Un po’ meno ma a tutti: è il criterio seguito quest’anno dai ministri dell’Economia, Giulio Tremonti, e della Funzione pubblica, Renato Brunetta, per elargire ai dipendenti degli uffici fiscali i premi legati ai risultati ottenuti con la lotta all’evasione. Rispetto ai circa 400 milioni di euro stanziati dal ministro precedente, Tommaso Padoa-Schioppa, il governo attuale ha deciso di sborsare una quarantina di milioni in meno, ma nel frattempo ha ampliato la platea dei beneficiari.
Questa volta la gratifica spetta anche ai 63 mila militari della Guardia di finanza, sebbene in misura ridotta rispetto agli altri, in media 300 euro lordi a testa rispetto agli oltre 4 mila concessi ai dipendenti delle Entrate.
Fu il Cocer (comitato di rappresentanza) dei finanzieri a presentare mesi fa un esposto alla Corte dei conti criticando la natura “discriminatoria” del provvedimento del ministro Padoa-Schioppa nei confronti degli appartenenti al corpo.
I magistrati contabili hanno accolto le argomentazioni dei finanzieri, Tremonti ha ritirato il decreto del governo precedente e Brunetta ne ha preparato uno nuovo. Il nuovo metodo di elargizione, però, lascia l’amaro in bocca ai dipendenti delle agenzie fiscali, soprattutto a quelli delle Entrate, Dogane e Demanio, che perdono da 700 a 500 euro in media a testa.
- Venerdì 3 Ottobre 2008
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Commenti
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Il 3 Ottobre 2008 alle 14:06 ercoli ha scritto:
I soldi dati da Tremonti sono 20 milioni e non 40, ossia il 5% di quanto viene dato ai dipendenti civili del Ministero che con i loro sindacati potranno contrattare i requisiti della distribuzione.
Invece la somma per la GdF non verrà suddivisa per ciscun Finanziere ma viene assegnata al Fondo di Assitenza dei Finanzieri, gestito da militari scelti dal Comandante Generale e sul quale nessuna voce in capitolo hanno i rappresentanti dei militari.
Non si conosce quale possa essere il destino di tali somme: ad es. potrebbe essere utilizzato per fare una nuova palestra al Comando Generale oppure dato agli orfani (?)
Il 4 Ottobre 2008 alle 10:57 fercas ha scritto:
Quale ufficiale della G. di F. in quiescenza ribadisco l’indignazione, mai sopita nel corso della carriera, per il trattamento riservato ai dipendenti militari rispetto a quelli civili del ministero delle finanze (ora dell’economia); chi sgobba nell’attività
di contrasto economico/fiscale è il militare della G. di F. non il funzionario delle Dogane o il commesso doganale, oppure l’impiegato dell’Ufficio delle Entrate! Chi fà le verifiche fiscali presso le aziende, i servizi anticontrabbando, antiriciclaggio, antidroga ecc. ecc. è il personale operativo della G. di F. con la sola eccezione degli ufficiali superiori e generali che fanno, questi, lo stesso lavoro degli impiegati civili, cioè analizzano i dati, coordinano i servizi ed emanano direttive (e non sempre ci azzeccano!). E’ semplicemente vergognoso tutto ciò e per porvi rimedio basterebbe analizzare i risultati operativi della G. di F. confrontandoli con quelli delle Dogane, dell’UTIF, degli Uffici delle Imposte Dirette dell’Iva!!! Purtroppo, il Corpo della Guardia di Finanza, ha ai suoi vertici persone costrette a mediare per ragioni politico-istituzionali. Questo modo di operare da parte del potere politico nei confronti del Corpo rafforza il mio pensiero cioè lo Stato, a guardia del suo formaggio, si avvale dei topi e come tali li tratta!!! Cordialità.
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