Sono circa 40mila i risparmiatori italiani che hanno nei portafogli bond, prodotti strutturati e polizze index linked legati alla Lehman Brothers e che rischiano di veder bruciati “oltre un miliardo di euro investiti”. A sostenerlo il Codacons, in una nota, che ha deciso di “presentare una denuncia penale e preparare una class action contro banche e società di rating”.
Il Codacons annuncia una denuncia penale e una class action contro le banche e le società di rating. “A preoccupare non è solo l’esposizione diretta di banche e assicurazioni italiane che hanno acquistato azioni e obbligazioni del colosso americano - spiega il Codacons - ma è soprattutto il numero dei clienti che hanno nei portafogli bond, prodotti strutturati e polizze index linked legati alla banca americana. Quarantamila cittadini che rischiano di veder bruciati oltre un miliardo di euro investiti”. Il Codacons ha deciso di presentare una denuncia penale e preparare una class action contro banche e società di rating, in favore dei risparmiatori coinvolti nel crac Lehman.
“La banca americana infatti” prosegue l’associazione “era da tempo considerata a rischio, nonostante il rating. Vogliamo capire allora se ci sono responsabilità da parte degli istituti di credito italiani, degli intermediari finanziari e delle stesse società di rating, che hanno piazzato titoli pericolosi per gli investitori privati”. Intanto, aggiunge il Codacons nella nota, “autori ed editori Siae stanno valutando iniziative legali contro i componenti del cda dell’ente che nel 2003 decisero di investire 40 milioni di euro nella Lehman Brothers, con il voto favorevole di un consigliere che aveva un cugino che lavorava come dirigente presso l’istituto di credito. Vicenda sulla quale attualmente indaga la Procura della Repubblica di Roma”.
- Martedì 23 Settembre 2008
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Commenti
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Il 23 Settembre 2008 alle 23:12 Come recuperare i soldi investiti nei bond negli ultimi 12 mesi? - PiccoloSocrate.com ha scritto:
[...] Ne parla anche Panorama: considerando che ogni situazione va valutata singolarmente, per le polizze bisogna analizzare i documenti contrattuali utilizzati da ciascuna compagnia e verificare soprattutto la data in cui il contratto si è concluso (ovvero la data in cui avete firmato). La modifica del Tuf del 2005 ha introdotto l’obbligo della banca di rispondere per i bond venduti nei 12 mesi antecedenti ad un default. Non è il caso degli investitori Cirio o Parmalat, ma per situazioni analoghe, potete reclamare. Per il caso Lehman Brothers la parola attenzione è d’obbligo, visto che la società ad una settimana dalla dichiarazione di fallimento non ha fatto ancora sapere come si muoverà. Infatti in caso di dichiarazione di nullità del contratto con l’intermediario, in quanto contrario a norme imperative, secondo il codice civile il risarcimento dovuto non è sempre al 100% di quanto effettivamente sborsato in precedenza. [...]
Il 25 Settembre 2008 alle 12:20 Lehman Brothers e i risparmiatori « Pensiero finanziario indipendente ha scritto:
[...] tratto da articolo di Panorama del 25/9/2008 [...]
Il 25 Settembre 2008 alle 16:19 Corrado Buccieri ha scritto:
Bella roba,questa globalizzazione….mi affido ad una
banca italiana e devo scontare le pene del crak americano.
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