Aerei dell’Alitalia fermi a terra già tra 5 o 6 giorni. Lo ha annunciato oggi in una intervista al Sole 24 ore il ministro dei Trasporti, Altero Matteoli, secondo cui non è vero quanto aveva affermato il presidente dell’Enac, Vito Riggio, che aveva parlato di dieci giorni di tempo ancora a disposizione per la compagnia di bandiera. “Non c’è tutto questo tempo”, ha detto nell’intervista il ministro, “in realtà la decisione va presa prima. Tra qualche giorno metteremo gli aerei di Alitalia a terra, come vuole la legge”. Matteoli ha sottolineato che “l’unica possibilità è che tutte le sigle sindacali firmino l’accordo. Ieri, quando ho visto l’adesione dell’Anpav, ho sperato che qualcosa si muovesse, ma oggi non si è mosso niente, e il tempo è scaduto”.
Intanto il commissario straordinario di Alitalia, Augusto Fantozzi, continua la sua azione di esploratore per individuare alternative al progetto di Cai per il momento naufragato, per l’opposizione di sei sigle sindacali. Martedì verrà pubblicata su tre giornali italiani e su un quotidiano finanziario internazionale una sollecitazione a presentare, entro il prossimo 30 settembre, manifestazioni di interesse da parte di soggetti in grado di garantire la continuità del servizio per uno o più rami di azienda del gruppo Alitalia. Secondo quanto si apprende i soggetti interessati, partendo dalla situazione normativa già garantita dal governo nel corso della trattativa con Cai, dovranno inviare manifestazioni di interesse dettagliate per i settori nei quali si articola il gruppo Alitalia (spa, airport, express, servizi e Volare) individuando anche il numero dei dipendenti coinvolti nel progetto. I contenuti della sollecitazione messa a punto da Fantozzi verranno pubblicati domani anche sul sito della compagnia aerea.
E la Cgil sembra pronta a tornare a trattare. “Sì, pronti a sederci alla trattativa se a prenderla in mano è Fantozzi che può svolgere un ruolo terzo” Lo ha detto il leader Guglielmi Epifani a In Mezz’ora rispondendo a Lucia Annunziata. “Non ci siamo mai alzati”, ha detto Epifani. Il leader della Cgil sollecita un “ruolo attivo” del commissario straordinario di Alitalia Augusto Fantozzi, soprattutto nella attuale fase di stallo. “Vediamo se ci sono alternative al fallimento, Fantozzi fa quello che doveva fare”, commenta Epifani a proposito dell’asta pubblica che Fantozzi si accinge a pubblicare. In questa trattativa “si è parlato sempre e solo del ruolo del governo ma colui a cui sono stati conferiti pieni poteri è sempre Fantozzi, ha la totalità poteri e può fare tutto”. Anche nella situazione attuale, Fantozzi abbia un ruolo “un po’ più attivo per ricercare un margine per far avanzare la trattativa” con Cai.
“Non sono il Signor no. Mi voglio impegnare per trovare una soluzione positiva alla vicenda Alitalia”, ha continuato il leader della Cgil. “Ci sono assonanze tra quello che succede al tavolo su Alitalia e il documento di Confindustria sui contratti”, ha aggiunto sottolineando ancora su Alitalia, che “non si può far fallire l’azienda ma cercare ogni alternativa possibile. Abbiamo detto sì a 7.000 esuberi, in un momento di segnali di crisi dappertutto, non bisogna dimenticarlo”.
Anche Umberto Bossi dice la sua sulla trattativa. “Secondo me faranno un passo indietro i sindacati e noi ce lo auguriamo, perché per Malpensa arriveranno sì i tedeschi di Lufthansa ma ci serve anche Alitalia”, ha detto il ministro delle Riforme e segretario della Lega Nord, interpellato su Alitalia a Varese a margine della festa per i 120 anni del quotidiano La Prealpina. Quanto alle responsabilità del fallimento della trattativa con la Cai, Bossi ha una certezza: “Chi ha sbagliato? I sindacati hanno sbagliato, non era una trattativa normale, era un prendere o lasciare e loro non lo hanno capito”.
- Domenica 21 Settembre 2008

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