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Quanti tagli di capelli da 12 dollari l’uno ci vogliono per fare uno stipendio da mezzo milione? Jeff Salmon, che una volta guadagnava quella cifra a Wall Street, non ha neanche voglia di fare il calcolo: dopotutto se ora ha aperto un negozio da barbiere in New Jersey è proprio per non soffrire più. “Non c’è niente di più rilassante di alzarsi la mattina senza la paura costante di perdere il posto di lavoro” racconta a Panorama.
Per 21 anni Salmon ha fatto il broker nelle migliori boutique della finanza mondiale: ha iniziato alla Jp Morgan per passare poi a Ubs, Barclays e infine alla Mellon Bank di New York. Come molti a Wall Street anche lui ha dovuto affrontare le turbolenze di un settore ad alto stress: “Sono sopravvissuto a due fusioni e ad altrettanti ridimensionamenti con centinaia di licenziamenti” dice. “Ma due anni fa ho capito che quella che si avvicinava era una crisi diversa, e mi sono messo a immaginare un’altra vita”.
Il suo progetto: aprire in franchising altri quattro negozi della catena Great Clips, specialità acconciature a poco prezzo. Con la moglie Olga alle forbici e lui in ufficio a fare l’amministratore, non dei miliardi altrui ma delle poche migliaia di dollari di una impresa familiare: “A darmi fiducia è proprio il modello di business. Con l’aria che tira” aggiunge “tra poco tutti avranno bisogno di farsi i capelli a prezzi stracciati”.
Il signor Salmon si considera fortunato. Molti tra i 120 mila lavoratori della finanza la cui carriera è stata spazzata via dalla tempesta perfetta che si è abbattuta su Wall Street non hanno ancora trovato un nuovo posto. Dalle parti di Times square la scritta Lehman Brothers è stata già sostituita dal marchio della Barclays, che ha acquisito una parte della banca d’investimento, ma i 32 piani del grattacielo sono ancora gironi di un inferno fatto di ansia e tormento: “Nessuno sa chi manterrà il posto: è surreale” racconta Sanjeev Naraine, un analista che ha creato i siti Whokilledthebear.com e Foreverlehman.com per permettere agli ex finanzieri di scambiare opinioni su nuove opportunità. Lui stesso è alla caccia di un nuovo lavoro: il prossimo 31 ottobre dovrà lasciare la sua scrivania alla Bear Stearns, salvata dalla Jp Morgan. “Se non trovo niente cercherò di trasformare i siti in una fonte di reddito, grazie alla pubblicità: dopotutto stavolta per molti la ricerca di posti di lavoro sarà più lunga del solito”.
Dopo il crack del 1987 molti finanzieri riuscirono velocemente a ricollocarsi altrove. Ma ora che i fallimenti delle grandi banche hanno ritmo quotidiano, anche i re del rischio di Wall Street ambiscono al posto fisso, per esempio nel settore scolastico. Charles Raab, ex direttore operativo della Bear Stearns, ha appena accettato uno stipendio da 180 mila dollari l’anno come amministratore del Dipartimento dell’educazione di New York. Gary Witt invece lo scorso giugno ha abbandonato un posto da direttore delle analisi sui mutui a Moody’s per insegnare finanza e statistica alla Temple university di Philadelphia: “Cercavo un posto da professore universitario da anni” racconta Witt a Panorama. “È difficile dire se avrei fatto questa scelta in un momento di ascesa del mercato. Quello che è certo è che da tempo avevo la sensazione che non ci sarà molto da divertirsi a Wall Street nei prossimi mesi”.
La stessa convinzione aveva portato già due anni fa Doug Pugliese, un banchiere di investimento di 43 anni, ad abbandonare la costosa Manhattan per una casa nei suburbi di Philadelphia. Dopo il licenziamento ora Pugliese ha trovato un nuovo lavoro di analista del rischio nella agenzia di consulenza Marshall and Stevens: “Con un bambino ancora piccolo e due gemelli appena nati è difficile rinunciare ai soldi che solo un lavoro nella finanza ti può dare” racconta a Panorama. Ma se la situazione dovesse deteriorarsi ancora di più e perdesse anche questo posto di lavoro Pugliese ha già un piano alternativo: “L’idea è mettere a frutto i miei anni da pilota e progettare aerei insieme a dei miei amici che abitano in Colombia”.
Addirittura in Giappone, per gestire una clinica dei tumori, potrebbe invece trasferirsi Joshua Pirsky, che per trovare un nuovo lavoro si è trasformato in un disoccupato professionista: prima è andato in giro per Park avenue con un cartello da uomo-sandwich (”Laureato al Mit, grande esperienza, offresi” diceva la scritta) poi ha creato un sito internet per fare circolare il suo curriculum in tutto il mondo (oracleofny.com). “Le offerte che mi stanno arrivando attraverso il sito mi fanno capire che bisogna essere flessibili, e aperti a nuove possibilità” dice a Panorama Pirsky, che non potendo permettersi l’affitto del suo appartamento nell’Upper east side è tornato a vivere con i suoi genitori, mentre la moglie si è trasferita a casa dei suoi a Omaha, in Nebraska, assieme ai loro due figli. Pirsky ha anche tre altri figli da un precedente matrimonio: “Mi piacerebbe lavorare ancora in una banca, ma la realtà è che ci vorranno anni perché il settore finanziario torni quello di una volta”.
