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	<title>Economia &#187; Panico in Borsa, l&#8217;allarme di Micheli: &#8220;Non è il &#8216;29, è peggio&#8221;</title>
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	<pubDate>Sat, 11 Feb 2012 12:44:11 +0000</pubDate>
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		<title>Panico in Borsa, l’allarme di Micheli: “Non è il ‘29, è peggio”</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Oct 2008 16:30:18 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il finanziere spiega perché stiamo attraversando una tempesta più dura. Anche se meno dirompente per i cittadini. Il finanziere spiega perché stiamo attraversando una tempesta più dura. Anche se meno dirompente per i cittadini. <strong>LEGGI ANCHE</strong>: <a href="http://blog.panorama.it/economia/2008/10/06/crisi-dei-mutui-crollano-le-borse-europee/">Borse a picco: Milano -8,24%. Crolla Wall Street </a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://gallery.panorama.it/gallery/varie/135341_un_operatore_di_borsa.html" title="Un operatore di borsa"> <!--m--> <img src="http://media.panorama.it/media/foto/2008/10/06/48ea2c1e401a9_zoom.jpg" alt="Un operatore di borsa" border="0" width="500" /> </a></p>
<p>di <em>Angelo Pergolini</em></p>
<p>Ha trascorso l&#8217;estate veleggiando nelle acque delle Antille olandesi. Ma le tempeste più dure Francesco Micheli, finanziere di lungo corso, le ha incrociate quando è rientrato nella sua casa di Milano affacciata sul Castello Sforzesco. Prima quella dell&#8217;Alitalia (Micheli sta entrando nella cordata guidata da Roberto Colaninno). Poi quella dei mercati finanziari, innescata un anno fa dalla crisi dei mutui americani ed esplosa ora in maniera devastante. È proprio per parlare di questa sorta di tsunami, che sta sconvolgendo borse ed economia mondiali, che Micheli ha accettato di incontrare <em>Panorama</em> per una lunga chiacchierata.<br />
Molti osservatori hanno paragonato la crisi attuale a quella che nel 1929 innescò la Grande depressione. Per Micheli però il paragone non regge: &#8220;La mia generazione è cresciuta con tre incubi: la terza guerra mondiale, la bomba atomica e il &#8216;29. Ma quella di oggi è una crisi ancora più grande, anche se gli effetti sono meno dirompenti, per i cittadini americani e del mondo, rispetto a 80 anni fa. Charlie Chaplin oggi non avrebbe stimoli per riscrivere Monsieur Verdoux&#8221;.<br />
Il cortocircuito che ha portato all&#8217;esplodere della tempesta ha una causa precisa, sostiene il finanziere: &#8220;Da una quindicina di anni si è impedito che questa crisi scoppiasse applicando all&#8217;economia sempre più ammalata un vero e proprio accanimento terapeutico, aggravando e ingigantendo il malanno del paziente, pur di tenerlo in vita&#8221;. È stata la politica seguita da Alan Greenspan, l&#8217;ex presidente della Federal reserve&#8230; &#8220;Certo&#8221; osserva Micheli &#8220;Greenspan era considerato un “resuscettologo“ perché con tempestive iniezioni  di liquidità riusciva a impedire il collasso: ma l&#8217;atterraggio morbido ha avvelenato i pozzi. E ha ingenerato, anche a livello politico, un&#8217;aspettativa molto simile alla famosa battuta di John Maynard Keynes sulla necessità di prevedere i comportamenti dei giocatori di borsa per decidere come operare con successo, al di là dei parametri fondamentali delle aziende quotate. Di fatto si tratta di una “self fullfilling prophecy” (una profezia che si autorealizza, ndr)  che ha spinto a esportare anche nel resto del mondo comportamenti e prodotti finanziari indecenti, con il sostegno di teorie molto ben congegnate ma fondate su un&#8217;attesa di crescita economica tendente all&#8217;infinito&#8221;.<br />
Ora negli Usa, dopo avere salvato Fannie &amp; Freddie per evitare la catastrofe del settore immobiliare, e la compagnia di assicurazioni Aig che è la più grande e ramificata del mondo, si sta combattendo una lotta politica per gettare sul piatto altri 700 miliardi di dollari nel tentativo di scongiurare il fallimento a catena del sistema creditizio. Mossa saggia? &#8220;Dalla Grande depressione si venne fuori inventando un nuovo modello capitalistico, il New deal, grazie alla decisione di mettere intorno a un tavolo le migliori teste economiche dell&#8217;epoca. Il presidente Franklin Delano Roosevelt si prese anche l&#8217;accusa di filocomunismo, perché qualcuno di quegli economisti aveva troppa indulgenza verso il modello socialista. Ma quel progetto ha retto una settantina d&#8217;anni, ha reso grande l&#8217;America e ha anche sconfitto il comunismo. Negli ultimi vent&#8217;anni però non c&#8217;è stata la capacità di reinventarsi. I provvedimenti oggi in discussione sono una scelta da pronto soccorso, non un nuovo modello capitalistico&#8221;.<br />
Potrebbero funzionare? &#8220;In prima battuta certamente sì. Tuttavia le conseguenze di un così forte aumento della base monetaria sarebbero molto gravi per l&#8217;economia americana e per il resto del mondo&#8221;. In che senso? &#8220;Indebolirebbero fortemente il dollaro, vi sarebbe un temporaneo rilancio interno dei consumi ma anche, necessariamente, una forte stretta fiscale. Aggiungo che lascia perplessi constatare  che proprio coloro che hanno permesso che questa enorme bolla monetaria si gonfiasse sono gli stessi che oggi intervengono per sanarla. E saranno probabilmente gli stessi che consiglieranno il futuro presidente degli Stati Uniti. La vera domanda è: il governo americano come finanzierà questi megainterventi, con un rapporto fra debito e prodotto lordo peggiore di quello italiano?&#8221;.<br />
Ora la crisi ha raggiunto l&#8217;Europa. &#8220;Gli Stati Uniti, fin dai tempi della guerra di Corea, scaricano sul resto del mondo un onere rilevante, anche perché il resto del mondo lo accetta continuando a investire in dollari&#8221;. Si è anche detto che questa crisi comporta la fine di un mondo. È così? &#8220;Sì. E auguriamoci soprattutto che questa sia la fine di quel mondo avido e ingordo che ha consentito a troppi manager di realizzare guadagni eccezionali attraverso stock option e bonus da loro stessi inventati, legati a risultati illusori senza sopportare il rischio dell&#8217;imprenditore, con la complicità di organi di controllo e di revisori da loro scelti e incaricati, col sostegno di consiglieri d&#8217;amministrazione indipendenti da loro indicati ed eletti. Una smisurata crescita di potere e di autoreferenzialità&#8221;.<br />
<a href="http://gallery.panorama.it/gallery/personaggi_3/135343_il_finanziere_francesco_micheli_in_barca.html" title="Il finanziere Francesco Micheli in barca"> <!--m--> <img src="http://media.panorama.it/media/foto/2008/10/06/48ea2c25077bc_zoom.jpg" alt="Il finanziere Francesco Micheli in barca" border="0" width="500" /> </a></p>
<p class="gallery_titolo">Il finanziere Francesco Micheli in barca</p>
<p class="gallery_dida">Il finanziere Francesco Micheli in testa all&#8217;albero del suo veliero</p>
<p>Oltre che un esperto finanziere, Micheli è anche un raffinato melomane.<br />
Che colonna sonora sceglierebbe per il film di questa crisi? &#8220;Lei si aspetta certo un Dies irae. No, meglio, parafrasando Bach, auspicare un mercato ben temperato&#8221;.</p>
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