Lunedì nero della finanza mondiale: crolla Wall Street, Milano a -8,24%

Lehman Brothers in bancarotta, Borse a picco
Non è bastata l’approvazione del piano Paulson per rassicurare gli investitori, e i timori per il sistema bancario europeo hanno fatto sprofondare i listini del Vecchio Continente che, già in caduta libera dall’inizio delle contrattazioni, hanno ulteriormente aggravato le loro perdite dopo l’apertura negativa dei mercati Usa. L’inizio delle contrattazioni oltreoceano ha visto il Dow Jones scendere sotto la soglia psicologica dei 10mila punti per la prima volta in quattro anni, e le borse di Londra, Parigi, e Francoforte hanno perso circa all’8%.
Piazza Affari ha chiuso in pesante ribasso la seduta. Il Mibtel ha perso l’8,24% a 17.976 punti, e lo S&P/Mib l’8,24% a 23.776 punti. Il Midex ha lasciato l’8,21% a 20.624 punti e l’All Stars il 5,74% a 9.938 punti.
La giornata era iniziata con il tonfo delle borse asiatiche, con Tokyo ai minimi di quattro anni e mezzo, e l’effetto domino ha interessato tutti i mercati finanziari, con le borse di Mosca e di San Paolo costrette a interrompere le contrattazioni dopo aver realizzato perdite a doppia cifra poco dopo l’inizio della seduta.
In Europa è stata una giornata di fitti colloqui tra i principali leader politici per mettere a punto un messaggio comune da rivolgere ai mercati. “Tutti i leader dell’Unione Europea rendono noto che ciascuno di loro prenderà qualunque misura sia necessaria per mantenere la stabilità del sistema finanziario, sia attraverso l’immissione di liquidità tramite le Banche Centrali, sia mediante azioni mirate su singole banche, sia attraverso il rafforzamento degli schemi di protezione dei depositi”, ha fatto sapere il presidente del Consiglio Berlusconi. Mentre la Germania pensa ad un piano di salvataggio nazionale per le banche tedesche, il premier spagnolo Zapatero ha convocato i vertici dei principali istituti di credito del paese.
Madrid potrebbe agire autonomamente se la Ue non troverà una politica comune. Proprio da Bruxelles è arrivato l’invito di Almunia ad un’ “azione coordinata” dei Paesi dell’Unione. Intanto, Bnp Paribas ha annunciato l’acquisto di asset belgi e lussemburghesi di Fortis per 14,5 miliardi di euro, un’operazione che renderà l’istituto di credito francese la prima banca europea per depositi.
La crisi fa temere un arretramento della domanda globale, e il light crude è sceso sotto la soglia dei 90 dollari. Il tasso Euribor a tre mesi ha invece toccato il massimo dal 1994, passando al 5,345% dal precedente 5,339%.
Nella giornata caratterizzata dal panico sui mercati mondiali, l’euro ha perso ulteriori posizioni contro dollaro scendendo sotto 1,35. Era dal 2007 che la moneta unica non toccava una tale soglia. In rapporto allo yen, l’euro è arrivato a 135,75 che rappresenta il minimo dal marzo del 2006 ed è, assieme alle borse europee, la vittima della crisi drammatica dei mercati globali, che ha registrato ribassi da capogiro soprattutto fra i listini azionari del vecchio Continente.

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Commenti

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Il 6 Ottobre 2008 alle 12:50 ether.zooth ha scritto:

