni soci (tra cui Benetton), non si è ancora sciolta.

Secondo il ministro del Lavoro Sacconi non esistono altri concreti interessamenti, né da parte di Lufthansa né di Airfrance, il vettore della precedente trattativa per l’acquisizione della nostra ormai ex compagnia di bandiera. Delle perplessità giunte dalle compagnie estere ha parlato anche lo stesso commissario straordinario Fantozzi in una lettera al Corriere della Sera: a queste condizioni Air France, Lufthansa e British hanno declinato la richiesta di intervento.
Allora l’unica proposta seria - ha ribadito il ministro in un’intervista al Giornale Radio Rai - è ancora quella della Cai. Ma per farcela, ha detto, l’unica possibilità è che i sindacati che non hanno firmato ci ripensino.
I piloti dell’Anpac, certo. Ma soprattutto la Cgil di Epifani, che ieri ha convocato una conferenza stampa per ribattere alle accuse di irresponsabilità che gli sono piovute dal governo (e non solo). La colpa, secondo il più forte sindacato italiano, è tutta della Cai e dell’esecutivo. ”È stata la Cai a tirarsi indietro” perché ‘’si sono accorti che non riuscivano a risolvere il problema del personale di volo”. Inoltre, ”già da qualche giorno trapelava che all’interno della cordata c’erano contrasti”, ha dichiarato. “Lo scaricabarile sulle responsabilità, soprattutto se preventivo” ha aggiunto “non è degno di un paese civile”.
Una versione che non convince il governo, ovviamente. “Ci sono responsabilità della Cgil e dei piloti” ha detto Silvio Berlusconi. “E ci sono anche responsabilità politiche”. Ma non convince nemmeno la Cisl, l’Ugl, la Uil, i tre sindacati che si erano dichiarati disponibili a chiudere. Tra i più critici, il segretario della Cisl Raffaele Bonanni. “È stata la follia di pochi e di alcune sigle sindacali che hanno portato alla chiusura delle trattative, per responsabilità di pochi pagheranno in molti”, ha denunciato. Feroce anche le parole scelte dal leader della Uil Luigi Angeletti: “L’azienda era morta e qualche mio collega si accinge a fare il becchino”.
Sono dunque poche e strette le strade per risollevare la compagnia di bandiera. E il commissario Fantozzi lo sa: in cassa dovrebbero esserci, a seconda delle stime, dai 30 ai 50 milioni di euro. Considerato che la compagnia perde un paio di milioni di euro al giorno, equivarrebbero a due/tre settimane di autonomia, prima di dover portare i libri in tribunale e mettere in mobilità i dipendenti.
A meno che, appunto, non si riesca a far tornare al tavolo per un accordo in extremis Cai e sindacati. Ma se tale prospettiva non dovesse essere percorribile, il commissario straordinario potrebbe anche valutare di cedere le attività cargo e il patrimonio immobiliare. Per portare qualche soldo in cassa e trovare un partner estero interessato all’acquisto.

Altrimenti diventerà concreto quello che fino a ieri nessuno aveva seriamente messo in conto: il fallimento. Una sorte toccata anche ad altre compagnie di bandiera (Swiss Air e Sas, per esempio) che sono comunque riuscite a riemergere. Anche per Alitalia si prospetta un volo in picchiata “all’inferno” del Tribunale fallimentare? A oggi nessuno può dirlo, né escluderlo. Con buona pace, ovviamente, oltre che dei dipendenti (molti dei quali ieri hanno accolto con gioia la notizia del fallimento della trattativa), anche degli azionisti della attuale compagnia, siano essi il Tesoro italiano o i piccoli risparmiatori.

Alitalia nel caos. La Cai ritira la proposta di salvataggio. Si va verso il fallimento. Per colpa di chi?
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Il 19 Settembre 2008 alle 11:16 lapolide ha scritto:

Padova, 19 settembre 008.

A.A.A. Aita Europa. Piloti di Aerei Cercansi.

