E l’Italia si piazza al 55esimo posto. La classifica però è quella della corruzione percepita. Nella “speciale” lista, divulgata oggi da Transparency International, l’Organizzazione mondiale contro la corruzione che ogni anno stila un indice di percezione, il Belpaese si piazza alle spalle di nazioni come Corea del Sud (40esima), Capo Verde (47esima), Sudafrica (54esima) e alla pari con le Seycelles. L’Italia ha subito una pesante retrocessione ed il suo indice si attesta ora al voto di 4,8 su 10.
I dati fanno riferimento al 2007 ed ai primi mesi del 2008 e l’indice è stato ottenuto sulla base di complessi studi statistici realizzati dal prof. Lambsdorff dell’Università di Passau. In Europa solo Grecia (57esima), Polonia (58esima), Croazia (62esima), Romania (70esima) e Bulgaria (72esima) hanno fatto registrare un indice peggiore dell’Italia. Tra le nazioni più virtuose spiccano la Danimarca, la Nuova Zelanda e la Svezia. Gli Stati Uniti si piazzano al 18esimo posto, in compagnia del Giappone e del Belgio. Il Paese ad avere il peggiore indice di corruzione è la Somalia, che precede Iraq, Myanmar e Haiti. L’indice di corruzione italiano risente della squilibrio tra Regioni.
A renderlo noto è il Responsabile del settore Educazione di Transparency Lina Esposito Marafon che ha affermato che “alcune Regioni con una votazione sotto la media penalizzano il voto nazionale”. Anche la gestione della Sanità è un aspetto importante nella percezione della corruzione. “La gestione della Sanità” ha detto il Vice-Presidente di Transparency Quintiliano Valenti “è all’origine di una corruzione pesante e condizionante. Ogni singola parte della Sanita’, proprio per la sua importanza, dovrebbe essere totalmente trasparente con i costi, le graduatorie e le scelte che dovrebbero essere visibili e controllabili, in rete, da tutti i cittadini”.
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- Giovedì 25 Settembre 2008
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