Crisi dei mercati finanziari, inflazione, crescita dei costi energetici e flessione dei consumi ingrigiscono la stagione turistica italiana, soprattutto quella alberghiera. Ma in generale il Belpaese ha registrato perdite durante tutto l’anno. Secondo i dati provvisori delle rilevazioni mensili condotte dalla Federalberghi-Confturismo all’interno dell’Osservatorio turistico-alberghiero, nei primi nove mesi del 2008 gli alberghi hanno perso il 2,5 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, con 209,4 milioni di presenze (rispetto ai 214,9 milioni del 2007). Sarebbero quindi quasi 5,5 milioni le notti che i turisti non hanno trascorso in hotel rispetto al 2007.
Penalizzati dall’euro forte. Vacanze mordi e fuggi quindi o all’insegna del risparmio, per cui si preferisce alloggiare in un bed and breakfast o affittare un appartamento. Questo anche se i prezzi degli alberghi non sono aumentati: secondo i dati Istat infatti le tariffe da gennaio ad agosto sono rimaste invariate, nonostante il costo della vita abbia registrato un aumento del 3,5 per cento. “L’euro forte ci ha massacrati” è questo secondo Bernabò Bocca, presidente della Federalberghi-Confturismo, il motivo principale della crisi del settore, “e ci ha penalizzato soprattutto sui mercati nordamericani” continua. Tra giugno ed agosto gli hotel hanno registrato il 21 per cento degli ospiti statunitensi in meno, seguiti dal -13,7% degli inglesi, dal -8,1% di tedeschi e dal -7,6% sia di francesi sia di austriaci. Sono quindi i turisti stranieri quelli ad aver cambiato gusti: se infatti nei primi nove mesi (gennaio-settembre) i clienti italiani in albergo hanno fatto registrare una frenata dello 0,7% (con 119,9 milioni di presenze rispetto ai 120,8 milioni del 2007), sono gli stranieri a preferire altre mete: meno 4,8 per cento (con 89,5 milioni di presenze rispetto ai 94,1 milioni del 2007).
In particolare giugno ha visto una diminuzione del 2,5 per cento di italiani (400 mila pernottamenti in meno) ed un -5,4 per cento di stranieri (700 mila pernottamenti in meno). Luglio ha visto una diminuzione dell’1,5 per cento di italiani (340 mila pernottamenti in meno) ed un -7,8 per cento di stranieri (1 milione e 170 mila pernottamenti in meno). Agosto ha registrato un -1,5 per cento di italiani (420 mila pernottamenti in meno) ed un -5,4 per cento di stranieri (720 mila pernottamenti in meno). Settembre dovrebbe chiudersi con un -4,2 per cento di italiani (550 mila pernottamenti in meno) ed un -6,5 per cento di stranieri (930 mila pernottamenti in meno). Secondo Bocca i dati negativi non sono però riconducibili a una perdita di competitività da parte del settore turistico nazionale: “Anche la Francia e la Spagna registrano un calo turistico, il problema è la valuta” ribadisce, e aggiunge, “certo nel nostro Paese i problemi legati alla spazzatura di Napoli e alla crisi Alitalia hanno influito, il primo per l’immagine, e il secondo perché la compagnia di bandiera per problemi di bilancio ha tagliato alcune mete internazionali”.
Gli italiani preferiscono i laghi. Ma dove vanno i turisti? Nel periodo da gennaio ad agosto, solo le località turistiche dei laghi segnano un valore positivo con un +4,4 per cento (+11,1% di italiani e +1,9% di stranieri), che corrisponde a 9,5 milioni di pernottamenti. Tutte le altre sono in calo. Secondo il presidente di Federalberghi però i dati positivi sul turismo dei laghi e dovuto al fatto che “i laghi sono frequentati di più dal turista italiano, gli stranieri preferiscono il mare o le città d’arte”. E così le località di mare con 56,4 milioni di pernottamenti segnano un -3,4% rispetto al 2007, determinato da un -1,1 per cento di italiani ed un -8,6 per cento di stranieri. Le città d’arte maggiori e minori con 44,2 milioni di pernottamenti fanno registrare un -4,6 per cento rispetto al 2007 determinato da un +3,8 per cento di italiani ed un -9,8 per cento di stranieri. Le località di montagna con 28 milioni di pernottamenti registrano un -1,9 per cento rispetto al 2007 prodotto da un -11,5 per cento di italiani ed un +12,5 per cento di stranieri. Le località termali infine con 7,7 milioni di pernottamenti segnano un calo del 9,4 per cento rispetto al 2007 determinato da un -3,9 per cento di italiani ed -17,8 per cento di stranieri. Le città d’affari con 3,1 milioni di pernottamenti mostrano un -2,4 per cento rispetto al 2007 causato da un -0,4 per cento di italiani ed un -8,3 per cento di stranieri.
Davanti a dati così negativi, Bocca difende la categoria degli albergatori: “Il mondo delle imprese ha fatto la sua parte, ha lavorato bene, adesso tocca al governo investire”. Il presidente chiede più infrastrutture, più trasporti per facilitare la raggiungibilità delle mete vacanziere, e soprattutto interventi fiscali per agevolare gli operatori del settore, “una manovra economica dalla quale ci aspettiamo ossigeno nei portafogli degli italiani”. La promozione rimane poi la cornice fondamentale di un lavoro di rinascita: “Speriamo che dalla nuova dirigenza dell’Enit-Agenzia del Turismo si realizzi quanto prima una riforma per rilanciare l’Italia quale meta ambita a livello mondiale”.
- Venerdì 26 Settembre 2008
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