La C.A.I, Compagnia Aerea Italiana, composta da Primari Imprenditori Privati Italiani, indice un concorso straordinario per l’assunzione immediata di Piloti di Linea per la Sua Compagnia Aerea Civile di Bandiera, preferenzialmente di sola Nazionalità Europea, sia essi provenienti dall’Aeronautica Civile che Militare.

Si comunica che il Concorso Straordinario, sarà sotto l’ Alto Patrocinio del Governo Italiano e sotto l’egida della Comunità e Progresso.

Offronsi in più, oltre l’assunzione di Piloti Stranieri:

- A costo zero, antico, radicato, consunto movimento giurassico Sindacale nomato “Cgil ” con annesso Anpac e svariate altre sigle half sindacaliste di provenienze dubbie, ma di assicurata appartenenza Politica Sovietico-Komunista.

- Completo Staff di equipaggi desaparecidos” ( anch’essi a costo zero), composti da piloti, stewart, hostess “squinzie ”, italiani, non corredati di diploma di corsi di “Neurobica”, il nuovo sistema scientifico di salvataggio di cellule cerebrali anti-invecchiamento, collaudatato , patrocinato da CePu, anche per ricupero anni, perché ininfluente per loro.

- Si garantisce, per tutto il gruppo operativo esistente di Piloti extra pagati anche se in sciopero perpetuo attualmente operante ( Movimento Sindacale “Cgil” incluso), la certezza della loro completa estraneità e menefreghismo coatto, ai problemi sociali del Paese in cui vegetano e relativi al rilancio di qualsiasi attività di progresso per la Comunità stessa, mentre è compresa la propensione continua ed indefessa di cortei e manifestazioni di Piazza, con tanto di annessi sbandieratori “Rossi Falce-Martello” e di “clack “ al seguito, debitamente rifocillati e pagati dal suddetto movimento Sindacale, sotto il basso patrocinio del Governo “Ombra” con pseudo-ministri “Ghost ”, corredati di furbizia da tre soldi.

- Per i nuovi Piloti ed Equipaggi assunti, sarà assicurato un contratto, con congruo e corposo trattamento economico mensile, compreso contratto nazionale approvato dai Sindacati di categoria ragionanti e a-policizzati, e di pensione di vecchiaia. Sarà considerato titolo di merito, quello di abiurare qualsiasi formazione di sciopero durante le festività e nei periodi estivi od invernali di vacanze, sottoscrivendolo alla firma del contratto stesso.

L’assunzione sarà immediata, previa presentazione di brevetto di volo di aerei di linea di qualunque tipo, compreso gli Alianti.
lapolide

P.S. Verranno scartati i Piloti ed affini, provenienti da Al-Qaida, dall’Arabia Saudita, da quella Islamica, dall’Iran, Afghanistan inclusi, e quelli con tanto di brevetto per la soppressione e centramento a distanza delle Twin-Towers.

Il 19 Settembre 2008 alle 13:25 cini ha scritto:

La Cai ha fatto bene a ritirare l´offerta, con gli imbecilli, presuntuosi, opportunisti che cercano di beneficiare dal collasso dell´Alitalia, è impossibile trattare.

Il 24 Settembre 2008 alle 10:11 Alitalia, Berlusconi cerca la mediazione e Cai torna in pista » Panorama.it - Economia ha scritto:

[...] Il governo tenta una mediazione fra Compagnia aerea italiana (Cai) e i sindacati che hanno detto no al piano Fenice su Alitalia. Il sottosegretario Gianni Letta convoca a palazzo Chigi presidente e amministratore delegato di Cai, Roberto Colaninno e Rocco Sabelli, mentre mantiene contatti con tutti gli altri attori della partita, in particolare il leader della Cgil Guglielmo Epifani e i piloti, attraverso il ministro del Welfare Maurizio Sacconi e il commissario straordinario di Alitalia, Augusto Fantozzi. Occorre una soluzione per uscire dallo stallo di una trattativa sospesa e dopo il ritiro dell’offerta della cordata di imprenditori per salvare la compagnia aerea. La strada deve essere quella indicata da Silvio Berlusconi, e cioè che “l’Italia continui ad avere una sua compagnia di bandiera”. “Questo risultato si raggiungerà”, dice convinto il premier. [...]

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