Il Fmi: “Recessione globale nel 2009″. In ribasso le borse europee e Wall street

Le parole hanno un peso. Specialmente se a pronunciarle è il presidente del Fondo Monetario Internazionale che vaticina: “Siamo sull’orlo di una recessione mondiale per il 2009″. Se ne sono accorte oggi le borse europee, la cui caduta, pur rallentando, non accenna a concludersi. Chiusure in negativo ovunque, sulla scia di Wall Street, che apre in rialzo ma poi chiude in netto ribasso (a fine giornata cede il 7,33%. Il Nasdaq arretra dello 5,47% a 1.645,12 punti, mentre lo S&P 500 lascia sul terreno il 7,62%% a 909,92 punti). A Milano, il Mibtel termina la seduta a -1,6per cento. Anche l’indice S&P Mib della Borsa di Milano ha chiuso in calo a quota 21.871 (-1,81 per cento). Francoforte si posiziona tra le peggiori piazze e segna una flessione del 3,3 per cento, ma non va meglio a Parigi (-2,37 punti percentuale) e Londra (-1,29 per cento), mentre peggio ancora fa Madrid (-3,8 per cento). Le Borse del vecchio continente hanno bruciato altri 100 miliardi di capitalizzazione in quella che poteva essere la seduta del rimbalzo, a un giorno dal taglio coordinato di Bce e Fed dei tassi di mezzo punto percentuale. Al termine delle contrattazioni l’indice continentale Dj Stoxx 600 ha segnato una flessione del 2,01 per cento. Strauss Kahn è intervenuto per rimarcare gli effetti deleteri della crisi sui paesi più sviluppati (”la loro crescita nel 2009 sarà pari a 0″) e invocare una risposta dei governi a breve termine: “non possiamo aspettare che la crisi sia passata per apprendere la lezione”. Il Fmi - sottolinea il direttore generale - è pronto ad andare incontro alle esigenze dei paesi membri che ne avranno bisogno per far fronte alla crisi finanziaria: l’istituto di Washington ha riattivato la procedura per concedere prestiti d’urgenza, creata nel 1995.
Strauss Kahn si aspetta una risposta dall’incontro che si terrà a Washington sabato 11 ottobre con i ministri delle finanze dei G7. Nel corso della riunione il governatore della Banca d’Italia Mario Draghi, in qualità di presidente del Financial Stability Forum, illustrerà i progressi finora compiuti nei primi dei 100 giorni per l’attuazione delle ”raccomandazioni” fornite dallo stesso Fsf in aprile. A chiedere al G7 un’azione coordinata è anche la Banca Mondiale, con il presidente Robert Zoellick che invita i Sette Grandi a non dimenticare i paesi poveri, al fine di evitare che da una crisi finanziaria si arrivi a dover affrontare una crisi umanitaria.

Commenti

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Il 10 Ottobre 2008 alle 11:22 Borse europee: la seduta peggiore della settimana » Panorama.it - Economia ha scritto:

[...] Le dichiarazioni del direttore generale del Fmi, Dominique Strauss-Kahn, che ha paventato il rischio di “recessione globale” per l’economia mondiale ha contribuito al tracollo di Wall Street e delle borse asiatiche. Le borse europee stanno vivendo la quinta seduta al ribasso, la peggiore della settimana, in un clima di vero e proprio panico. A New York il Dow Jones ha perso oltre il 7% con gli investitori inquieti per la crisi del sistema bancario e per la crisi di liquidità che secondo S&p, rischiano di accusare nel 2009 colossi del calibro di Gm e Ford. A Tokyo (Nikkei -9,6%) l’attività delle borse è stata addirittura sospesa per quindi minuti per eccesso di ribasso. Non sono bastate quindi né la mossa del governo né l’azione concertata delle banche centrali mondiali per bloccare l’ondata di vendite sui mercati, che hanno interpretato gli ultimi provvedimenti piu’ come segnali di panico che come rassicurazione. In Europa precipitano i settori banche (-7,52%) e assicurazioni (-7,6%) con le materie prime in calo del 9,8%. A Londra Schroder cade del 19,8%, Hbos del 18,6% e Barclays del 13,13%. A piazza Affari l’S&P/Mib e’ tutto in rosso con Unicredit che cede il 12,36% seguito da Intesa Sanpaolo (-11,07%) e Telecom Italia (-7,92%) che tratta a 0,76 euro. Fiat quota a 6,4 euro (-7,06%). La migliore è Parmalat (-2,13%) e Finmeccanica perde il 0,41% mentre Mariella Burani (+2,68%) è uno dei pochissimi titoli positivi. In Europa a Parigi Gdf Suez perde il 10,93% e Societe Generale il 10,54% mentre Dexia limita le perdite - 0,54%. [...]