Si parla sempre dei famosi ” Mutui “, si parla sempre dei famosi 700 miliardi di US$, le borse tremano, le banche falliscono, le aziende spariscono,ecc……..
Vorrei solo sapere quante famiglie son rimaste incastrate in questo gigantesco tranello.
Ci sono pochi motivi a tutto ciò:
O tutte queste famiglie sono dei truffatori “stupidi”, o le stesse banche sono dei truffatori ” VERI”, o semplicemente che il LAVORO ha raggiunto il minimo livello di tutti i tempi:
Quello che si GUADAGNA NON BASTA PIU PER SOPRAVVIVERE, e l’illusione di acquistare una casa rimane solo una chimera.
Praticamente milioni di persone non hanno piu una casa o che prima vivevano in affitto o non si sa come?
Le banche?
Si mangiassero i mattoni.
Volevamo il consumismo, le carte di CREDITO ( che Io denomino, le carte del ” DEBITO “), il “credito al consumo, acquista OGGI e “PAGHI TRA SEI MESI” la prima rata, dalla “SPESA” alimentare alla “PRIMA CASA”??
Ti concedono una durata da 5 anni (per una spesa di poche centinaia di euro) sino a 50 anni per pagare “1 MUTUO”, e credere di avere 1 casa!!!
Meglio pagare l’affitto no?????????????????????????
Ma per favore,………………
E’ il sistema che non va!
La moneta ” cartacea ” NON ESISTE PIU’………
Tutto scorre tramite ” elettronica “, e chi guadagna veramente sono gli INTERMEDIARI, sommiamo anche 1 solo centesimo di EURO, moltiplichiamo per MILIARDI di persone………. non dico al giorno, ma al SECONDO.
Quanto fa?
viva il credito al consumo!!
Ecco i risultati.

Il 6 Ottobre 2008 alle 13:05 ether.zooth ha scritto:

La famosa guerra in IRAK, ossia la SPESA PIU ASSURDA CHE ABBIA MAI FATTO L’OCCIDENTE, l’avvento dell’EURO in quanto moneta FALSA, ha portato a tutto ciò.
L’importante è che tutti abbiano quasi come obbligo avere 1 TELEFONINO, un’Automobile, una poltrona reclinabile e qualche indumento FIRMATO, acquistato a RATE certamente………………….anche se non si lavora da nessuna parte.
I colpevoli principali sono i MASS-MEDIA che invogliano la “scalata sociale” dei cittadini con dei valori FUTILI, inutili ed alla fine DEVASTANTI.
Questa è la realtà.

Il 7 Ottobre 2008 alle 8:44 jw ha scritto:

Sono d’accordo sul fatto che i bassi tassi di interesse, le aspettative euforiche sui prezzi immobiliari e l’innovazione finanziaria mal regolata abbiano contribuito alla crisi del mercato dei mutui subprime, ma non capisco come sia possibile che le funzioni di risk management di tutti gli istituti finanziari americani coinvolti nella crisi, le agenzie di rating, e gli organi di vigilanza USA non si siano accorti di nulla. Le cartolarizzazioni dei mutui subprime ed il loro successivo placement sul mercato come derivati (CDS, ABS, MBS) hanno ricevuto comunque rating ai massimi livelli AAA (investment grade) dalle agenzie di rating, il che fa pensare a conflitti d’interesse. Che dire poi delle policy e procedure di tutte le banche emittenti coinvolte, da sempre esperte nel controllo preventivo e proattivo della rischiosità dei portafogli di credito ipotecario (mortgage loans) tramite indicatori di early warning come le vintage analysis, l’aging di portafoglio, il credit scoring, le centrali rischi, i roll rates, i classified accouts ed altri modelli. Impossibile pensare che tutte insieme abbiano perso la bussola e convinto anche le agenzie di rating della bontà dei loro portafogli di mutui trasformati poi in derivati e collocati nei portafogli dei fondi d’investimento di tutto il mondo come titoli a basso rischio. I deterioramenti dei portafogli di credito anche di profili subprime non si manifestano da un giorno all’altro. Tutto mi risulta molto strano e difficile da credere, specie per operatori del credito e della finanza esperti e “navigati” come quelli americani.

E dopo la crisi dei mutui subprime che cosa dovremo aspettarci magari un ricaduta negativa anche sul mercato delle carte di credito, dei prestiti personali ed altre forme di "lending". Certamente un cliente ad alto rischio di insolvenza e di fallimento (individuale - previsto negli U.S.A.) che non può rimborsare un mutuo, che può perde la casa dove abita o che perde il posto di lavoro negli USA o altrove avrà prima o poi difficoltà a rimborsare qualsiasi forma di esposizione creditizia. Inoltre il calo generale dei consumi e dello spending potrà incidere ulteriormente sui portafogli del comparto banking ed in particolare del retail banking e consumer finance/credito al consumo non solo negli U.S.A.

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