La pensa così anche Jessica Walter, che a solo 28 anni ha già deciso di cambiare carriera mettendo nel cassetto la sua laurea in economia all’Università di Harvard: dopo avere fondato Cupcakekids.com ora lei insegna a cucinare ai bambini. “Se riuscirò a trasformare questa attività in un lavoro a tempo pieno sarò veramente felice: mi sembra arrivato il momento di fare quello che voglio”.
La stessa voglia di Victor Miller e Andy Neff, che fino a poche settimane fa erano i maggiori analisti finanziari del settore dei media, uno esperto di radio l’altro di aziende informatiche, e lavoravano in uffici contigui alla Bear Stearns. Per anni i due i sono ritrovati nei momenti liberi a parlare di religione, e non è quindi un caso se quando il titolo della banca è crollato e sono arrivate le email di licenziamento, entrambi hanno deciso di farsi guidare dalla fede.
Miller, un evangelico, è diventato uno dei responsabili di GodTube, una sorta di YouTube del mondo cristiano: “La fine della Bear Stearns è stata come un lungo funerale, ma ogni perdita nasconde un’opportunità: per me si tratta della possibilità di conciliare le mie competenze lavorative con la mia fede cristiana”.
Ancora più radicale è stata la scelta di Andy Neff, che per anni ha desiderato studiare i testi sacri ebraici, e ora passa finalmente tutte le mattine a studiare la Torah: “Considero quello che mi sta accadendo come una benedizione: finalmente posso fare quello che voglio, e stare di più con mia moglie e i miei quattro figli” racconta a Panorama. “Diciamo che si tratta di un periodo sabbatico, ma non so se alla fine tornerò alla finanza: poche settimane fa avevo l’occasione di farlo, e non ho accettato il posto che mi avevano offerto. Evidentemente bisogna passare ad altro”.
- Martedì 7 Ottobre 2008
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Commenti
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Il 7 Ottobre 2008 alle 21:45 vincenzo.m. ha scritto:
A CAVALLO DI UN TACHIONE.
Apprendere dagli eventi è sempre non facile opera, appare in qualche misura chiaro che questi “ragazzi” erano a conoscenza degli effetti del loro operare. L’enorme professionalità da loro espressa era a fondamento delle intuizioni relative al fatto che piazzavano qualche “paccottiglia” o, per meglio esprimere, qualche “junk”, eppure caso non unico, parlano di etica, di insegnamento e del diritto di ricomporre una propria posizione. Volgendo lo sguardo ai clienti si palesa che coloro i quali hanno visto dissolversi il loro patrimonio non avranno le medesime opportunità.
Viaggiando a cavallo di un tachione viene offerta la visione del caso Enron ed è con l’appello alla professionalità dei meno giovani che, ricordando i riferimenti etici riassunti nel sito di allora, si incontrano immagini relative ai suicidi spontanei ed agli ineludibili riferimenti intrinseci ai gesti relativi ad una presa d’atto di una etica sottovalutata.
Si spera che la storia non si ripeta nel suo eterno ciclo d’insegnamento.
Il 8 Ottobre 2008 alle 12:50 Offerte per neolaureati in Economia e Finanza. Ne troveremo ancora? - PiccoloSocrate.com ha scritto:
[...] Serve a qualcosa laurearsi in finanza? Come faccio a continuare gli studi “tranquillo” di trovare una stabilità o di lavorare con una mezza certezza. Panorama racconta di come si sono reinventati il lavoro tutti gli ex-dipendenti di Lehman Brothers e di molte altre. Unicredit (fonte Sole24ore di ieri) taglierà 700 posti nell’investment banking. Son convinto che la crisi durerà (nei suoi effetti più reconditi) molto a lungo. Il credit crunch si farà sentire, i mutui schizzeranno alle stelle. [...]
Il 13 Novembre 2008 alle 19:44 Benedetti imprevisti « biblicamente ha scritto:
[...] Di fronte a un trauma come quelli recenti, più di qualcuno ha pensato di cambiare vita. Panorama, per esempio, racconta la vicenda di Victor Miller, un credente evangelico impegnato come analista finanziario del settore dei media presso la Bear Stearns: quando ha perso il lavoro ha deciso «di farsi guidare dalla fede»: è diventato uno dei responsabili di GodTube, definito come «una sorta di YouTube del mondo cristiano». [...]
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