
Cresce la febbre a Capitol Hill in attesa del voto della Camera americana sul piano di salvataggio di Wall Street, mentre sui mercati cala il gelo: alla borsa di New York, il Dow Jones è in calo all’apertura dell’1,13% e il Nasdaq perde il 4%, una vero e proprio tracollo. Come su tutte le piazze europee. Che hanno bruciato 320 miliardi di euro di capitalizzazione. E’ una giornata drammatica per l’economia statunitense, ma anche per il sistema finanziario globale. Al Congresso è atteso per dopo le 18.30 ora italiana, il primo importante voto sul piano voluto dall’amministrazione Bush per evitare il collasso del sistema finanziario statunitense. Prima dell’apertura dei mercati americani, il presidente George W. Bush è apparso in televisione per lanciare un appello ai deputati del Congresso in mano ai democratici e fare pressione su di loro affinché approvino il pacchetto di misure volute dal Tesoro. La nuova legge - ha detto - va ”alle radici della crisi” e manda il messaggio che gli Stati Uniti ”vogliono seriamente riportare forza e fiducia nei mercati”.
Il numero uno della Casa Bianca ha ammesso che si tratta di una misura ‘difficile’ e che non risolverà immediatamente tutte le difficoltà perché i problemi ”persisteranno per un certo tempo”, ma, ha aggiunto, il piano che prevede lo stanziamento di 700 miliardi di dollari di fondi federali, deve essere varato. Le parole di Bush sono giunte al Congresso poco dopo l’inizio della difficile seduta. “Se dovesse essere bocciato, per la nostra economia sarebbe un giorno molto nero” ha detto Barney Frank, presidente della Commissione Finanze della Camera dei Rappresentanti.
Il piano dovrebbe passare, nonostante le perplessità di numerosi deputati repubblicani e di qualche democratico. Superato il primo scoglio, il pacchetto Paulson andrà al Senato per essere votato mercoledì prossimo. Nonostante l’appello di Bush, i mercati internazionali però hanno continuato a perdere terreno. Wall Street ha aperto in forte ribasso. Situazione tanto difficile che la Fed e la Bce hanno dovuto concordare un intervento in comune per tentare di stabilizzare i mercati. Sulla situazione odierna pesano anche le notizie riguardanti Wachovia, una delle maggiori banche statunitensi. Per salvarla è dovuto intervenire ancora una volta lo Stato americano. Citigroup, una delle più importanti società finanziarie del mondo, rileverà le attività bancarie di Wachovia. La Fdci, l’organismo federale di assicurazione dei depositi, assorbirà - nell’ambito dell’operazione - 42 miliardi di dollari di debiti. ”Il fallimento di Wachovia avrebbe posto un rischio sistemico” - ha detto il segretario al Tesoro Henry Paulson, ribadendo ”l’impegno a prendere tutte le azioni necessarie” per la stabilita’ del sistema e a ”proteggere il sistema e l’economia”. Quello su Wachovia è solo l’ultimo intervento statale per salvare un grande istituto bancario statunitense. Ma, per aiutare l’intero sistema, ora ci vuole il si del Congresso al piano di salvataggio di Wall Street. Basterà?
- Lunedì 29 Settembre 2008
EURO SI O NO?
STRATEGIE E NUMERI DELLA BIG IPO
COME SI CALCOLA
LA CRISI IN CIFRE
FAME, DISOCCUPAZIONE, NUOVI POVERI
ECONOMIA 2.0
IL PIANO MONTI
LA RIFORMA: ARTICOLO 18, PROPOSTE, DIBATTITO
LA RIFORMA, I NUMERI, LE POLEMICHE
RIVOLUZIONE IN CORSO PER LA UE
START UP E IL NETWORK ITALIA-USA
APPLE - LUCI E OMBRE
FOTOGRAFIA EUROPEA 2012
IL GRAFICO DELLA SETTIMANA
VITE STRAORDINARIE
DIETRO LE QUINTE
IL MADE IN ITALY DI SUCCESSO










IL MEGLIO DEL 2011
G20 di Cannes: i protagonisti e le loro sfide






Commenti
Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.
Devi aver fatto log-in per inserire un commento.