Alitalia: sì del Senato al decreto, il no di Ryanair al piano Cai

Un aereo Alitalia in fase d decollo

Il Senato approva con 149 sì e un solo voto contrario il decreto legge sull’ Alitalia che modifica la legge Marzano sulle grandi aziende in crisi. Hanno votato a favore Pdl e Lega Nord, non hanno partecipato al voto Pd, Idv e Udc.

In dichiarazione di voto, l’Udc aveva annunciato l’astensione, l’Idv e il Pd il voto contrario e Pdl e Lega Nord il voto a favore. Al momento del voto, però, tutta l’opposizione non ha votato lasciando alla sola maggioranza il compito di votare il provvedimento. Il decreto legge è stato modificato dai senatori che hanno accolto alcuni emendamenti proposti dai relatori Antonio Paravia e Alberto Maria Cicolani e dallo stesso governo, mentre sono state respinte le modifiche presentate dall’ opposizione.
Tra le modifiche principali apportate: il raddoppio della tassa d’imbarco che passa da 1 euro a 2 euro; le agevolazioni per la raccolta dei cosiddetti fondi dormienti; il limite, fino al 30 giugno 2009, alle deroghe sulle norme antitrust; una norma salva-precari che permette alla nuova Alitalia (o le società che ne rileveranno gli asset) di assumere lavoratori a tempo determinato, in deroga alle norme vigenti che impediscono nuove assunzioni per le aziende che usufruiscono della cassa integrazione; la possibilità per i lavoratori in cassa integrazione che trovano lavoro da un’altra parte di poter usufruire di nuovo della Cigs per l’Alitalia, che dura quattro anni, se, nel frattempo, perdono il nuovo lavoro. Il Senato, tra l’altro, ha approvato un odg dell’opposizione (prima firmataria Teresa Armato del Pd) che impegna il governo ad agire per includere la società Atitech nel perimetro industriale della nuova compagnia di bandiera.
In mattinata, intanto, l’assemblea di Cai ha deliberato all’unanimità di ratificare il ripristino del partner estero e dell’offerta presentata lo scorso primo settembre per l’acquisto di beni e complessi aziendali della società Alitalia. Ripristino già comunicato dal presidente Roberto Colaninno al commissario straordinario Fantozzi lo scorso 25 settembre, con proroga dell’efficacia della stessa offerta al prossimo 15 ottobre. L’assemblea di Cai ha deliberato inoltre la ratifica degli accordi sottoscritti con le organizzazioni sindacali rappresentative dei lavori di Alitalia. “La scelta del partner rientra nelle cose che si faranno nelle prossime settimane”, ha spiegato Corrado Passera, ad di Intesa SanPaolo, al termine dell’assemblea degli azionisti Cai.

A protestare, invece, è la compagnia aerea irlandese Ryanair, che ha presentato un ricorso formale alla Commissione europea contro il piano di salvataggio di Alitalia. La compagnia low cost guidata di Michael O’Leary rende noto di aver presentato il ricorso dopo che il governo italiano ha annunciato un accordo con i sindacati sull’offerta di Cai. “L’accordo” dice Ryanair “prevede una ridenominazione di facciata di Alitalia e la cancellazione di debiti compresi tra gli 1,2 e i 2 miliardi di euro”. “Il governo italiano” afferma in una nota Jim Callaghan, direttore legale di Ryanair “ha cancellato fino a 2 miliardi di euro di debiti di Alitalia, garantisce gli investimenti dei componenti del consorzio e ha sottoscritto forti concessioni ai sindacati in cambio del loro accordo a questo piano ridicolo”.

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