Il 10 Ottobre 2008 alle 11:45 SuccedeOggi » Blog Archive » Borse europee: la seduta peggiore della settimana ha scritto:

[...] Le dichiarazioni del direttore generale del Fmi, Dominique Strauss-Kahn, che ha paventato il rischio di “recessione globale” per l’economia mondiale ha contribuito al tracollo di Wall Street e delle borse asiatiche. Le borse europee stanno vivendo la quinta seduta al ribasso, la peggiore della settimana, in un clima di vero e proprio panico. A New York il Dow Jones ha perso oltre il 7% con gli investitori inquieti per la crisi del sistema bancario e per la crisi di liquidità che secondo S&p, rischiano di accusare nel 2009 colossi del calibro di Gm e Ford. A Tokyo (Nikkei -9,6%) l’attività delle borse è stata addirittura sospesa per quindi minuti per eccesso di ribasso. Non sono bastate quindi né la mossa del governo né l’azione concertata delle banche centrali mondiali per bloccare l’ondata di vendite sui mercati, che hanno interpretato gli ultimi provvedimenti piu’ come segnali di panico che come rassicurazione. In Europa precipitano i settori banche (-7,52%) e assicurazioni (-7,6%) con le materie prime in calo del 9,8%. A Londra Schroder cade del 19,8%, Hbos del 18,6% e Barclays del 13,13%. A piazza Affari l’S&P/Mib e’ tutto in rosso con Unicredit che cede il 12,36% seguito da Intesa Sanpaolo (-11,07%) e Telecom Italia (-7,92%) che tratta a 0,76 euro. Fiat quota a 6,4 euro (-7,06%). La migliore è Parmalat (-2,13%) e Finmeccanica perde il 0,41% mentre Mariella Burani (+2,68%) è uno dei pochissimi titoli positivi. In Europa a Parigi Gdf Suez perde il 10,93% e Societe Generale il 10,54% mentre Dexia limita le perdite - 0,54%. [...]

Il 10 Ottobre 2008 alle 12:25 Il coraggio di Berlusconi: “Ora giù le tasse”. Ma niente dialogo con chi va in piazza » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] “Bisogna avere il coraggio di ridurre la pressione fiscale” per “sostenere l’economia reale”. Nonostante la crisi delle banche e il debito pubblico destinato a crescere, Silvio Berlusconi non rinuncia a uno dei suoi cavalli di battaglia. [...]

Il 10 Ottobre 2008 alle 13:01 SuccedeOggi » Blog Archive » Il coraggio di Berlusconi: “Ora giù le tasse”. Ma niente dialogo con chi va in piazza ha scritto:

[...] “Bisogna avere il coraggio di ridurre la pressione fiscale” per “sostenere l’economia reale”. Nonostante la crisi delle banche e il debito pubblico destinato a crescere, Silvio Berlusconi non rinuncia a uno dei suoi cavalli di battaglia. [...]

Il 10 Ottobre 2008 alle 15:05 vincenzo.m. ha scritto:

ECCO, ORA LA SCELTA.

Con la recessione giungeranno i tempi della conoscenza giacchè nella memoria non vi sono elementi di ricongiungimento con una recessione vissuta. La recessione produrrà la deflazione, la quale, avrà in sé gli elementi per condurre una caduta verticale verso il basso dei prezzi e dei salari. Le aziende dovranno ridimensionarsi nei propri organici al fine di allineare il ritorno economico alla realtà del mercato.Ciò accadrà in tutto il mondo ad esclusione dell’Italia: Paese questo ove i dirigenti, dopo aver presieduto un numero imprecisabile di meeting interni alle aziende, decideranno di innalzare i prezzi sì da recuperare il margine, crollato a seguito delle vendite mancate nei periodi mensili precedenti.

Ufficialmente verrà proposta la decisione per tentare di recuperare le vendite nell’ultima parte dell’anno, in quel periodo denominato sotto la voce di “campagne natalizie”, proporranno di spingere le vendite con gadget di ogni tipo, convincendo e convincendosi che l’obiettivo sarà raggiunto.

Nella realtà, i dirigenti, sapendo che l’anno 2009 sarà privo del bonus annuale per effetto della crisi, opereranno al solo scopo di agguantarlo nell’anno in corso, il loro “decisionismo” subirà la dolce passione procurata dal “bonus” che apparirà imminente ed il loro agire sventolerà la propria essenza: “a qualunque costo”.

In Italia si assisterà ad una inversione di tendenza rispetto agli altri Paesi: prima il bonus annuale, poi tutto il resto.

Ecco, ora la scelta: riuscire ad agguantare il premio e togliere speranze al futuro aziendale o rinunciare al bonus ed operare per una continuità temporale aziendale?.
La risposta si presuppone facile da intuire, assisteremo alla risposta ufficiale operata dai dirigenti e che avrà il suo effetto evidente nei primi mesi del 2009.

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richard-branson




Giampiero Cantoni
rossi-spalla Viviana Da Busti
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